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	<title>Festival Archivi - MappeLAB</title>
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		<title>Sopravènto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[adm_mappelab]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Sep 2025 15:00:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Festival]]></category>
		<category><![CDATA[Mappe N°23]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se è vero che i ribelli non chiedono mai il permesso, è altrettanto vero che non si può dire di loro che abbiano bisogno di scuse per dare seguito a un profondo desiderio. Dal momento stesso in cui lo mettono a fuoco e fino al suo raggiungimento, ogni attenzione, forza e slancio vitale vengono catalizzati da questo oggetto del desiderio - che il più delle volte a dir il vero non è un oggetto ma un’idea, se non diventa addirittura ossessione - e non vi è più spazio per altro! E per noi di Rebel House, l’ossessione profonda è stata da subito quella di dar vita a una festa in piena estate, pensata fin dal suo embrionale progetto per destare uno spettacolare scompiglio nella calda campagna marchigiana.</p>
<p>L'articolo <a href="https://mappelab.it/sopravento/">Sopravènto</a> proviene da <a href="https://mappelab.it">MappeLAB</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">In marineria con il termine <strong>sopravènto</strong> si identifica tutto ciò che si trova dalla parte da cui spira il vento, riferito alla posizione di chi osserva. L&#8217;abbiamo scelto per identificare tutto ciò che accade in tre giorni di musica e incontri quando a prendere il sopravvento sono le emozioni e ciascuno di noi si apre al &#8220;rischio&#8221; delle relazioni, nel momento magico in cui il mare dialoga con il centro storico, i marinai fanno ritorno alle loro case e il richiamo delle sirene diventa musica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le radici di Fano affondano nell&#8217;acqua del mare che lambisce la sua costa. La storia marinara della città è una storia fatta di duro lavoro e sacrifici, ma anche di successi e innovazione. Il Mare unisce le terre e i popoli, è una legge universale. Chi lo vive percepisce in maniera viscerale la natura in tutta la sua potenza e più di altri è consapevole di come il Mondo che ci circonda necessiti rispetto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche la Musica, come il mare, ha un valore universale, precorre il tempo e utilizza un linguaggio in grado di parlare a tutti e di raccontare con leggerezza. Il &#8220;linguaggio musicale&#8221; è il più utilizzato dai giovani ed è in grado di catalizzare grandi folle veicolando messaggi su larga scala.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sopravènto si propone di <strong>unire questi tre mondi</strong>: la storia di una comunità, il Mare e la Musica attraverso un modo tutto nuovo di raccontarli grazie al coinvolgimento di artisti di fama nazionale in grado di destare interesse in un pubblico quanto più eterogeneo possibile. È quindi un festival dal carattere fortemente specifico, in stretta relazione con il luogo che lo ospita di cui esalta le bellezze e peculiarità con uno sguardo plurale e dinamico. Attraverso la musica quel mondo di complesse tradizioni può essere esaltato e tramandato senza perderne memoria.</p>
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<h4 class="wp-block-heading"><strong>Colapesce e Dimartino</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">Per riuscire in questo intento la programmazione artistica poteva essere affidata solo a figure dotate di grandi capacità e di valori personali interconnessi con ciò che avevamo a cuore di raccontare. Abbiamo così ristretto la ricerca a quegli artisti la cui storia &#8220;sapesse di salsedine&#8221;, e le tematiche fossero il mare, la gente di mare, che vive il mare, che lo canta, che lo tramanda. Colapesce e Dimartino, tra gli artisti musicali attualmente più conosciuti della nostra penisola, hanno incarnato perfettamente questo profilo. Si tratta infatti di musicisti e polistrumentisti che con la recente rivisitazione del brano I Marinai di Ivan Graziani &#8211; composto e ispirato, secondo le fonti, proprio dall&#8217;ascolto di un coro di marinai fanesi – testimoniano nella loro storia artistica un legame con la nostra città.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1900" height="1267" src="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/IMG_4735-2.jpg" alt="" class="wp-image-15378" srcset="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/IMG_4735-2.jpg 1900w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/IMG_4735-2-300x200.jpg 300w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/IMG_4735-2-1024x683.jpg 1024w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/IMG_4735-2-768x512.jpg 768w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/IMG_4735-2-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1900px) 100vw, 1900px" /><figcaption class="wp-element-caption">Morgan in concerto</figcaption></figure>
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<h4 class="wp-block-heading"><strong>La processione del barchino</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">La città e il mare sono profondamente legati l’una con l’altro. Se raccontare il mare nei luoghi della tradizione è qualcosa di consueto, farlo nei luoghi della cultura, come la ex chiesa di San Francesco, rende il tutto più suggestivo. Uno degli obiettivi del festival è infatti quello di collegare e far dialogare anche fisicamente queste due istanze tra loro. Fin dal suo esordio, il festival si è aperto e chiuso con una “processione” guidata dal mare al centro storico e viceversa. Grazie a una tipica batana dell’Adriatico spinta a mano dal porto fin dentro l’ex Chiesa di San Francesco, una folla sempre più partecipata di cittadini e curiosi si è unita in canti e “stazioni” al corteo, snocciolando melodie propiziatorie per il buon esito della manifestazione e per affidare al mare la preghiera “buon vento e mare calmo”, affinché il viaggio del festival procedesse a gonfie vele. La meta o “terra” di destinazione della batana è stata dunque il palco della ex Chiesa di San Francesco, dove, anche in futuro, può essere issata divenendo la protagonista indiscussa dei concerti e parte integrante del complesso scenico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli spettatori e chiunque si sia imbattuto in questo corteo,<br>si sono dimostrati coinvolti e rapiti da questo rito tra il sacro<br>e il profano, felici di offrire la propria voce, le proprie braccia e gambe al servizio di scorta della barca anche nel suo percorso verso la riconsegna al suo bacino naturale.</p>
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<h4 class="wp-block-heading"><strong>I luoghi</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">Il porto, la sua darsena borghese e quella dei pescherecci con i quadri e il quartiere tipico &#8220;el gugul&#8221;, sono stati teatro di tutte le attività collaterali ma mai seconde del Festival. Vi si sono alternati talk tra i direttori artistici e marinai e pescatori fanesi, presentazioni di libri e di album musicali, veri e propri live e dj set come quelli che prendono vita sul ponte delle barche a motore ormeggiate nel canale. Momenti partecipatissimi e conviviali, irriverenti e intimi, che sono entrati a far parte dell&#8217;ossatura del festival.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un&#8217;attenzione speciale è stata quella riservata ai bambini, per i quali sono stati previsti laboratori dedicati presso la MEMO Mediateca Montanari e all&#8217;interno della manifestazione Fano città da giocare, dove sono state proposte letture marinare e laboratori di avvicinamento alla musica e workshop curati dal mastro retaio Mauro Pipeta per creare uno scooby doo partendo dai fili di una rete da pesca.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="1900" height="1267" src="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/IMG_4929-2.jpg" alt="" class="wp-image-15382" srcset="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/IMG_4929-2.jpg 1900w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/IMG_4929-2-300x200.jpg 300w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/IMG_4929-2-1024x683.jpg 1024w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/IMG_4929-2-768x512.jpg 768w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/IMG_4929-2-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1900px) 100vw, 1900px" /></figure>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Gli ospiti</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">Già nelle prime due edizioni del festival abbiamo potuto ospitare il fior fiore della musica indipendente italiana. Una flotta di artisti convocata e capitanata da Colapesce e Dimartino, che non hanno mai lesinato un proprio coinvolgimento anche in termini di performance artistica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La prima edizione del 2024 è stata inaugurata da due padroni di casa, artisti affini al mare Adriatico, baciati dallo stesso sole e lambiti dalla stessa costa su cui sorge il festival: Maria Antonietta e Colombre, seguiti da Nicolò Carnesi e da Filippo Graziani, che ha ricevuto il premio, così come i direttori artistici, de &#8220;Le vele al terzo&#8221;, realizzate per l&#8217;occasione dall&#8217;Associazione Il Ridosso, come riconoscimento di quella che abbiamo definito azione marinara, ovvero quell&#8217;attività di attenzione o ricerca, attraverso il proprio lavoro, sui temi del mare e della marineria, che nel caso specifico si connatura con la riedizione della canzone I Marinai composta da Ivan Graziani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con la seconda edizione del 2025 il fil rouge, o come hanno detto in molti sagaci commentatori fil bleu per omaggiare il colore dell&#8217;elemento protagonista della rassegna e cioè l&#8217;acqua del mare, è stato il dialetto cantato nelle sue varie declinazioni. I cui massimi rappresentati della scena indie contemporanea sono: La Niña, pseudonimo di Carola Moccia, cantautrice napoletana che dopo gli esordi con la lingua inglese fa ritorno alla lingua della terra, delle sue radici, con ispirazioni alla musica barocca e a quella della tradizione mediterranea. Francesco Di Bella, che col suo nuovo album solista Acqua Santa sente e canta in napoletano, Massimo Silverio, autore dell&#8217;incantevole concerto all&#8217;alba la cui atmosfera di sogno sospeso è stata guidata dalla melodia dei suoi brani scritti e cantati nella sua lingua nativa, il cjarniel, lingua minoritaria delle Alpi Carniche. E poi l&#8217;amico e grande artista Dente e Any Other, alias Adele Altro, polistrumentista e produttrice attiva nella scena musicale italiana e internazionale. Menzione speciale va fatta agli artisti che hanno aperti i live della prima e ultima serata: Tutto piange e I fratelli Trabace.</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="717" height="1024" src="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/sopravento-manifesto-717x1024.jpg" alt="" class="wp-image-15402" srcset="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/sopravento-manifesto-717x1024.jpg 717w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/sopravento-manifesto-210x300.jpg 210w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/sopravento-manifesto-768x1096.jpg 768w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/sopravento-manifesto-1076x1536.jpg 1076w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/sopravento-manifesto.jpg 1331w" sizes="auto, (max-width: 717px) 100vw, 717px" /></figure>
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<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<h4 class="wp-block-heading"><strong>La grafica del Vento</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">Raccontare Sopravènto, le sue finalità artistiche, culturali, relazionali ha richiesto sin dall&#8217;inizio la creazione di un progetto di comunicazione affiancato alla programmazione degli interventi che non esprimesse solo qualità grafica e comunicativa, ma costituisse un&#8217;anteprima dell&#8217;anima del Festival in stretta relazione con le specificità del luogo dove accade, della memoria della sua comunità, lette e rivissute con uno sguardo nuovo e profondo, &#8220;plurale e dinamico&#8221;, nella piena fusione di Mare e Musica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La grafica si è quindi orientata verso i linguaggi poetici attuali e sperimentali del Novecento più liberi ed empatici, proposti in versioni che hanno per soggetto il vento, la sua leggerezza, la sua libertà senza condizioni, descritte con un ritmo grafico flessibile, morbido, poetico e insieme profondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella prima edizione (2024) il focus è stato la versione grafica del titolo Sopravènto, l&#8217;annuncio del festival affidato un&#8217;immagine che si flette in un&#8217;onda morbida generata dal vento. Nell&#8217;edizione attuale, quel movimento ha trovato forma nel logotipo della manifestazione composto da una sintesi visiva del suo nome come spezzato in due metà da una folata di vento. L&#8217;immagine centrale è creata da un vortice circolare di parole in libertà che al loro centro ruotano e si espandono come cerchi nell&#8217;acqua che iniziano a &#8220;respirare&#8221; tutta la vitalità di una brezza ritmica e leggera.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Festival è dunque &#8220;raccontato&#8221; da una comunicazione poetica e fluida, dove la scrittura è una presenza viva, che accompagna l&#8217;evento nel suo svolgersi e ne amplifica la voce. Autore del progetto è ma:design.</p>
</div>
</div>



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		<title>Una nuova ribelle avventura</title>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2024 12:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Festival]]></category>
		<category><![CDATA[Arena Rebel Festival]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se è vero che i ribelli non chiedono mai il permesso, è altrettanto vero che non si può dire di loro che abbiano bisogno di scuse per dare seguito a un profondo desiderio. Dal momento stesso in cui lo mettono a fuoco e fino al suo raggiungimento, ogni attenzione, forza e slancio vitale vengono catalizzati da questo oggetto del desiderio - che il più delle volte a dir il vero non è un oggetto ma un’idea, se non diventa addirittura ossessione - e non vi è più spazio per altro! E per noi di Rebel House, l’ossessione profonda è stata da subito quella di dar vita a una festa in piena estate, pensata fin dal suo embrionale progetto per destare uno spettacolare scompiglio nella calda campagna marchigiana.</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>A rebel excuse not to get annoyed of summer.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Se è vero che i ribelli non chiedono mai il permesso, è altrettanto vero che non si può dire di loro che abbiano bisogno di scuse per dare seguito a un profondo desiderio. Dal momento stesso in cui lo mettono a fuoco e fino al suo raggiungimento, ogni attenzione, forza e slancio vitale vengono catalizzati da questo oggetto del desiderio &#8211; che il più delle volte a dir il vero non è un oggetto ma un’idea, se non diventa addirittura ossessione &#8211; e non vi è più spazio per altro! E per noi di Rebel House, l’ossessione profonda è stata da subito quella di dar vita a una festa in piena estate, pensata fin dal suo embrionale progetto per destare uno spettacolare scompiglio nella calda campagna marchigiana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Così il 17 Agosto presso l’Anfiteatro romano di Castelleone di Suasa ha avuto luogo il primo festival firmato Rebel House: “Arena Rebel Fest &#8211; A rebel excuse not to get annoyed of summer” &#8211; grazie alla complicità e al sostegno del comune di Castelleone, che ha lanciato l’idea di dare prosecuzione agli interventi artistici che negli anni passati avevamo già realizzato in quello spazio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad accompagnare i ribelli in questo viaggio incorniciato dalle meravigliose rovine dell’anfiteatro romano è stato Massimo Cotto. Un artista che ha potuto vantare il titolo di padrone di casa poiché già l’anno precedente aveva calcato l’arena e incantato il pubblico come oratore dal verbo mellifluo e seducente, e che vulnerabile del suo stesso incantesimo, si è lasciato compromettere al punto di assecondare questa nuova ribelle avventura, all’interno della quale ha magistralmente scandito i tempi della musica e delle parole che si sono alternate nel corso del nostro summer party. Insieme a lui abbiamo accolto il più ribelle tra gli artisti italiani! In attività da oltre trent’anni, cantautore, compositore, scrittore e personaggio pubblico controverso, acceso contestatore dello status quo e insaziabile uomo di cultura, Marco Castoldi, in arte Morgan, è stato l’ospite di punta di Arena Rebel Fest.</p>
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<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1280" src="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2024/07/Arena-Rebel-Festival-01.jpg" alt="" class="wp-image-13597" srcset="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2024/07/Arena-Rebel-Festival-01.jpg 1920w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2024/07/Arena-Rebel-Festival-01-300x200.jpg 300w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2024/07/Arena-Rebel-Festival-01-1024x683.jpg 1024w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2024/07/Arena-Rebel-Festival-01-768x512.jpg 768w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2024/07/Arena-Rebel-Festival-01-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption class="wp-element-caption">Anna Carol.<br>Sullo sfondo gli stendardi dell’istallazione creata dall’artista Giovanni Gaggia</figcaption></figure>



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<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="668" src="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2024/07/Arena-Rebel-Festival-03.jpg" alt="" class="wp-image-13611" srcset="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2024/07/Arena-Rebel-Festival-03.jpg 1000w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2024/07/Arena-Rebel-Festival-03-300x200.jpg 300w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2024/07/Arena-Rebel-Festival-03-768x513.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>
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<p class="wp-block-paragraph">Dopo un’entrata ad effetto che lo ha visto protagonista di un botta e risposta con Cotto, al limite tra lo scherzo e lo screzio, ha stregato il pubblico con arie di Bach e Mozart al pianoforte, in un concerto lirico e didascalico allo stesso tempo, a dimostrazione di quanto la musica pop, rock, indie suonata fin a quel momento nell’arena, debba ancora riconoscere il proprio atteggiamento filiale nei confronti di quella classica, creatrice congenita di tutte quelle declinazioni ed espressioni indagate dalla musica odierna. Il suo concerto di un’ora e trenta è proseguito con alcuni dei suoi capolavori, scritti per i Bluvertigo e per il suo progetto solista, tra cui “Altrove” che è stata annoverata la più bella canzone italiana del nuovo millennio dalla rivista musicale Rolling Stone. Ma dato che lo avevamo scelto come il ribelle tra i ribelli, se n’è andato senza ritirare la targa col domicilio onorario di Rebel House che avevamo preparato per lui, mettendoci in condizione di non poter fare altro che invitarlo nuovamente!</p>



<p class="wp-block-paragraph">A conclusione del festival però non possiamo che rendere onore al merito, perché se questa festa è esistita è stato grazie a tutti quegli artisti che nei mesi invernali hanno accolto l’invito di Rebel House a partecipare a dei concerti intimi e raccolti, che si sono fidati della nostra visione di casa sconfinata e plurale pur alla sua prima edizione e che, innamorati della musica, hanno accettato di seguirci ancora, prendendo posto in questa parata di ribelli. Ad alternarsi sul palco di Arena ci sono stati infatti anche: Giorgio Canali, Maestro Pellegrini, Gianluca De Rubertis, Sara Loreni e Anna Carol. E siccome il territorio può vantare di un bel branco di musicisti ribelli, a salire su un secondo stage all’interno dell’arena &#8211; il “palco a km zero” &#8211; avete trovato: Thek, The Fottutissimi, Anonima Straccioni, Lulu Massa e And the bear.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le invasioni artistiche sono state poi il segno distintivo del Festival grazie agli interventi straordinari degli artisti Giovanni Gaggia &#8211; che ha affidato all’ode leopardiana Cantando va finché non more il giorno il compito di intonare l’animo della manifestazione attraverso il mezzo delicato e leggero dei tessuti volatili degli stendardi disposti sui due palchi -, e Roberto Coda Zabetta, che con l’amico e attore Maurizio Lombardi sono stati portatori di messaggi importanti attraverso la recitazione di brani e parole raccolte in eredità dalla storia della canzone italiana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutto questo è stato Arena Rebel Fest, tanto altro ancora troverà spazio nella prossima edizione; fino a quel momento ricordate: rebellion is a state of mind!</p>
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<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1575" src="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2024/07/Arena-Rebel-Festival-02.jpg" alt="" class="wp-image-13604" srcset="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2024/07/Arena-Rebel-Festival-02.jpg 1920w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2024/07/Arena-Rebel-Festival-02-300x246.jpg 300w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2024/07/Arena-Rebel-Festival-02-1024x840.jpg 1024w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2024/07/Arena-Rebel-Festival-02-768x630.jpg 768w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2024/07/Arena-Rebel-Festival-02-1536x1260.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption class="wp-element-caption">Giorgio Canali</figcaption></figure>
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		<title>Happennino, dove qualcosa accade</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Jul 2023 15:14:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’entroterra è un luogo che non ha coordinate specifiche, ma caratteristiche inconfondibili, fatte di bellezza, natura, storia e storie, ma anche di vuoti difficili da riempire, di incontri rarefatti, isolamento e poche iniziative.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">L’entroterra è un luogo che non ha coordinate specifiche, ma caratteristiche inconfondibili, fatte di bellezza, natura, storia e storie, ma anche di vuoti difficili da riempire, di incontri rarefatti, isolamento e poche iniziative. E per quanto bene vogliamo a Giovanni Lindo Ferretti, che è stato ospite di Happennino nel 2020, non è sempre vero che “quello che deve accadere, accade”. Spesso, e questo è il nostro caso, per far accadere qualcosa, serve una volontà forte e tanti elementi che si incastrano alla perfezione, in un momento e in un luogo preciso.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La nascita di Happennino<br></strong>È proprio così, per una fortunata e voluta serie di eventi, che nel 2017 ci siamo trovati a immaginare di fare qualcosa per riempire il vuoto cronico di avvenimenti e incontri che, quasi inevitabilmente, caratterizza l’entroterra appenninico, o quantomeno il “nostro”. La risposta al problema è stata da subito l’idea di un contenitore di eventi e progetti che avesse come tema centrale le aree interne e che, grazie a una felice intuizione, abbiamo chiamato Happennino. Letteralmente, far accadere qualcosa in Appennino. I fondatori sono Vittoria Podrini, Andrea Angelini e io, tre ragazzi dell’entroterra, tre professionisti della comunicazione con storie personali diverse e un unico obiettivo. Da subito abbiamo trovato una sponda istituzionale nel sindaco di Peglio Daniele Tagliolini, illuminato e compianto amministratore e amico. In poco tempo si sono aggiunti anche Sant’Angelo in Vado, Mercatello sul Metauro e Borgo Pace. Era nato Happennino &#8211; festival dell’entroterra, una rassegna multiculturale, territorialmente diffusa su quattro comuni a ridosso della Massa Trabaria.</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Cosa accade<br></strong>Dal 2018, ogni primo weekend di settembre, accade la piccola magia di Happennino, un frullatore di ospiti e contenuti cuciti sui luoghi, di stimoli per i locali, di buoni motivi per tutti per godersi il territorio attraverso gli eventi e di partecipare, in maniera più intima che mai, a momenti unici a contatto con grandi personaggi, con la storia e la natura. Nei giorni di Happennino &#8211; è successo &#8211; può capitare a chiunque di prendere un caffè al bar con Giovanni Lindo Ferretti, oppure di bersi un gin tonic con Maurizio Carucci degli Ex-Otago, o ancora, di chiacchierare di evoluzione in un chiosco con Marco Paolini. Nei primi cinque anni di Happennino abbiamo camminato con Enrico Brizzi nel bosco sopra l’Abbazia di Lamoli, ascoltato Nada alla Torre di Peglio, con il mondo che scorreva veloce sotto un tramonto impossibile da dimenticare, ci siamo immersi nella musica di Iosonouncane vicino ai mosaici di una domus romana, abbiamo ascoltato canzoni, parole, progetti. Un mix di formati pensati per aprire l’Appennino al mondo e allo stesso tempo portare il mondo in Appennino, per soddisfare quel bisogno di stimoli esterni e interazioni di cui l’entroterra ha incredibilmente bisogno.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il 2022<br></strong>Nell’edizione 2022, speciale per tanti motivi, si è aggiunto anche Piobbico, splendido paese alle pendici del Monte Nerone. Cinque comuni che in totale non arrivano a diecimila abitanti, spazi vuoti e bellissimi che non possono non essere utilizzati. Nella passata edizione sono stati con noi Maurizio Carucci, i Marlene Kuntz, lo Studio Mario Cucinella Architects, Emanuela Zilio della Cooperativa di Comunità Viso a Viso, il Collettivo artistico OP, il divulgatore scientifico Andrea Boscherini, Tlon, Vasco Brondi. Una grande novità del 2022 è stata la “Scuola di Futuro”, l’inizio di un percorso di formazione dedicato agli “attivatori” dei territori, persone che, in vari modi, animano luoghi di entroterra. A luglio 2022 è stata lanciata una call che ha raccolto centinaia di candidature, tra le quali sono state selezionate 40 persone, provenienti dalla Provincia di Pesaro e da tutta Italia, che hanno potuto partecipare a un workshop, con l’obiettivo di individuare e descrivere i bisogni di chi si impegna per migliorare e cambiare il destino del proprio territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il passato, il futuro <br></strong>In questi anni Happennino ha seminato e raccolto molto, diventando uno degli eventi nazionali di riferimento, quando si parla di entroterra. L’avventura è stata finora emozionante e gratificante, con riconoscimenti e un’attenzione mediatica inusuale per le aree appenniniche della nostra provincia. Ormai da diversi anni, complice anche la pandemia, si parla sempre più di entroterra, borghi come destinazioni turistiche, paesi come mete per cambiare vita, in una narrazione spesso parecchio distante da quella che è poi la realtà. I paesi sono fatti di persone, con necessità pratiche, aspirazioni, bisogni culturali e spirituali. Nel suo piccolo Happennino sta cercando di dare un contributo, con l’obiettivo di far conoscere il territorio ma anche di stimolare iniziative simili alla nostra, attivare l’entroterra e rispondere a qualcuno di quei bisogni che non possiamo proprio lasciare irrisolti. Crediamo in un entroterra attivo, dinamico, centrale, capace di accogliere e mettersi in mostra e di farsi stimolare dall’esterno. Per questo e tanti altri buoni motivi, 1, 2, 3 settembre 2023, ci vediamo in Appennino.</p>



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<figure class="wp-block-image size-full d-block w-100"><img loading="lazy" decoding="async" width="900" height="600" src="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2023/07/happenino-02.jpg" alt="" class="wp-image-9014" srcset="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2023/07/happenino-02.jpg 900w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2023/07/happenino-02-300x200.jpg 300w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2023/07/happenino-02-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px" /></figure>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2023/07/happenino-01-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-9010" srcset="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2023/07/happenino-01-683x1024.jpg 683w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2023/07/happenino-01-200x300.jpg 200w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2023/07/happenino-01-768x1152.jpg 768w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2023/07/happenino-01.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 683px) 100vw, 683px" /><figcaption class="wp-element-caption">Vittoria Podrini<br>Francesco Martinelli<br>Andrea Angelini<br>ideatori e organizzatori<br>del festival<br>foto Kiko Doninelli</figcaption></figure>
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