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	<title>Architettura Archivi - MappeLAB</title>
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		<title>Un&#8217;anima antica si veste di prestigio</title>
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		<pubDate>Tue, 12 May 2026 10:34:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Mappe N°24]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'intervento ha per oggetto un tipico casolare marchigiano situato nelle campagne del comune di Rosora. </p>
<p>L'articolo <a href="https://mappelab.it/unanima-antica-si-veste-di-prestigio/">Un&#8217;anima antica si veste di prestigio</a> proviene da <a href="https://mappelab.it">MappeLAB</a>.</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="730" height="1024" src="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/16-Ugo-Montesi-Vista-dalla-piscina-730x1024.jpg" alt="" class="wp-image-15629" srcset="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/16-Ugo-Montesi-Vista-dalla-piscina-730x1024.jpg 730w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/16-Ugo-Montesi-Vista-dalla-piscina-214x300.jpg 214w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/16-Ugo-Montesi-Vista-dalla-piscina-768x1078.jpg 768w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/16-Ugo-Montesi-Vista-dalla-piscina.jpg 1069w" sizes="(max-width: 730px) 100vw, 730px" /></figure>



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<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:66.66%">
<p>L&#8217;intervento ha per oggetto un tipico casolare marchigiano situato nelle campagne del comune di Rosora. La struttura è in muratura portante in pietra stondata di variegata pezzatura e qualche ricorso di mattoni, legata con un impasto di sabbia e calce idraulica dalle pessime capacità strutturali. I solai sono in legno di rovere con impalcato di pianelle. La casa prima dell&#8217;inizio lavori era abitabile, nel tempo si erano susseguiti interventi di sistemazione non troppo invasivi che ne avevano conservato i caratteri originari anche se in diverse parti non erano stati utilizzati materiali tradizionali ma pavimentazioni in gres, marmettoni in graniglia ed ampie porzioni della muratura esterna rasate con malta cementizia. L&#8217;opera di ristrutturazione ha seguito due obiettivi: intervenire sulla casa conservandone il più possibile l&#8217;anima antica tradizionale, recuperando i materiali originari e ripristinando situazioni alterate; il secondo realizzare tutto il necessario per dotare la casa di tutti gli spazi, le funzionalità, gli ambienti fruibili e confortevoli di un&#8217;abitazione di prestigio. Una piscina con uno spazio di servizio importante, spogliatoio, palestra, servizi igienici, locale tecnico, con la volontà di impattare il meno possibile sul sito sposando una filosofia tutta elvetica del costruire ipogeo fortemente voluta dai committenti svizzeri.</p>



<p>La necessità di dotare la casa di sottofondazioni su tutto il perimetro e i muri portanti centrali ha comportato il rifacimento di tutti i solai a terra. Per salvaguardare la muratura sovrastante si sono dovute realizzare importanti opere di puntellamento per la messa in sicurezza durante i lavori e per il suo consolidamento, tali opere più onerose dal punto di vista economico rispetto a una completa demolizione e ricostruzione sono state fortemente volute dalla committenza per conservare la storica muratura originaria. I solai in legno sia in copertura che intermedi sono stati mantenuti, ove possibile, anche perché realizzati in bellissime travi di rovere, e sono stati consolidati intervenendo all&#8217;estradosso. Dove non è stato possibile mantenerli e sulle parti nuove sono stati realizzati con rovere naturale proveniente da fonti certificate sostenibili e volutamente trattati con una finitura riconoscibile, sbiancati con vernici a base di calce, per l&#8217;impalcato in pianelle di recupero.</p>



<p>Sul lato nord è stato realizzato un ampliamento in aderenza con intelaiatura in cemento armato e tamponato in muratura di pietrame e mattoni di recupero rifacendo il paramento più simile possibile all&#8217;esistente sia come tessitura che come dimensione delle fughe, grazie a maestranze davvero brave che lo hanno reso possibile. Il tetto è stato raccordato con l&#8217;esistente senza soluzione di continuità, anche per questione di altezze interne dei vani. Sul lato est dove è stato realizzato il locale coperto a terrazza era presente una tettoia in legno con copertura piana che è stata demolita. Il volume realizzato al suo posto è in cemento armato con tamponatura in pietrame e laterizio, il piano terra è diventato un vano appartenente alla zona giorno, con ampie vetrate, ispirato alle antiche limonaie presenti in alcuni edifici rurali anche del nostro territorio. In copertura appunto è stata realizzata una terrazza con pilastrini in pietra e balaustra in ferro, a servizio della camera padronale.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="1500" height="1125" src="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/26-Ugo-Montesi-Vista-aerea.jpg" alt="" class="wp-image-15631" srcset="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/26-Ugo-Montesi-Vista-aerea.jpg 1500w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/26-Ugo-Montesi-Vista-aerea-300x225.jpg 300w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/26-Ugo-Montesi-Vista-aerea-1024x768.jpg 1024w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/26-Ugo-Montesi-Vista-aerea-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></figure>



<p>Dal punto di vista distributivo quasi tutti i locali hanno conservato la loro originaria destinazione, la cucina è stata allargata sfruttando una parte del nuovo ampliamento, il vecchio soggiorno è diventato sala da pranzo e il soggiorno è stato spostato nella ex tettoia. La stanza ad ovest è stata organizzata con ingresso e bagno e dotata di una scala a chiocciola in ghisa per garantire il collegamento verticale interno con il primo piano. Questo sarà diviso in futuro in due camere di cui quella padronale ampia sul lato est. I locali di servizio bagno e guardaroba saranno realizzati sulla sezione di ampliamento. È stata mantenuta la scala esterna, totalmente rifatta per ragioni strutturali. Il locale ingresso è stato arredato come salottino di cortesia.</p>



<p>Si è provveduto alla modifica di alcune aperture e alla realizzazione di nuove per adeguare gli ambienti alle prescrizioni igienico-sanitarie e a nuove esigenze abitative. Si è comunque cercato di mantenere l&#8217;aspetto caratteristico originario del fabbricato. Gli infissi e i serramenti sono stati realizzati in legno con telaio a scomparsa del tipo tutto vetro, gli sportelloni sono stati installati solo sulle finestre al piano terra. La finitura delle pareti interne è prevista con intonaco a calce tirato a mano e tinteggiato. La casa ha riscaldamento sottopavimento a pompa di calore opportunamente mascherata dalla vegetazione. Il fotovoltaico è stato installato su un ricovero attrezzi defilato. Per la costruzione del locale interrato a servizio della piscina, è stato necessario realizzare una tura di pali a protezione della casa prima di procedere con lo scavo. Quest&#8217;ultimo, realizzato come una scatola di cemento armato, una volta completato è stato totalmente ricoperto di terreno riprofilando il pendio del terreno originario, con unico affaccio a valle attraverso due ampie aperture vetrate verso la piscina, delimitate da cunei murari di contenimento. La piscina realizzata su pali profondi ha il bordo parzialmente a sfioro sulla valle, la pavimentazione e i rivestimenti dell&#8217;interrato, del solarium, della piscina sono stati realizzati in travertino grigio a poro aperto in lastre di 3 cm senza soluzione di continuità tra interno ed esterno.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="555" src="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/montata2-1024x555.jpg" alt="" class="wp-image-15640" srcset="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/montata2-1024x555.jpg 1024w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/montata2-300x163.jpg 300w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/montata2-768x416.jpg 768w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/montata2-1536x833.jpg 1536w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/montata2.jpg 1800w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="623" height="1024" src="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/montata-1-623x1024.jpg" alt="" class="wp-image-15638" srcset="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/montata-1-623x1024.jpg 623w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/montata-1-182x300.jpg 182w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/montata-1-768x1263.jpg 768w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/montata-1-934x1536.jpg 934w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/montata-1-1245x2048.jpg 1245w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/montata-1-scaled.jpg 1557w" sizes="auto, (max-width: 623px) 100vw, 623px" /></figure>
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		<title>La casa attorno all&#8217;antica torre</title>
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		<pubDate>Tue, 12 May 2026 10:16:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L'edificio originario si sviluppa attorno ad un'antica torre in pietra locale del '500, adibito in passato a magazzini, stalle e alloggi. </p>
<p>L'articolo <a href="https://mappelab.it/la-casa-attorno-allantica-torre/">La casa attorno all&#8217;antica torre</a> proviene da <a href="https://mappelab.it">MappeLAB</a>.</p>
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<p>L&#8217;edificio originario si sviluppa attorno ad un&#8217;antica torre in pietra locale del &#8216;500, adibito in passato a magazzini, stalle e alloggi. Il progetto di recupero mantiene la sua pianta originaria, adeguando le altezze e trasformando la zona abitativa in una grande veranda con due lati completamente vetrati. L&#8217;edificio è composto da due piani: al piano principale c&#8217;è la zona giorno composta da living, pranzo, cucina veranda, alloggio privato ed accessori; al piano inferiore ci sono camere da letto per gli ospiti, alloggio del custode e vani tecnici. I due piani sono collegati da una scala con struttura in acciaio smaltato e pedate realizzate con lastre di cotto nero. Gli spazi interni della zona giorno sono fortemente impreziositi dalla presenza della torre antica che dal piano inferiore fuoriesce dalle coperture dell&#8217;edificio; la sua presenza, quale fulcro centrale della zona giorno, caratterizza notevolmente l&#8217;aspetto architettonico della zona pranzo; per ammirare al meglio le sue caratteristiche e coglierne la sua storicità il collegamento tra zona pranzo e cucina è sospeso e distaccato tanto da scoprire la torre nella sua integrità e forma tipica del basamento.</p>



<p>Nella zona pranzo, in armonia con le preesistenze, e adattati alla notevole altezza della copertura, i due setti in acciaio smaltato sono stati interpretati come sculture con luce propria e la loro funzione è quella di definire lo spazio ed il percorso retrostante di collegamento tra la cucina, servizi ed il resto del piano superiore. Proseguendo dalla zona pranzo si accede all&#8217;ingresso principale in cui coesistono elementi di arredo antichi ed elementi contemporanei retroilluminati e quindi alla zona living caratterizzata dal camino in peperino tipico e fondamentale nelle costruzioni tipiche del luogo. La veranda è lo spazio in cui c&#8217;è grande interazione con l&#8217;ambiente esterno circostante l&#8217;edificio grazie alle due grandi pareti vetrate in acciaio nero che permettono da un lato la vista verso il bosco e colori delle stagioni e dall&#8217;altro il diretto proseguimento dello suo spazio nel portico esterno. Seguendo la tradizione locale i materiali usati sono principalmente cotto tradizionale abbinato al cotto nero usato in combinazione oppure da solo come nelle pavimentazioni dei bagni e gradini della scala interna. In contrapposizione alla tradizione tutte le porte interne sono state realizzate in acciaio nero e vetro tali da non interrompere la continuità degli spazi ed inserire nel contesto una nota di contemporaneità.</p>



<p>All&#8217;esterno l&#8217;edificio mantiene le caratteristiche locali: le pareti sono intonacate e con l&#8217;alto bordo in cemento arricciato secondo la tradizione locale, presente sia nelle case singole sia nei palazzi dei centri abitati. Dalla copertura svetta la sommità della torre antica che per ragioni funzionali è intonacata all&#8217;esterno. Il portico è il proseguimento all&#8217;esterno dello spazio della veranda, separato da questa con la parete vetrata ed è caratterizzato da tre colonne realizzate con elementi in peperino sui quali appoggia la struttura di copertura; le colonne in peperino, anche in parte inglobate nella muratura dell&#8217;edificio, confermano le caratteristiche storiche della struttura nel passato.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1500" height="1000" src="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/23.-esterno-3-MOD.jpg" alt="" class="wp-image-15604" srcset="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/23.-esterno-3-MOD.jpg 1500w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/23.-esterno-3-MOD-300x200.jpg 300w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/23.-esterno-3-MOD-1024x683.jpg 1024w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/23.-esterno-3-MOD-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1500" height="427" src="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/Prospetto-nord-1.jpg" alt="" class="wp-image-15624" srcset="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/Prospetto-nord-1.jpg 1500w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/Prospetto-nord-1-300x85.jpg 300w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/Prospetto-nord-1-1024x291.jpg 1024w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/Prospetto-nord-1-768x219.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1500" height="421" src="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/Prospetto-sud-1.jpg" alt="" class="wp-image-15625" srcset="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/Prospetto-sud-1.jpg 1500w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/Prospetto-sud-1-300x84.jpg 300w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/Prospetto-sud-1-1024x287.jpg 1024w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/Prospetto-sud-1-768x216.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></figure>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="723" src="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/Prospetto-ovest-1024x723.jpg" alt="" class="wp-image-15621" srcset="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/Prospetto-ovest-1024x723.jpg 1024w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/Prospetto-ovest-300x212.jpg 300w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/Prospetto-ovest-768x542.jpg 768w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/Prospetto-ovest.jpg 1500w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="723" src="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/Prospetto-est-1-1024x723.jpg" alt="" class="wp-image-15622" srcset="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/Prospetto-est-1-1024x723.jpg 1024w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/Prospetto-est-1-300x212.jpg 300w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/Prospetto-est-1-768x542.jpg 768w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/Prospetto-est-1.jpg 1500w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/2.-portico-DSC_7308-Cappannini-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-15613" srcset="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/2.-portico-DSC_7308-Cappannini-1024x683.jpg 1024w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/2.-portico-DSC_7308-Cappannini-300x200.jpg 300w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/2.-portico-DSC_7308-Cappannini-768x513.jpg 768w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/2.-portico-DSC_7308-Cappannini.jpg 1500w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/22.-esterno-2-MOD-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-15615" srcset="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/22.-esterno-2-MOD-1024x683.jpg 1024w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/22.-esterno-2-MOD-300x200.jpg 300w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/22.-esterno-2-MOD-768x512.jpg 768w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/22.-esterno-2-MOD.jpg 1500w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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		<title>La Casa-Studio</title>
		<link>https://mappelab.it/la-casa-studio/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[adm_mappelab]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 08:45:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Mappe N°24]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Tolentino, nelle Marche, Spalvieri &#038; Del Ciotto rinnovano una casa rurale trasformandola in un luogo dove vita e lavoro coincidono. </p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/15_Federico-Villa_lo-studio-si-apre-alla-natura-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-15595" srcset="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/15_Federico-Villa_lo-studio-si-apre-alla-natura-683x1024.jpg 683w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/15_Federico-Villa_lo-studio-si-apre-alla-natura-200x300.jpg 200w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/15_Federico-Villa_lo-studio-si-apre-alla-natura-768x1152.jpg 768w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/15_Federico-Villa_lo-studio-si-apre-alla-natura.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 683px) 100vw, 683px" /></figure>
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<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:66.66%">
<p>A Tolentino, nelle Marche, Spalvieri &amp; Del Ciotto rinnovano una casa rurale trasformandola in un luogo dove vita e lavoro coincidono. La ristrutturazione non introduce separazioni: la casa è abitata e progettata con continuità, come un&#8217;unica sequenza di gesti, incontri e oggetti. Lo studio occupa l&#8217;antica stalla. Un ambiente diretto, essenziale, che conserva la concretezza del suo passato: muri spessi, volumi asciutti. La luce è quasi inondante, entra piena e uniforme, al punto da far sembrare di lavorare all&#8217;aperto. Qui si prototipa e si discute con un ritmo lento, legato alla materia. Non è uno spazio scenografico, ma un luogo operativo, reale.</p>



<p>Il pavimento in massetto lucidato attraversa il piano terra e il primo piano, unificando gli ambienti e rivelando una graniglia sottile, quasi minerale. Il primo piano ospita la zona notte, pensata con la stessa sobrietà: pochi elementi, superfici chiare, una continuità visiva che mantiene silenzio e ordine. La cucina, su misura in multistrato di betulla e marmo di Carrara, è progettata come uno strumento: solida, essenziale, sempre in uso. È un ambiente operativo e al tempo stesso relazionale. Da qui si esce all&#8217;aperto, dove spesso si mangia con i clienti, mescolando lavoro e vita in modo naturale. Il secondo piano, ricavato nel sottotetto, introduce il pavimento in pino cirmolo, caldo e aromatico. Un materiale che definisce la parte più intima della casa, senza interrompere il senso di continuità verticale.</p>



<p>In questa casa-studio il progetto si sviluppa dentro la vita quotidiana. I clienti non assistono a una presentazione: trascorrono del tempo, osservano prototipi accanto agli oggetti domestici, parlano di materiali mentre si cucina, lavorano insieme con la porta aperta sul paesaggio. Il confine tra abitare e progettare non viene marcato, ma condiviso. L&#8217;impianto a pavimento e l&#8217;uso esclusivo dell&#8217;energia elettrica rendono la casa essenziale e silenziosa, in continuità con l&#8217;impianto generale del progetto. Nulla è decorativo: ogni elemento supporta un&#8217;idea di semplicità che possa evolvere nel tempo. Il risultato è una casa-studio concreta, essenziale, legata alla terra che la circonda. Uno spazio unico, in cui vivere e progettare coincidono, e dove la lentezza diventa una condizione fertile per far maturare le idee.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1500" height="1000" src="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/05_Federico-Villa_vista-sulla-cucina.jpg" alt="" class="wp-image-15594" srcset="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/05_Federico-Villa_vista-sulla-cucina.jpg 1500w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/05_Federico-Villa_vista-sulla-cucina-300x200.jpg 300w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/05_Federico-Villa_vista-sulla-cucina-1024x683.jpg 1024w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/05_Federico-Villa_vista-sulla-cucina-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1500" height="1000" src="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/01_Federico-Villa_la-strada-che-conduce-alla-casa.jpg" alt="" class="wp-image-15600" srcset="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/01_Federico-Villa_la-strada-che-conduce-alla-casa.jpg 1500w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/01_Federico-Villa_la-strada-che-conduce-alla-casa-300x200.jpg 300w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/01_Federico-Villa_la-strada-che-conduce-alla-casa-1024x683.jpg 1024w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/01_Federico-Villa_la-strada-che-conduce-alla-casa-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></figure>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/16_Federico-Villa_la-scala-in-ferro-naturale-finitura-trasparente-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-15597" srcset="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/16_Federico-Villa_la-scala-in-ferro-naturale-finitura-trasparente-683x1024.jpg 683w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/16_Federico-Villa_la-scala-in-ferro-naturale-finitura-trasparente-200x300.jpg 200w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/16_Federico-Villa_la-scala-in-ferro-naturale-finitura-trasparente-768x1152.jpg 768w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/16_Federico-Villa_la-scala-in-ferro-naturale-finitura-trasparente.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 683px) 100vw, 683px" /></figure>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/21_Federico-Villa_piano-secondo-con-pavimento-in-pino-cirmolo-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-15598" srcset="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/21_Federico-Villa_piano-secondo-con-pavimento-in-pino-cirmolo-683x1024.jpg 683w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/21_Federico-Villa_piano-secondo-con-pavimento-in-pino-cirmolo-200x300.jpg 200w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/21_Federico-Villa_piano-secondo-con-pavimento-in-pino-cirmolo-768x1152.jpg 768w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/21_Federico-Villa_piano-secondo-con-pavimento-in-pino-cirmolo.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 683px) 100vw, 683px" /></figure>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/09_Federico-Villa_una-vista-dello-studio-in-continuita-con-la-casa-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-15599" srcset="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/09_Federico-Villa_una-vista-dello-studio-in-continuita-con-la-casa-683x1024.jpg 683w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/09_Federico-Villa_una-vista-dello-studio-in-continuita-con-la-casa-200x300.jpg 200w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/09_Federico-Villa_una-vista-dello-studio-in-continuita-con-la-casa-768x1152.jpg 768w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/09_Federico-Villa_una-vista-dello-studio-in-continuita-con-la-casa.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 683px) 100vw, 683px" /></figure>
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		<title>La Casa di Paglia</title>
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		<pubDate>Tue, 12 May 2026 08:38:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Mappe N°24]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immerso nella quiete delle colline arceviesi, il complesso residenziale si presenta come un piccolo microcosmo rurale, con un edificio principale e un annesso di servizio, circondati da campi e vegetazione spontanea. </p>
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<p>L&#8217;idea di una &#8220;casa di paglia&#8221; nasce in un contesto felice: siamo alle porte di Recanati, esattamente ai piedi del Colle dell&#8217;Infinito leopardiano, con uno sguardo rivolto a sud verso quella tavolozza vibrante che è la campagna marchigiana, fatta di luci, ombre, sfumature e colori. Bisognava muoversi in punta di piedi nei confronti di questo luogo; la sfida era riuscire a dar vita a un progetto impiegando il minimo delle risorse per ottenere il massimo dell&#8217;efficienza energetica e del benessere abitativo, nel totale rispetto dell&#8217;ambiente circostante. La scelta tecnica è ricaduta sull&#8217;utilizzo di materiali naturali in abbinamento a un sistema costruttivo estremamente semplice: legno lamellare per la struttura a telaio controventante e ballette di paglia per i tamponamenti. L&#8217;unica eccezione sono le fondazioni, realizzate in cemento armato e isolate con ghiaia di vetro cellulare. La struttura prevede un cordolo di base in legno separato dalla fondazione da una fila di blocchetti di ytong a taglio termico, mentre la paglia inserita fra i montanti in legno è stata compressa meccanicamente con dei martinetti per garantire la densità ottimale e la stabilità del pacchetto murario, ed è stata successivamente intonacata: esternamente con calce naturale, per assicurare traspirabilità e protezione dagli agenti atmosferici, e internamente in terra cruda, un materiale che agisce come eccellente regolatore igro-termico, contribuendo attivamente al comfort abitativo interno.</p>



<p>L&#8217;intervento ha preso le mosse dalla demolizione della casa colonica fatiscente che insisteva nel lotto, non recuperabile dal punto di vista strutturale e priva di caratteri architettonicamente significativi, ma ha fatto del recupero e del riuso circolare uno dei suoi pilastri concettuali. Si è voluto salvare e reinterpretare alcuni elementi preesistenti: i coppi per la copertura e, soprattutto, il legno di quercia e castagno delle vecchie botti della cantina. Questo legno è stato riutilizzato come rivestimento del corpo con tetto piano, il quale agisce come cerniera tra la casa vera e propria (che mantiene quasi inalterata la sagoma precedente) e la &#8220;casetta&#8221;, un volume secondario ruotato di 90° rispetto all&#8217;edificio principale e rivestito con mattoni di recupero, adibito a spazio dedicato alla musica, grande passione dei proprietari. Lo stesso legno proveniente dalle botti riveste la grande anta scorrevole sulla facciata sud che funge da frangisole alla vetrata principale, affacciata sul giardino e sul panorama circostante. Formalmente, il progetto reinterpreta il carattere rurale dettato dal contesto in chiave più contemporanea, pur mantenendo un linguaggio tipico del territorio attraverso l&#8217;uso di materiali storici quali la terracotta, il legno, la calce e la terra cruda.</p>



<p>Gli spazi interni sono stati progettati con particolare attenzione all&#8217;esposizione naturale dell&#8217;edificio, concentrando i servizi nella fascia a nord con funzione di &#8220;cuscinetto&#8221; termico mentre la zona giorno si articola attorno a uno spazio a doppia altezza, dal quale è possibile ammirare le falde del tetto con travetti e tavolato a vista sbiancati. La scala a nastro in ferro nero, che conduce alla zona notte, introduce un segno grafico essenziale che connota lo spazio in maniera incisiva, mentre la balaustra del piano primo è realizzata con una rete sottile a maglia esagonale fissata su telaio. La zona notte si articola intorno allo spazio distributivo che si affaccia sul living, le camere e il bagno sono schermati dalle porte in abete massello appartenenti alla vecchia casa, verniciate di grigio come gli infissi in larice laccato e riutilizzate come pannelli scorrevoli su binario in ferro a vista. Il bagno e la parete della cucina sono stati rivestiti con un intonaco in cocciopesto, una tecnica antica che prevede una successione di lavorazioni artigianali atte a rendere la superficie impermeabile con una resa estetica molto piacevole. Al piano primo è prevista anche una zona studio/lettura, illuminata naturalmente dalla porta di accesso al terrazzino coperto, dal quale si gode di una splendida vista sulla vallata e le colline circostanti e da un taglio di luce orizzontale, che contribuisce, insieme alle altre aperture della casa posizionate in maniera strategica, a modificare la percezione dei volumi interni nelle diverse ore del giorno. L&#8217;ampia finestra della camera matrimoniale e l&#8217;apertura quadrata del bagno incorniciano come un dipinto la vista sul Colle dell&#8217;Infinito.</p>



<p>La scelta cromatica della casa gioca sulle tonalità neutre degli intonaci in argilla e polvere di marmo (lasciati volutamente senza tinteggiatura) e del legno chiaro degli arredi, con l&#8217;effetto a contrasto di alcuni elementi in metallo nero: uno di questi è la porta in vetro a tutt&#8217;altezza con apertura a libro che scherma la cucina dalla zona pranzo, dall&#8217;estetica di gusto industriale che segue il pavimento della zona giorno, realizzato in cemento lisciato al quarzo, mentre nella zona notte e nell&#8217;annesso la pavimentazione è in tavole di abete massello trattato sul posto con impregnante naturale e cera d&#8217;api. L&#8217;approccio essenziale del progetto verso i materiali e le lavorazioni, tipico delle case di campagna, traduce in maniera consapevole un&#8217;architettura intesa come disciplina &#8220;sintetica&#8221; e lontana da facili esercizi di stile: l&#8217;edificio dimostra come l&#8217;innovazione risieda non nella ricerca di materiali complessi, ma nella sapiente rilettura di quelli che la terra offre.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1500" height="1124" src="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/LC_07.jpg" alt="" class="wp-image-15576" srcset="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/LC_07.jpg 1500w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/LC_07-300x225.jpg 300w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/LC_07-1024x767.jpg 1024w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/LC_07-768x575.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></figure>



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		<title>Memoria rurale e linguaggio contemporaneo</title>
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		<pubDate>Tue, 12 May 2026 08:25:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Immerso nella quiete delle colline arceviesi, il complesso residenziale si presenta come un piccolo microcosmo rurale, con un edificio principale e un annesso di servizio, circondati da campi e vegetazione spontanea. </p>
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<p>Immerso nella quiete delle colline arceviesi, il complesso residenziale si presenta come un piccolo microcosmo rurale, con un edificio principale e un annesso di servizio, circondati da campi e vegetazione spontanea. L&#8217;intervento — in equilibrio tra edificato e natura — ha riguardato la ristrutturazione del fabbricato e una nuova distribuzione che si sviluppa su due livelli e su due unità indipendenti. L&#8217;obiettivo era restituire funzionalità e comfort contemporaneo, e al contempo preservare l&#8217;identità materica e volumetrica originaria.</p>



<p><strong>Dialogo tra interno ed esterno.</strong> L&#8217;ingresso dell&#8217;abitazione principale, dove un tempo sorgeva il vecchio deposito, si apre con una vetrata arretrata rispetto alla muratura perimetrale che crea un piccolo portico di accoglienza, un punto di mediazione e di passaggio interno/esterno. All&#8217;interno, la zona giorno è un ambiente luminoso e continuo che accoglie sala da pranzo e soggiorno, in dialogo visivo con la cucina disposta nella stanza laterale. Una scala lineare di fronte all&#8217;ingresso conduce agli ambienti del livello superiore — uno studio, un secondo soggiorno e la zona notte con i relativi servizi. Il collegamento al soppalco esistente avviene con una scala leggera in ferro dal design essenziale, un segno che aggiunge verticalità dinamica allo spazio. Gli interni si distinguono per una modernità che dialoga con l&#8217;anima rurale dell&#8217;edificio. Le superfici in microcemento e il parquet in legno a listoni creano un equilibrio materico raffinato, in costante confronto con la tessitura muraria in pietra a vista, e con i soffitti fatti da travi portanti in legno di quercia e pianelle. Il risultato è un ambiente caldo e sofisticato, dove l&#8217;essenzialità delle finiture valorizza la ruvidità e l&#8217;autenticità dei materiali originari, in una sequenza di contrasti calibrati e coerenti.</p>



<p><strong>Materia e memoria.</strong> All&#8217;esterno, il progetto restituisce autenticità al manufatto: la parte inferiore dell&#8217;edificio — liberata dall&#8217;intonaco — rivela la tessitura muraria originale, un segno tangibile della sua storia costruttiva. L&#8217;annesso, destinato a rimessa e ripostiglio, è stato oggetto di un intervento conservativo con l&#8217;intento di recuperare la muratura esistente e integrare un nuovo portone in legno — una soluzione che richiama l&#8217;uso agricolo tradizionale in una declinazione ordinata e contemporanea.</p>



<p><strong>Un paesaggio abitato.</strong> La sistemazione esterna si inserisce con discrezione nel contesto, attraverso il recupero delle pavimentazioni in laterizio a secco, e il ripristino delle superfici in ghiaia che restituiscono continuità ai percorsi e alle aree di sosta. Il verde esistente — manto erboso e alberature — è stato mantenuto per preservare l&#8217;identità paesaggistica, e in parte selvatica, del luogo. A completare l&#8217;intervento, la realizzazione di una piscina dalle linee essenziali e pulite, pensata come una naturale estensione dell&#8217;abitazione. La sua geometria rigorosa e il linguaggio minimale si fondono con il paesaggio, i toni morbidi delle colline marchigiane, in un dialogo visivo continuo tra architettura, acqua e natura. L&#8217;intervento di restauro ha cercato il dialogo e la relazione in ogni passaggio e in ogni funzione, con il paesaggio e le discipline che hanno orientato l&#8217;intervento di recupero. La tecnica e le dotazioni tecnologiche hanno incontrato la sensibilità architettonica, il linguaggio formale contemporaneo si è misurato con la memoria costruttiva rurale di questo frammento autentico di campagna marchigiana.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="876" height="626" src="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/Nazzareno-Petrini_PL-1.jpg" alt="" class="wp-image-15556" srcset="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/Nazzareno-Petrini_PL-1.jpg 876w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/Nazzareno-Petrini_PL-1-300x214.jpg 300w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/Nazzareno-Petrini_PL-1-768x549.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 876px) 100vw, 876px" /></figure>



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		<title>Same as it ever was</title>
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		<dc:creator><![CDATA[adm_mappelab]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 08:07:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>
		<category><![CDATA[Mappe N°24]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con l'intervento di A.U.A. Architetti Urbanisti Associati ad Ascoli Piceno, pubblicato su Mappe 21 (2025), è emersa una questione che ha attraversato e attraversa molti centri storici italiani</p>
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<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>And you may find yourself living in a shotgun shack / And you may find yourself in another part of the world / And you may find yourself behind the wheel of a large automobile / And you may find yourself in a beautiful house, with a beautiful wife / And you may ask yourself &#8220;Well, how did I get here?&#8221;</em><br>Talking Heads, Once in a Lifetime, 1980</p>
</blockquote>



<p><strong>Subject.</strong> Carlo Aymonino (con Francesco Doglioni, Maria Luisa Tugnoli) Casa-parcheggio nel centro storico di Pesaro, 1978–1981</p>



<p><strong>Opening.</strong> Con l&#8217;intervento di A.U.A. Architetti Urbanisti Associati ad Ascoli Piceno, pubblicato su Mappe 21 (2025), è emersa una questione che ha attraversato e attraversa molti centri storici italiani: la presenza di innesti moderni e contemporanei che non si lasciano assorbire, ma neppure espellere. Architetture che convivono con il costruito storico in una condizione di attrito permanente, producendo una continuità anomala e, allo stesso tempo, una dissonanza evidente. Negli anni Settanta Pesaro aveva già affrontato questo nodo, assumendo il centro storico come materia trasformabile senza delegare ogni decisione al passato. La città diventa in quegli anni un laboratorio, non solo per la quantità di interventi avviati, ma per la densità del dibattito che accompagna il rapporto tra piano urbanistico, progetto architettonico e vita quotidiana. È dentro questo spazio teorico irrisolto che prende forma il progetto per un edificio residenziale pubblico: la Casa-parcheggio in via Mazza.</p>



<p><strong>Flashback.</strong> Nel 1994 Bernardo Secchi avvia lo studio preliminare per impostare i nuovi strumenti urbanistici del centro storico di Pesaro; l&#8217;incarico si estende poi alla redazione del nuovo PRG comunale. Nel rimettere mano a questo quadro operativo, Secchi si confronta con un precedente ingombrante: il Piano Particolareggiato elaborato tra il 1971 e il 1974 dal Gruppo Architettura. Non un semplice documento tecnico, ma un dispositivo complesso che tiene insieme una costellazione di questioni ancora aperte — il rapporto tra urbanistica e architettura, tra conoscenza minuta e progetto, tra conservazione selettiva e trasformazione, tra partecipazione e governo della città. Il Piano del 1974 nasce in un contesto preciso. Il Gruppo Architettura — promosso da Carlo Aymonino insieme a Costantino Dardi, Gianni Fabbri, Raffaele Panella, Gianugo Polesello, Luciano Semerani e Mauro Lena — lavora a Pesaro con l&#8217;ambizione esplicita di ricomporre la frattura tra urbanistica e architettura. Il centro storico non è assunto come organismo unitario da proteggere integralmente, ma come palinsesto stratificato, da analizzare edificio per edificio per valutarne caratteri, stato di conservazione e soprattutto grado di trasformabilità. Il piano distingue, seleziona, prevede demolizioni, individua ambiti di intervento unitario e affida al progetto architettonico un ruolo decisivo nel tradurre in forma urbana le indicazioni normative. All&#8217;interno di questo quadro si colloca anche la presenza di Francesco Doglioni, collaboratore di Aymonino nel progetto della Casa-parcheggio, che in quegli stessi anni interviene nel dibattito sul centro storico di Pesaro con contributi dedicati al tema del restauro scientifico e del rapporto tra conservazione e progetto. Una posizione che non separa tutela e trasformazione, ma le tiene insieme come pratiche complementari, e che aiuta a capire perché l&#8217;intervento in via Mazza non venga pensato come eccezione, bensì come parte di un disegno teorico più ampio.</p>



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<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1500" height="309" src="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/pag1_1.jpg" alt="" class="wp-image-15535" srcset="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/pag1_1.jpg 1500w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/pag1_1-300x62.jpg 300w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/pag1_1-1024x211.jpg 1024w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/pag1_1-768x158.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1500" height="579" src="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/pag1_2.jpg" alt="" class="wp-image-15536" srcset="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/pag1_2.jpg 1500w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/pag1_2-300x116.jpg 300w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/pag1_2-1024x395.jpg 1024w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/pag1_2-768x296.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1500" height="815" src="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/pag2_1.jpg" alt="" class="wp-image-15537" srcset="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/pag2_1.jpg 1500w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/pag2_1-300x163.jpg 300w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/pag2_1-1024x556.jpg 1024w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/pag2_1-768x417.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /><figcaption class="wp-element-caption">Schizzi di studio per inserimento urbano<br>Schizzo progettuale angolo via Mazza <br></figcaption></figure>
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<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



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<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:50%">
<p>Questo impianto conoscitivo è uno degli aspetti più solidi del Piano: rilievi capillari, ricostruzioni catastali, lettura sistematica dei piani terra, attenzione alle continuità morfologiche e tipologiche. Proprio qui si manifesta la prima frattura interna: i planivolumetrici che dovrebbero guidare gli interventi restano spesso figure astratte, incapaci di produrre architettura. Aymonino li definirà in seguito &#8220;fantasmi&#8221;, proiezioni normative di un&#8217;idea di città che solo il progetto può rendere concreta. A questa difficoltà strutturale si somma un quadro politico complesso. Durante la redazione del Piano Particolareggiato, Pesaro sperimenta forme estese di partecipazione: assemblee pubbliche, consigli di quartiere, coinvolgimento dei sindacati, discussione in Consiglio comunale. La partecipazione viene assunta come strumento per contrastare decisioni opache e negoziazioni individuali. Eppure, a distanza di anni, lo stesso Aymonino leggerà criticamente quell&#8217;esperienza, parlando di una &#8220;democrazia finta&#8221;, più orientata alla costruzione del consenso che a una reale condivisione delle scelte. Nel tentativo di rendere più operativi gli strumenti del Piano Particolareggiato, tra il 1976 e il 1980 viene istituito il Laboratorio Urbanistico: una struttura tecnica pensata per accompagnare la trasformazione del centro storico e superare l&#8217;inerzia dei planivolumetrici. Pesaro si configura così come un laboratorio non solo teorico, ma operativo, in cui piano, gestione e progetto cercano di agganciarsi senza mai coincidere del tutto. È in questo contesto che si colloca la Casa-parcheggio. Scrivendo nel 1983 dalle pagine di <em>Domus</em> n. 637, Francesco Moschini legge l&#8217;intervento nell&#8217;area di Palazzo Scattolari, come l&#8217;esito più denso di quella lunga riflessione: non un&#8217;eccezione, ma un tentativo di restituire all&#8217;architettura il ruolo di fenomeno urbano.</p>



<p>Moschini individua con chiarezza tre livelli di intervento — ripristino morfologico dell&#8217;area, adeguamento tipologico-formale della nuova edificazione, restauro scientifico di Palazzo Scattolari — e sottolinea come l&#8217;edificio in linea su via Mazza assuma allineamenti, altezze e continuità del fronte senza ricorrere a mimetismi storicisti.</p>



<p><strong>Long take.</strong> L&#8217;idea che l&#8217;urbanistica &#8220;si faccia coi piedi&#8221; circola come formula metodologica in quegli stessi anni, a indicare una pratica di conoscenza che passa dall&#8217;esperienza diretta dello spazio urbano prima ancora che dalla sua astrazione. Secchi la riprenderà più tardi per chiarire un metodo: conoscere la città camminandola, misurandone piani terra, soglie, continuità e fratture. È con questa disposizione che ci si deve muovere oggi nel centro storico di Pesaro, lasciando sullo sfondo tipologie, stili ed epoche, per leggere lo spazio urbano come sequenza di relazioni. Via Domenico Mazza non si presenta come un episodio eccezionale. È un tratto di tessuto ordinario, fatto di corpi edilizi contigui, altezze consolidate, una continuità che non è monumentale ma profondamente urbana. La Casa-parcheggio si attesta su questa normalità e la mette in tensione: un edificio in linea che rispetta allineamenti e quote, ma lascia affiorare una complessità interna che non si concede pienamente alla facciata, se non attraverso tagli e dispositivi. Il piano terra è il primo punto di contatto. Botteghe e negozi si alternano a passaggi pedonali che non funzionano come semplici corridoi, ma come vere cuciture urbane verso il giardino pubblico sul retro. La strada non è solo fronte, ma soglia; l&#8217;attraversamento non è residuo, ma parte del progetto. Poi compare la rampa. Non come elemento distributivo neutro, ma come gesto che incide il fronte e ne interrompe la continuità. Una scalinata a una rampa, visibile dalla strada, serve i ballatoi che distribuiscono gli alloggi: un taglio obliquo che rende leggibile, dall&#8217;esterno, una sezione interna complessa. Sempre su <em>Domus</em> n. 637, Moschini parla esplicitamente di un&#8217;interruzione dissonante dei prospetti su via Mazza e di un disegno quasi osseo fatto di setti e di un loggiato superiore che chiude l&#8217;edificio. Se il fronte su via Mazza costringe a una lettura compressa e trattenuta, il retro obbliga a cambiare passo. Qui la composizione si distende: volumi rettangolari che avanzano e arretrano, corpi scala cilindrici di sapore costruttivista, una spazialità che porta all&#8217;esterno la complessità interna dell&#8217;edificio. Il fronte posteriore risulta più esplicito, quasi ordinato, e affida a materiali e colore il compito di tenere insieme rigore e vitalità.</p>



<p>Il colore diventa strumento di ravvivamento, gioioso e insieme sospetto, come se l&#8217;edificio indossasse una maschera per reggere la responsabilità dell&#8217;architettura intesa come fatto urbano. La passeggiata si configura così come metodo di lettura. Si entra dal fronte stradale e si esce sul retro, si attraversa il piano terra, si legge la rampa come taglio, i ballatoi come strada sospesa, il portico come soglia pubblica. In questa sequenza la Casa-parcheggio smette di essere una &#8220;casa&#8221; o un &#8220;parcheggio&#8221; — categorie troppo strette — e si manifesta come innesto urbano nel punto più sensibile, dove il centro storico non può più limitarsi a rappresentare il proprio passato.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="782" height="1024" src="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/pag5-782x1024.jpg" alt="" class="wp-image-15541" srcset="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/pag5-782x1024.jpg 782w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/pag5-229x300.jpg 229w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/pag5-768x1005.jpg 768w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/pag5.jpg 1146w" sizes="auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px" /><figcaption class="wp-element-caption">Sezione prospetto interno<br>Prospetto su via Mazza</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="730" height="1024" src="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/pag8_3-730x1024.jpg" alt="" class="wp-image-15542" srcset="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/pag8_3-730x1024.jpg 730w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/pag8_3-214x300.jpg 214w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/pag8_3-768x1077.jpg 768w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/pag8_3.jpg 1070w" sizes="auto, (max-width: 730px) 100vw, 730px" /></figure>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="728" height="1024" src="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/pag4-728x1024.jpg" alt="" class="wp-image-15544" srcset="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/pag4-728x1024.jpg 728w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/pag4-213x300.jpg 213w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/pag4-768x1080.jpg 768w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2026/05/pag4.jpg 1067w" sizes="auto, (max-width: 728px) 100vw, 728px" /><figcaption class="wp-element-caption">Ballatoio, canna di ventilazione e fronte esterno</figcaption></figure>



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<p><strong>Montage.</strong> A questo punto lo sguardo può staccarsi dal suolo e smettere di seguire una traiettoria obbligata. Il montaggio cinematografico non procede per continuità spaziale, ma per accostamenti: mette in relazione opere lontane, tempi diversi, scale inconciliabili. È un&#8217;operazione rischiosa, ma necessaria se si vuole capire che cosa succede quando un progetto non è più solo risposta a un contesto, ma diventa linguaggio. La Casa-parcheggio di via Mazza non nasce come eccezione isolata. Al contrario, dichiara fin dall&#8217;inizio una continuità esplicita con il lessico che Aymonino stava elaborando a Pesaro negli stessi anni, in particolare nel campus scolastico della periferia sud. Il Liceo Scientifico (1970–73) e gli Istituti Tecnici Commerciale e per Geometri (1978–83) condividono con l&#8217;edificio del centro storico un repertorio riconoscibile: edifici in linea articolati per corpi, percorsi come struttura generativa, ballatoi e spazi a doppia altezza come dispositivi di distribuzione e di socialità, corpi scala cilindrici che emergono come segni autonomi, una tridimensionalità che si fa bidimensionale grazie all&#8217;uso del colore, una memoria monastico-lecorbusiana spogliata del brutalismo. Il salto di contesto, tuttavia, è netto. Nel campus, quel linguaggio lavora su un suolo libero, su una città che cresce ai margini; in via Mazza entra invece nel tessuto più sensibile e saturo, dove ogni variazione è amplificata.</p>



<p>È qui che la continuità diventa problema. Aymonino non abbassa il tono, non attenua il segno, non sceglie la mimetizzazione. Al contrario, concentra e quasi esaspera gli strumenti già sperimentati altrove, come se il centro storico fosse il luogo in cui il linguaggio deve reggere la prova più dura. Questo atteggiamento non è nuovo nell&#8217;opera di Aymonino, soprattutto se si guarda alla sua produzione residenziale. A Matera, nel quartiere Spine Bianche (1954–59), la casa popolare diventa fin dall&#8217;inizio un dispositivo urbano. Più tardi, al Gallaratese – Monte Amiata (1967–72), il tema esplode in forma monumentale. In entrambi i casi, la residenza non è mai solo risposta funzionale, ma figura urbana intenzionale. Via Mazza si colloca dentro questa traiettoria, ma in scala ridotta e in un contesto saturo. Qui l&#8217;ambizione urbana non si misura in estensione, ma in densità. La Casa-parcheggio lavora per compressione e concentra in pochi metri una complessità che altrove si dispiega su superfici molto più ampie.</p>



<p>Il segno architettonico diventa strumento di costruzione della città, ma mantenendo una forte autonomia. Il confronto tra campus e centro storico racconta di un&#8217;architettura che tende a parlare prima di tutto di sé stessa, della propria coerenza interna, dalla propria matrice di riferimenti formali, più che del luogo specifico in cui si inserisce. I <em>match cut</em> operabili tra gli scorci e i dettagli dei vari progetti non servono a risolvere questa tensione, ma a renderla leggibile. Accostare via Mazza al Campus, Spine Bianche al Gallaratese, significa riconoscere che la Casa-parcheggio non è un compromesso né un incidente, ma un punto di massima esposizione di un&#8217;idea di progetto. Un&#8217;idea in cui la residenza pubblica diventa strumento di città, e in cui il centro storico non è il luogo dell&#8217;eccezione cauta, ma quello della verifica più severa. È qui che la continuità si fa dissonanza, e che l&#8217;innesto rivela tutta la sua ambiguità: necessario, consapevole, sovversivo… <em>&#8220;same as it ever was&#8221;</em>.</p>



<p><strong>Cronaca del restauro.</strong> Il presente è uno strato ulteriore di questa lettura. Le vicende recenti legate alla ristrutturazione degli alloggi e ai tempi lunghi della loro messa in uso restituiscono, in forma concreta, una condizione che il progetto aveva già messo in conto: quando l&#8217;edilizia residenziale pubblica entra nel centro storico, non entra mai solo come forma, ma come dispositivo sociale, amministrativo e politico. Nel quadro del Programma di riqualificazione urbana del Comune di Pesaro, l&#8217;edificio di via Mazza è stato interessato da un intervento di risanamento conservativo articolato in due lotti (A e B). Nel 2013 viene redatto il progetto esecutivo di riqualificazione dell&#8217;edificio a cura di Simone Travagli (TAU architettura) come progettista e direttore dei lavori architettonici, con Margherita Finamore nel ruolo di responsabile del procedimento. Il progetto originariamente sviluppato su incarico della TKV Società Cooperativa Sociale è stato successivamente acquisito dal Comune di Pesaro a seguito della crisi del soggetto attuatore. Gli elaborati, già completi e approvati, sono stati assunti come base per l&#8217;appalto e la realizzazione dell&#8217;intervento, accompagnati da una fase di verifica interna. Le opere seguono il protocollo ITACA della Regione Marche e riguardano la riqualificazione e la ridistribuzione degli alloggi, l&#8217;efficientamento energetico e l&#8217;aggiornamento impiantistico, inclusa l&#8217;installazione del fotovoltaico, oltre agli spazi esterni connessi all&#8217;edificio. In questo passaggio dal progetto alla costruzione, alcuni elementi del linguaggio originario sono stati trasformati a causa di scelte tecniche ed economiche: in particolare la rimozione delle superfici in vetromattone e la sostituzione degli infissi metallici rossi. La ridefinizione delle cromie è ad opera dell&#8217;esecutore (ERAP) e — indiscutibilmente — va a modificare un sostanziale elemento previsto del primo progetto di risanamento conservativo: il mantenimento del colore, componente rilevante dell&#8217;identità architettonica dell&#8217;opera.</p>



<p><strong>Credits:</strong> Immagini tratte da <em>Domus</em> n. 637, 1983 — foto Franco Panzini</p>
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		<title>L&#8217;arte condivisa per riconnettersi al territorio</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Sep 2025 09:18:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un edificio dai tratti sottrattivi che custodisce la poesia della materia naturale e la sua sapiente lavorazione. </p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/20.-Chris-Rocchegiani-Dove-si-disseta-lanima-mia-installation-view-Spazio-DIMORA-ph.-Michele-Alberto-Sereni-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-15278" srcset="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/20.-Chris-Rocchegiani-Dove-si-disseta-lanima-mia-installation-view-Spazio-DIMORA-ph.-Michele-Alberto-Sereni-683x1024.jpg 683w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/20.-Chris-Rocchegiani-Dove-si-disseta-lanima-mia-installation-view-Spazio-DIMORA-ph.-Michele-Alberto-Sereni-200x300.jpg 200w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/20.-Chris-Rocchegiani-Dove-si-disseta-lanima-mia-installation-view-Spazio-DIMORA-ph.-Michele-Alberto-Sereni-768x1152.jpg 768w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/20.-Chris-Rocchegiani-Dove-si-disseta-lanima-mia-installation-view-Spazio-DIMORA-ph.-Michele-Alberto-Sereni-1024x1536.jpg 1024w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/20.-Chris-Rocchegiani-Dove-si-disseta-lanima-mia-installation-view-Spazio-DIMORA-ph.-Michele-Alberto-Sereni.jpg 1267w" sizes="auto, (max-width: 683px) 100vw, 683px" /></figure>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/10.-Gabriele-DAscanio-spazio-DIMORA-vista-su-piazza-Federico-II-Jesi-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-15274" srcset="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/10.-Gabriele-DAscanio-spazio-DIMORA-vista-su-piazza-Federico-II-Jesi-1024x683.jpg 1024w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/10.-Gabriele-DAscanio-spazio-DIMORA-vista-su-piazza-Federico-II-Jesi-300x200.jpg 300w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/10.-Gabriele-DAscanio-spazio-DIMORA-vista-su-piazza-Federico-II-Jesi-768x512.jpg 768w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/10.-Gabriele-DAscanio-spazio-DIMORA-vista-su-piazza-Federico-II-Jesi-1536x1024.jpg 1536w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/10.-Gabriele-DAscanio-spazio-DIMORA-vista-su-piazza-Federico-II-Jesi.jpg 1900w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:66.66%">
<p>Era soltanto un appartamento, un affascinante e grande appartamento al primo piano di un palazzo settecentesco nel cuore del centro storico di Jesi. I suoi pavimenti originali in pietra e marmo erano nascosti da un moderno parquet in legno chiaro e le pareti erano state tutte ricoperte da una omogenea pittura bianca. Era soltanto un appartamento da abitare, ma con una storia da raccontare. Oggi <strong>spazio DIMORA</strong> si fa carico di quella memoria, riportando alla luce i suoi antichi pavimenti originali, le incrostazioni murarie e gli affreschi dalle tenui tinte pastello. Eppure, il suo intento non è solo quello di testimoniare il passaggio del tempo, né tantomeno la sua ristrutturazione conservativa ha avuto come fine un mero recupero storico. DIMORA resta ancora un&#8217;abitazione privata, ma vuol essere soprattutto uno spazio da condividere, oltre che da vivere. Per questo motivo il progetto prevede che l&#8217;abitazione sia anche un centro di dialogo creativo, un project space aperto a progetti espositivi dedicati all&#8217;arte contemporanea e a eventi culturali dove linguaggi diversi possano fondersi insieme e coabitare uno stesso spazio.</p>



<p>Questo sfondamento della soglia abitativa avviene fin da subito, non appena si varca il portone della dimora. Immediatamente si ha la sensazione di trovarsi di fronte a qualcosa di ibrido, che confonde la percezione che si ha dell&#8217;ambiente. La prima sala, quella che accoglie subito il visitatore, è la cucina con al centro un lungo monolite dall&#8217;ampio piano cottura. La scelta di porla così in primo piano non è casuale; la stanza è il cuore della casa, un luogo conviviale dove soffermarsi a socializzare, sfogliare un catalogo, chiacchierare con un bicchiere di vino in mano. Da qui si può scegliere se entrare nello spazio espositivo o nel disimpegno che a sua volta dà su un corridoio che porta alla zona notte. Il percorso di visita, quindi, non esclude del tutto gli ambienti privati della casa e il motivo risiede nel fatto che l&#8217;appartamento non ospiterà in futuro soltanto mostre d&#8217;arte o eventi. La storia che spazio DIMORA vuole raccontare è ancora all&#8217;inizio, ma già ben delineata e prevede residenze e studi d&#8217;artista. L&#8217;appartamento infatti è accompagnato da un altro ambiente: un garage di 70 mq aperto su strada che potrà avere diverse destinazioni d&#8217;uso.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="816" height="1024" src="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/Roberto-Borocci_STATO-DI-PROGETTO-E-ILLUMINOTECNICA-816x1024.jpg" alt="" class="wp-image-15272" srcset="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/Roberto-Borocci_STATO-DI-PROGETTO-E-ILLUMINOTECNICA-816x1024.jpg 816w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/Roberto-Borocci_STATO-DI-PROGETTO-E-ILLUMINOTECNICA-239x300.jpg 239w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/Roberto-Borocci_STATO-DI-PROGETTO-E-ILLUMINOTECNICA-768x964.jpg 768w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/Roberto-Borocci_STATO-DI-PROGETTO-E-ILLUMINOTECNICA-1224x1536.jpg 1224w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/Roberto-Borocci_STATO-DI-PROGETTO-E-ILLUMINOTECNICA.jpg 1514w" sizes="auto, (max-width: 816px) 100vw, 816px" /><figcaption class="wp-element-caption">Planimetria</figcaption></figure>



<p>La condivisione allora non è più spazio-fruitore in un preciso momento temporale che ha inizio e si conclude con la durata dell&#8217;evento, ma comprende anche la figura dell&#8217;artista che ha un ruolo chiave all&#8217;interno del progetto. Un ulteriore elemento centrale che pone l&#8217;attenzione più sulla parte espositiva che su quella abitativa è invece l&#8217;illuminazione. Al contrario di una qualsiasi casa privata, qui la luce è stata pensata appositamente per poter valorizzare le opere d&#8217;arte che verranno esposte, sempre rispettando il contesto storico e gli affreschi dei soffitti. La soluzione luminosa scelta risulta leggera e quasi assente, una luce che accompagna senza imporsi, ma capace di mettere in risalto di volta in volta i lavori degli artisti a seconda degli allestimenti proposti.</p>



<p>Alla base del progetto c&#8217;è un&#8217;urgenza che la proprietaria e ideatrice di spazio DIMORA sente ormai da tempo. Le Marche hanno un potenziale artistico nascosto, ma immenso, che aspetta solo di poter essere utilizzato e valorizzato. Riuscire ad accogliere artisti che provengono da diverse parti d&#8217;Italia e del mondo in un contesto come quello marchigiano vorrà dire poter contribuire nel creare valore e stimolare il turismo. Ma significherà anche poter scoprire un territorio che lei stessa ha lasciato tanti anni fa e con il quale sente il bisogno di recuperare un contatto, un legame. Perché questo progetto non rimanga effimero è necessario costruire una rete tra le diverse realtà della zona e i suoi molti creativi. Il programma espositivo, infatti, si è aperto lo scorso agosto con una mostra dedicata a Chris Rocchegiani dal titolo <em>Dove si disseta l&#8217;anima mia</em>. Un primo capitolo dedicato alle sue radici, ma volto soprattutto a presentare le opere di un&#8217;artista che ha scelto la sua terra per dedicarsi alla sua produzione e che forse, più di chiunque altro, può capire cosa significa essere così legati al luogo che si è scelto di abitare.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/6.-Gabriele-DAscanio-spazio-DIMORA-sala-espositiva-01-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-15275" srcset="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/6.-Gabriele-DAscanio-spazio-DIMORA-sala-espositiva-01-1024x683.jpg 1024w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/6.-Gabriele-DAscanio-spazio-DIMORA-sala-espositiva-01-300x200.jpg 300w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/6.-Gabriele-DAscanio-spazio-DIMORA-sala-espositiva-01-768x512.jpg 768w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/6.-Gabriele-DAscanio-spazio-DIMORA-sala-espositiva-01-1536x1024.jpg 1536w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/6.-Gabriele-DAscanio-spazio-DIMORA-sala-espositiva-01.jpg 1900w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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<p></p>
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		<title>Piano C. Arte e cultura per riabitare Capodimonte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[adm_mappelab]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Sep 2025 09:05:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Mappe N°23]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il quartiere Capodimonte ad Ancona nella sua lunga storia ha vissuto momenti di popolosa vivacità e di spopolamento imprevisto e repentino, in uno stratificarsi di abitare e disabitare che ne ha ridisegnato l'aspetto e la sua identità, senza cancellarne l'essenza, in un compenetrarsi di passato e contemporaneo proiettato al futuro.</p>
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<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1205" height="1900" src="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/Nicoletta-Carnevali-Anna-Maria-Del-Sole-Amedeo-Nucifora_05.jpg" alt="" class="wp-image-15260" srcset="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/Nicoletta-Carnevali-Anna-Maria-Del-Sole-Amedeo-Nucifora_05.jpg 1205w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/Nicoletta-Carnevali-Anna-Maria-Del-Sole-Amedeo-Nucifora_05-190x300.jpg 190w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/Nicoletta-Carnevali-Anna-Maria-Del-Sole-Amedeo-Nucifora_05-649x1024.jpg 649w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/Nicoletta-Carnevali-Anna-Maria-Del-Sole-Amedeo-Nucifora_05-768x1211.jpg 768w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/Nicoletta-Carnevali-Anna-Maria-Del-Sole-Amedeo-Nucifora_05-974x1536.jpg 974w" sizes="auto, (max-width: 1205px) 100vw, 1205px" /><figcaption class="wp-element-caption">L&#8217;ingresso di PIANO.C che si affaccia direttamente su via Podesti, in un dialogo diretto con il quartiere</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1900" height="1091" src="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/Nicoletta-Carnevali-Anna-Maria-Del-Sole-Amedeo-Nucifora_03.jpg" alt="" class="wp-image-15262" srcset="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/Nicoletta-Carnevali-Anna-Maria-Del-Sole-Amedeo-Nucifora_03.jpg 1900w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/Nicoletta-Carnevali-Anna-Maria-Del-Sole-Amedeo-Nucifora_03-300x172.jpg 300w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/Nicoletta-Carnevali-Anna-Maria-Del-Sole-Amedeo-Nucifora_03-1024x588.jpg 1024w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/Nicoletta-Carnevali-Anna-Maria-Del-Sole-Amedeo-Nucifora_03-768x441.jpg 768w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/Nicoletta-Carnevali-Anna-Maria-Del-Sole-Amedeo-Nucifora_03-1536x882.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1900px) 100vw, 1900px" /><figcaption class="wp-element-caption">Prima sala espositiva di PIANO.C</figcaption></figure>
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<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:66.66%">
<p>Il quartiere Capodimonte ad Ancona nella sua lunga storia ha vissuto momenti di popolosa vivacità e di spopolamento imprevisto e repentino, in uno stratificarsi di abitare e disabitare che ne ha ridisegnato l&#8217;aspetto e la sua identità, senza cancellarne l&#8217;essenza, in un compenetrarsi di passato e contemporaneo proiettato al futuro. Tra i rioni più antichi della città, inerpicato sul colle Astagno, Capodimonte era uno dei centri della vita cittadina, con le sue abitazioni e le sue botteghe. I bombardamenti su Ancona del 1943 non risparmiarono il quartiere e i suoi residenti, costretti a lasciare le loro case. Molti non vi tornarono perché a più di vent&#8217;anni dalla fine della guerra, Capodimonte non era stato ancora ricostruito. Poi il terremoto del 1972 fu per questa parte di città un&#8217;ulteriore ferita, ma anche occasione di rinascita, grazie al piano di ricostruzione. Insieme a progetti di recupero di palazzi storici che non snaturassero l&#8217;impianto architettonico del rione, nacquero nuove e moderne unità residenziali di edilizia popolare.</p>



<p>Il quartiere si è così ripopolato non tornando mai alla vita di un tempo, riuscendo a trovare però una via di rinascita, inedita, o forse un essere in atto di un&#8217;anima che è sempre stata in potenza. I molti luoghi dell&#8217;abitare, poi disabitati, sono tornati ad essere abitati dall&#8217;arte e dalla cultura. Sono sorti così gallerie, musei, studi di design. La street art ha fatto irruzione nel rione con Ancona Crea e i murales che tingono i muri dei palazzi e invitano a perdersi tra scalette, passaggi stretti, piazze inaspettate. Si ricostruiscono relazioni, grazie ad associazioni come Io vivo a Capodimonte che oltre a creare senso di comunità, stana tra viuzze e giardini nascosti il patrimonio storico, culturale e architettonico-paesaggistico della zona.</p>



<p>È in quest&#8217;atmosfera in fermento che nasce il progetto <strong>PIANO.C</strong>: non solo uno spazio espositivo dedicato all&#8217;arte contemporanea, ma una fucina di idee. Un luogo da cui esplorare strade ignote della cultura e dell&#8217;arte o ripercorrere con occhi e strumenti nuovi quelle già battute. Al civico 33 di via Podesti così si ha accesso all&#8217;arte, quella che si guarda e si mette in mostra, ma anche quella che si fa, grazie a laboratori per grandi e piccini. I muri rosa dello stabile, che accoglie anche comuni abitazioni, non racchiudono, ma protendono verso il quartiere. Nascono così gli spettacoli del teatro in loop o i concerti sul palco naturale della piazzetta dei resti della chiesa di San Giacomo. Per un pubblico attento o di passaggio, per quello scettico o curioso che si affaccia dalle finestre. PIANO.C è l&#8217;abitare di un sogno, quello di Nicoletta Carnevali e Alessandro Moscatelli, curatori dello spazio e direttori artistici delle iniziative che trovano casa in via Podesti 33. Architetta la prima, docente ed esperto di Storia dell&#8217;arte il secondo, entrambi con una lunga esperienza da ideatori di Festival culturali, si sono messi in viaggio alla ricerca di una casa. Trovarla a Capodimonte un imperativo categorico, non una possibilità.</p>



<p>Un atto che era già la dichiarazione della poetica del progetto. Uno spazio che va cercato per essere raggiunto, inoltrandosi in un quartiere votato all&#8217;arte contemporanea e non solo. Durante l&#8217;inaugurazione di PIANO.C, a maggio 2024, Carnevali e Moscatelli hanno dichiarato di vedere in Capodimonte la Montmartre anconetana. Un&#8217;iperbole forse, ma che poggia su solide suggestioni: la sua conformazione, le sue chiese, i suoi affacci sul mare, sulla cattedrale di San Ciriaco, sulla Mole del Vanvitelli, i suoi giardini abbarbicati e naturalmente la sua street art in continua evoluzione, il più unico che raro Museo tessile. Ancora, studi di architettura e design e gli artigiani del ferro e delle cornici.</p>



<p>Il progetto di ristrutturazione di quello che era il laboratorio dello storico chiosco dei frutti di mare &#8220;Da Morena&#8221; in studio d&#8217;arte è della stessa Nicoletta Carnevali e degli architetti Anna Maria Del Sole e Amedeo Nucifora dello studio associato NATIVE di San Benedetto del Tronto (Ap). Pareti che hanno dato casa a idee e progetti culturali a cui Carnevali e Moscatelli si sono dedicati ben prima di trovare una fissa dimora. Il Festival di poesia, Similitudini, itinerante nella sua gestazione, ma in scena a Jesi dal 2016, ma anche Gradini Festival a Corinaldo, e tante altre iniziative culturali che portano la loro firma, scandiscono il percorso di maturazione di questi due operatori culturali visionari quanto pragmatici, capaci di navigare verso nuovi orizzonti, come ad esempio la rivista COME, prodotto editoriale che documenta il lavoro svolto, ma che funge anche da campo di ricerca per alimentare creatività e riflessioni da tramutare in azioni. E nelle sue molteplici vite Capodimonte potrebbe presto diventare anche quartiere di una residenza per artisti. È nei locali di PIANO.C che Carnevali e Moscatelli immaginano giovani emergenti dare vita alle loro creazioni.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/Nicoletta-Carnevali-Anna-Maria-Del-Sole-Amedeo-Nucifora_06-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-15261" srcset="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/Nicoletta-Carnevali-Anna-Maria-Del-Sole-Amedeo-Nucifora_06-1024x683.jpg 1024w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/Nicoletta-Carnevali-Anna-Maria-Del-Sole-Amedeo-Nucifora_06-300x200.jpg 300w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/Nicoletta-Carnevali-Anna-Maria-Del-Sole-Amedeo-Nucifora_06-768x512.jpg 768w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/Nicoletta-Carnevali-Anna-Maria-Del-Sole-Amedeo-Nucifora_06-1536x1024.jpg 1536w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/Nicoletta-Carnevali-Anna-Maria-Del-Sole-Amedeo-Nucifora_06.jpg 1900w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Seconda sala espositiva di PIANO.C. Dettaglio distintivo l&#8217;impianto elettrico a vista nero<br></figcaption></figure>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="740" height="1024" src="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/Nicoletta-Carnevali-Anna-Maria-Del-Sole-Amedeo-Nucifora_08-740x1024.jpg" alt="" class="wp-image-15264" srcset="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/Nicoletta-Carnevali-Anna-Maria-Del-Sole-Amedeo-Nucifora_08-740x1024.jpg 740w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/Nicoletta-Carnevali-Anna-Maria-Del-Sole-Amedeo-Nucifora_08-217x300.jpg 217w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/Nicoletta-Carnevali-Anna-Maria-Del-Sole-Amedeo-Nucifora_08-768x1062.jpg 768w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/Nicoletta-Carnevali-Anna-Maria-Del-Sole-Amedeo-Nucifora_08.jpg 950w" sizes="auto, (max-width: 740px) 100vw, 740px" /><figcaption class="wp-element-caption">Planimetria</figcaption></figure>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="740" height="1024" src="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/Nicoletta-Carnevali-Anna-Maria-Del-Sole-Amedeo-Nucifora_09-740x1024.jpg" alt="" class="wp-image-15265" srcset="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/Nicoletta-Carnevali-Anna-Maria-Del-Sole-Amedeo-Nucifora_09-740x1024.jpg 740w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/Nicoletta-Carnevali-Anna-Maria-Del-Sole-Amedeo-Nucifora_09-217x300.jpg 217w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/Nicoletta-Carnevali-Anna-Maria-Del-Sole-Amedeo-Nucifora_09-768x1062.jpg 768w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/Nicoletta-Carnevali-Anna-Maria-Del-Sole-Amedeo-Nucifora_09.jpg 950w" sizes="auto, (max-width: 740px) 100vw, 740px" /><figcaption class="wp-element-caption">Sezioni A-A1, B-B1 e C-C1</figcaption></figure>
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		<title>Il fascino di uno spazio ibrido</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Sep 2025 08:52:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Mappe N°23]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Alcuni anni fa ho presentato, in una mostra intitolata A Tour not so Grand, una serie di fotografie dedicate a luoghi di cultura (musei, edifici pubblici, chiese, cimiteri monumentali) poco conosciuti e poco frequentati, disseminati in tutta Italia. </p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/Sala-pranzo-e-soggiorno-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-15244" srcset="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/Sala-pranzo-e-soggiorno-1024x768.jpg 1024w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/Sala-pranzo-e-soggiorno-300x225.jpg 300w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/Sala-pranzo-e-soggiorno-768x576.jpg 768w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/Sala-pranzo-e-soggiorno-1536x1152.jpg 1536w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/Sala-pranzo-e-soggiorno.jpg 1900w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/Soggiorno-e-sala-pranzo-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-15245" srcset="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/Soggiorno-e-sala-pranzo-1024x768.jpg 1024w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/Soggiorno-e-sala-pranzo-300x225.jpg 300w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/Soggiorno-e-sala-pranzo-768x576.jpg 768w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/Soggiorno-e-sala-pranzo-1536x1152.jpg 1536w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/Soggiorno-e-sala-pranzo.jpg 1900w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="890" height="1024" src="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/Studio-1-890x1024.jpg" alt="" class="wp-image-15246" srcset="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/Studio-1-890x1024.jpg 890w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/Studio-1-261x300.jpg 261w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/Studio-1-768x884.jpg 768w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/Studio-1-1335x1536.jpg 1335w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/Studio-1.jpg 1651w" sizes="auto, (max-width: 890px) 100vw, 890px" /><figcaption class="wp-element-caption">Studio</figcaption></figure>
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<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:66.66%">
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"></blockquote>



<p>Alcuni anni fa ho presentato, in una mostra intitolata <em>A Tour not so Grand</em>, una serie di fotografie dedicate a luoghi di cultura (musei, edifici pubblici, chiese, cimiteri monumentali) poco conosciuti e poco frequentati, disseminati in tutta Italia. Lungo questo &#8220;itinerario minore&#8221;, ma di grande interesse, mi sono imbattuto in numerose case-museo, per lo più abitazioni di artisti conservate nelle condizioni dell&#8217;epoca, con il loro corredo di mobili, suppellettili, memorie e opere d&#8217;arte, amate o realizzate in prima persona. Del resto la mostra in questione era ospitata proprio in uno di questi luoghi singolari, la Fondazione Carlo Gajani di Bologna, nella casa dove il fotografo e pittore abitava, e in alcuni periodi diventa anche una sede espositiva.</p>



<p>Questi spazi ibridi hanno sempre esercitato su di me un grande fascino, perché vi si respira un&#8217;atmosfera peculiare, che a poco a poco assorbe l&#8217;ospite e lo mette in contatto con motivi ispiratori e percorsi creativi degli abitanti di un tempo, illuminandone la vicenda artistica. Quale luogo migliore della casa in cui vivevano, per accostarsi al loro mondo interiore? Una versione un po&#8217; diversa della stessa esperienza è offerta dalla casa-galleria, per metà abitazione e per metà spazio espositivo, un format innovativo sempre più diffuso all&#8217;estero e ora anche da noi. In questo contesto è nata <strong>THEIA</strong> (il nome è un omaggio alla divinità greca della visione), associazione culturale che ha sede in uno spazioso appartamento degli anni Trenta ad Ancona, mia città natale, a metà strada tra i &#8220;due mari&#8221;, il porto e il Passetto. Qui mia moglie Laura ed io viviamo nei periodi, sempre più frequenti e più lunghi, che trascorriamo in città; qui organizzeremo eventi e mostre d&#8217;arte, come quella inaugurale tenutasi nella primavera di quest&#8217;anno, dal titolo <em>Casa nostra. Housing in Italy</em>, una cinquantina di mie fotografie a colori dedicate al tema delle abitazioni e dell&#8217;abitare nel nostro paese. Un modo per chiudere il cerchio.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/Sala-pranzo-e-ingresso-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-15243" srcset="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/Sala-pranzo-e-ingresso-1024x768.jpg 1024w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/Sala-pranzo-e-ingresso-300x225.jpg 300w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/Sala-pranzo-e-ingresso-768x576.jpg 768w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/Sala-pranzo-e-ingresso-1536x1152.jpg 1536w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/Sala-pranzo-e-ingresso.jpg 1900w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Soggiorno e sala da pranzo</figcaption></figure>



<p>THEIA si trova in un solido palazzo di mattoni a vista con grandi finestre ornate da davanzali, lesene e cornicioni. L&#8217;appartamento è composto da ampie stanze scandite dai setti murari e servite da un lungo corridoio spezzato in due segmenti. Insieme all&#8217;architetto Fabio Pandolfi, che ha curato gli interventi sull&#8217;intero complesso e l&#8217;allestimento della gallery, abbiamo individuato gli spazi espositivi nelle prime tre stanze (sala da pranzo, soggiorno, studio) e nel tratto iniziale del corridoio, che poi svolta ad angolo retto per raggiungere gli ambienti residenziali privati. Le sale accessibili al pubblico si affacciano a est e a sud su scorci ariosi, con un&#8217;ottima illuminazione naturale.</p>



<p>Il progetto ha previsto anzitutto il restauro di elementi architettonici quali gli stucchi in gesso a soffitto e le cornici in legno delle porte e delle finestre, il ripristino del vecchio pavimento in doussiè, la conservazione dei grandi termosifoni in ghisa, lo smontaggio di alcune porte interne per rendere più fluido lo spazio aperto al pubblico. L&#8217;impianto di illuminazione dedicato alla funzione espositiva è stato montato a soffitto con binari a basso voltaggio e piccoli proiettori led, e convive con punti luce più adatti all&#8217;uso residenziale degli stessi ambienti. Le pareti destinate all&#8217;esposizione sono state attrezzate con pannelli in falegnameria caratterizzati da lunghi tagli orizzontali in cui innestare semplici attaccaglie in alluminio, che consentono di esporre opere di vari formati, e combinazioni di formati, senza ricorrere a cornici. Il limite della parte pubblica è segnato da una grande porta scorrevole in vetro madras con maniglione in wengè, in coppia con la sua gemella posta a schermo della cucina. Alcuni arredi meritevoli di particolare cura, come il buffet della sala da pranzo, la libreria e la lunga scrivania dello studio, sono stati realizzati ad hoc su disegno dell&#8217;architetto Pandolfi.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="741" src="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/disegno-01-1024x741.jpg" alt="" class="wp-image-15247" srcset="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/disegno-01-1024x741.jpg 1024w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/disegno-01-300x217.jpg 300w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/disegno-01-768x556.jpg 768w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/disegno-01-1536x1112.jpg 1536w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/disegno-01.jpg 1900w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Planimetria con dettaglio dell&#8217;area aperta al pubblico della casa-galleria</figcaption></figure>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="709" src="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/disegno-03-1024x709.jpg" alt="" class="wp-image-15248" srcset="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/disegno-03-1024x709.jpg 1024w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/disegno-03-300x208.jpg 300w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/disegno-03-768x532.jpg 768w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/disegno-03-1536x1064.jpg 1536w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/disegno-03.jpg 1900w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Dettaglio dei pannelli B2 e B3</figcaption></figure>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="806" src="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/disegno-02-1024x806.jpg" alt="" class="wp-image-15249" srcset="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/disegno-02-1024x806.jpg 1024w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/disegno-02-300x236.jpg 300w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/disegno-02-768x604.jpg 768w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/disegno-02-1536x1209.jpg 1536w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/disegno-02.jpg 1900w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Dettaglio del pannello A4</figcaption></figure>
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<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://mappelab.it/il-fascino-di-uno-spazio-ibrido/">Il fascino di uno spazio ibrido</a> proviene da <a href="https://mappelab.it">MappeLAB</a>.</p>
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		<title>Una nuova idea di Pasticceria</title>
		<link>https://mappelab.it/una-nuova-idea-di-pasticceria/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[adm_mappelab]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Sep 2025 14:30:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Mappe N°23]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Modernizzare un'istituzione del gusto senza tradirne l'anima: è questa la sfida raccolta dallo studio EST Platform per la storica Pasticceria Lombardi, da decenni punto di riferimento a Osimo e nel suo territorio. </p>
<p>L'articolo <a href="https://mappelab.it/una-nuova-idea-di-pasticceria/">Una nuova idea di Pasticceria</a> proviene da <a href="https://mappelab.it">MappeLAB</a>.</p>
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<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1357" height="1900" src="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/EST-Platform_Vista-0.jpg" alt="" class="wp-image-15225" srcset="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/EST-Platform_Vista-0.jpg 1357w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/EST-Platform_Vista-0-214x300.jpg 214w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/EST-Platform_Vista-0-731x1024.jpg 731w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/EST-Platform_Vista-0-768x1075.jpg 768w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/EST-Platform_Vista-0-1097x1536.jpg 1097w" sizes="auto, (max-width: 1357px) 100vw, 1357px" /><figcaption class="wp-element-caption">Ispirata al prodotto cult della pasticceria Lombardi, &#8220;Il diplomatico&#8221;, si materializza in un&#8217;insegna stile diner con i colori della città di Osimo</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1357" height="1900" src="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/EST-Platform_Vista-6.jpg" alt="" class="wp-image-15226" srcset="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/EST-Platform_Vista-6.jpg 1357w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/EST-Platform_Vista-6-214x300.jpg 214w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/EST-Platform_Vista-6-731x1024.jpg 731w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/EST-Platform_Vista-6-768x1075.jpg 768w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/EST-Platform_Vista-6-1097x1536.jpg 1097w" sizes="auto, (max-width: 1357px) 100vw, 1357px" /></figure>
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<p>Modernizzare un&#8217;istituzione del gusto senza tradirne l&#8217;anima: è questa la sfida raccolta dallo studio EST Platform per la storica Pasticceria Lombardi, da decenni punto di riferimento a Osimo e nel suo territorio. Il desiderio del committente, Gianni, era chiaro: offrire ai clienti un&#8217;esperienza che andasse oltre il sapore, all&#8217;interno di uno spazio contemporaneo capace di esprimere &#8211; con sobrietà ed eleganza &#8211; una nuova idea di pasticceria. L&#8217;incontro tra EST Platform e Lombardi nasce quasi per reazione: Gianni, deluso delle solite proposte da catalogo &#8211; tutte troppo simili tra loro e indistinguibili da locali già visti &#8211; incrocia la sensibilità materica e progettuale dello studio anconetano. Ne scaturisce un intervento che non si limita a rinnovare l&#8217;immagine del locale, ma ne ridefinisce profondamente l&#8217;identità. Il progetto è stato sviluppato e realizzato in tempi contenuti, con un&#8217;attenta gestione economica e un risultato finale di grande coerenza.</p>



<p>La prima mossa strategica ha riguardato la riorganizzazione del layout funzionale: al posto dell&#8217;unico bancone preesistente ne sono stati introdotti due distinti &#8211; uno per il bar e la cassa, l&#8217;altro per il servizio d&#8217;asporto &#8211; così da ottimizzare i flussi e differenziare le funzioni. Entrambi i banconi sono realizzati in struttura mista acciaio-legno-vetro e rifiniti con particolare cura: i basamenti sono rivestiti con lastre di travertino spazzolato, lavorato per esaltarne la matericità, mentre la parte superiore è trattata con una miscela di argille e terre di diversa provenienza, che dona una sensazione tattile e visiva di grande raffinatezza. A terra, un getto in magnesite, realizzato in opera, incorpora inerti colorati, scelti appositamente per evocare &#8211; con discrezione e ironia &#8211; gli zuccherini tipici delle guarnizioni di pasticceria. Una volta scelta la propria ordinazione, ci si può accomodare sugli arredi in legno naturale, disegnati su misura e realizzati con la collaborazione delle maestranze locali. A ridosso delle vetrate si trovano tavolini singoli e panche rivestite in travertino, mentre nella sala retrostante due grandi tavoli in legno e vetro accolgono chi preferisce un&#8217;esperienza più conviviale. Qui, dove l&#8217;assenza di finestre avrebbe potuto rendere l&#8217;ambiente buio e poco invitante, il problema è stato risolto attraverso una calibrata progettazione della luce: una linea centrale di faretti illumina il centro della stanza mentre le luci led laterali mettono in risalto le pareti curve che non hanno solamente una funzione estetica ma contribuiscono a migliorare l&#8217;acustica dell&#8217;ambiente rendendo la sala adatta anche a una sosta prolungata.</p>



<p>Toni chiari, materia naturale e dettagli su misura definiscono uno spazio coerente con il linguaggio delle migliori boutique gastronomiche europee &#8211; ma senza rinunciare all&#8217;ironia, come denuncia la grande insegna a forma di diplomatico che campeggia all&#8217;esterno, omaggio giocoso al repertorio visivo del dolce stesso. Un gesto che, in fondo, sembra sussurrare un&#8217;eco da Las Vegas: «se è una pasticceria, fallo sapere» &#8211; come avrebbero suggerito Robert Venturi e Denise Scott Brown, con il loro celebre elogio al simbolismo esplicito.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="719" src="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/EST-Platform_Planimetria-di-Progetto-1024x719.jpg" alt="" class="wp-image-15227" srcset="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/EST-Platform_Planimetria-di-Progetto-1024x719.jpg 1024w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/EST-Platform_Planimetria-di-Progetto-300x211.jpg 300w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/EST-Platform_Planimetria-di-Progetto-768x539.jpg 768w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/EST-Platform_Planimetria-di-Progetto-1536x1078.jpg 1536w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/EST-Platform_Planimetria-di-Progetto.jpg 1900w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Planimetria</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="781" src="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/EST-Platform_Vista-8-1024x781.jpg" alt="" class="wp-image-15231" srcset="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/EST-Platform_Vista-8-1024x781.jpg 1024w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/EST-Platform_Vista-8-300x229.jpg 300w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/EST-Platform_Vista-8-768x586.jpg 768w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/EST-Platform_Vista-8-1536x1172.jpg 1536w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/EST-Platform_Vista-8.jpg 1900w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Vista dall&#8217;ingresso centrale dell&#8217;area lounge, pensata per accogliere le attività della pasticceria in maniera versatile (colazioni, pranzi, smart working, piccole celebrazioni ed eventi di show-cooking)</figcaption></figure>
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<pre class="wp-block-code"><code></code></pre>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="731" height="1024" src="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/EST-Platform_Vista-13-731x1024.jpg" alt="" class="wp-image-15228" srcset="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/EST-Platform_Vista-13-731x1024.jpg 731w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/EST-Platform_Vista-13-214x300.jpg 214w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/EST-Platform_Vista-13-768x1075.jpg 768w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/EST-Platform_Vista-13-1097x1536.jpg 1097w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/EST-Platform_Vista-13.jpg 1357w" sizes="auto, (max-width: 731px) 100vw, 731px" /></figure>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/EST-Platform_Vista-10-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-15229" srcset="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/EST-Platform_Vista-10-683x1024.jpg 683w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/EST-Platform_Vista-10-200x300.jpg 200w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/EST-Platform_Vista-10-768x1152.jpg 768w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/EST-Platform_Vista-10-1024x1536.jpg 1024w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/EST-Platform_Vista-10.jpg 1267w" sizes="auto, (max-width: 683px) 100vw, 683px" /><figcaption class="wp-element-caption">Le sedie della zona lounge, progettate su misura, realizzate in massello di frassino</figcaption></figure>
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<p></p>
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		<title>La Collina delle Fate</title>
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		<dc:creator><![CDATA[adm_mappelab]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Sep 2025 14:18:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Mappe N°23]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La nostra cantina si trova a San Venanzio, nel comune di Fossombrone, nella Valle del Metauro, a circa 25 km dalla città di Fano e nei pressi della Gola del Furlo. </p>
<p>L'articolo <a href="https://mappelab.it/la-collina-delle-fate/">La Collina delle Fate</a> proviene da <a href="https://mappelab.it">MappeLAB</a>.</p>
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<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:66.66%">
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>La nostra cantina si trova a San Venanzio, nel comune di Fossombrone, nella Valle del Metauro, a circa 25 km dalla città di Fano e nei pressi della Gola del Furlo. Questa posizione unica gode di condizioni naturali ideali, influenzate sia dal mare Adriatico che dalle montagne dell&#8217;entroterra. I lavori per realizzare la cantina sono iniziati nel 2010, in una zona che, all&#8217;epoca, era costituita da una sola collina brulla su cui sorgeva soltanto una chiesa risalente al 1300 e poche querce secolari. Da allora, abbiamo riportato vita e colture a questa terra, seguendo una visione rigorosa e appassionata per i vini di ispirazione francese.<br><strong>Famiglia Berloni</strong></p>
</blockquote>



<p><strong>Scelta dei vitigni e superficie vitata</strong></p>



<p>Guidati dalla nostra passione per la Borgogna, abbiamo deciso di coltivare esclusivamente vitigni come lo Chardonnay, il Pinot Nero e il Sauvignon, che ora occupano complessivamente 20 ettari:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>12 ettari sono dedicati allo Chardonnay</li>



<li>4,8 ettari al Pinot Nero</li>



<li>1,2 ettari al Sauvignon.</li>
</ul>



<p><strong>Un microclima unico e la ventilazione ideale</strong></p>



<p>L&#8217;azienda beneficia di un microclima unico creato dall&#8217;incontro delle fresche correnti di montagna e dell&#8217;aria mite e salmastra del mare. La Gola del Furlo, situata di fronte alla cantina, convoglia le correnti fresche provenienti dal Monte Catria e dal Monte Nerone, con picchi che raggiungono i 900 metri. Questa aria fresca attraversa la gola e incontra le correnti più calde provenienti dall&#8217;Adriatico, creando condizioni climatiche eccezionali per la coltivazione dei nostri vigneti. Questa ventilazione naturale non solo favorisce l&#8217;ottimale maturazione delle uve, ma riduce anche la necessità di trattamenti chimici per la protezione delle piante. Grazie a questo clima equilibrato e all&#8217;aria costantemente rinnovata, riusciamo a evitare l&#8217;uso di trattamenti nocivi, garantendo una viticoltura rispettosa e sostenibile.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/Composizione-1-0-00-37-25-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-15199" srcset="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/Composizione-1-0-00-37-25-1024x576.jpg 1024w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/Composizione-1-0-00-37-25-300x169.jpg 300w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/Composizione-1-0-00-37-25-768x432.jpg 768w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/Composizione-1-0-00-37-25-1536x864.jpg 1536w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/Composizione-1-0-00-37-25.jpg 1900w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><strong>Caratteristiche dei terreni e clima ideale</strong><br>I vigneti si trovano in due zone principali, ognuna con caratteristiche che influiscono sulla qualità del prodotto finale:<br><strong>Vigneti a 250 metri sul livello del mare</strong> Questi vigneti, collocati vicino alla cantina, si trovano su terreni franco-argillosi. Questo suolo ricco conferisce ai vini intensità, complessità olfattiva, ricchezza alcolica, longevità e morbidezza. <br><strong>Vigneti sul Monte dei Cappuccini a 500 metri sul livello del mare</strong> In quest&#8217;area il terreno è caratterizzato da una composizione più rocciosa, con strati visibili alla base della collina, che conferiscono ai nostri vini un naturale equilibrio e una mineralità unica. La scelta di coltivare i vigneti a questa altitudine ha richiesto interventi significativi: trovando prevalentemente roccia, abbiamo fresato il terreno con un ripper da 300 quintali, rendendolo adatto alla coltivazione della vite.</p>



<p>L&#8217;escursione termica tra il caldo del giorno e le fresche temperature notturne, unita alla particolare ventilazione della valle, arricchisce il profilo aromatico delle uve, esaltando le caratteristiche dei vini.</p>
</div>
</div>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/R4_0191_web-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-15202" srcset="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/R4_0191_web-683x1024.jpg 683w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/R4_0191_web-200x300.jpg 200w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/R4_0191_web-768x1152.jpg 768w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/R4_0191_web-1024x1536.jpg 1024w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/R4_0191_web.jpg 1267w" sizes="auto, (max-width: 683px) 100vw, 683px" /></figure>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:66.66%">
<p><strong>L&#8217;olivocultura</strong><br>Oltre alla viticoltura, abbiamo introdotto anche l&#8217;olivicoltura, piantando 3.500 alberi di ulivo, tra cui 500 ulivi secolari recuperati da un terreno edificabile in Puglia e portati nella nostra azienda prima dell&#8217;arrivo della mosca dell&#8217;olivo, trasportandoli con cura due alla volta. Questo progetto non solo arricchisce e diversifica le attività dell&#8217;azienda, ma contribuisce anche a preservare la biodiversità e a valorizzare la bellezza del nostro paesaggio.</p>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/Composizione-1-0-00-23-19-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-15203" srcset="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/Composizione-1-0-00-23-19-1024x576.jpg 1024w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/Composizione-1-0-00-23-19-300x169.jpg 300w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/Composizione-1-0-00-23-19-768x432.jpg 768w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/Composizione-1-0-00-23-19-1536x864.jpg 1536w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/Composizione-1-0-00-23-19.jpg 1900w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:50%">
<p><strong>L&#8217;ospitalità e connessione con l&#8217;ambiente &#8211; La Dimora San Venanzio</strong></p>



<p>La Dimora San Venanzio è una struttura ricettiva unica, ricavata dall&#8217;antica canonica e situata accanto alla storica Pieve di San Venanzio¹. Questa residenza accogliente si erge nel punto più alto della Collina delle Fate, offrendo agli ospiti una vista spettacolare sulla Gola del Furlo² e sulla Riserva Naturale circostante. Qui è possibile immergersi nei profumi della natura e nelle fresche correnti che caratterizzano questa zona, vivendo un&#8217;esperienza di autentica connessione con l&#8217;ambiente.</p>



<p>La progettazione della struttura è avvenuta nel pieno rispetto dell&#8217;ambiente. Sono stati utilizzati materiali ecosostenibili e arredi naturali, con l&#8217;intento di creare un&#8217;atmosfera calda e accogliente che riflettesse l&#8217;armonia del paesaggio circostante. Questa scelta ecologica, oltre a ridurre l&#8217;impatto ambientale, contribuisce a creare un ambiente sereno e rilassante per gli ospiti, perfettamente integrato con la bellezza del territorio.</p>



<p><strong>Gli interni</strong></p>



<p>La struttura si sviluppa su due livelli.</p>



<p><strong>Piano terra</strong> All&#8217;ingresso, gli ospiti vengono accolti da una spaziosa sala con camino, perfetta per rilassarsi durante le stagioni più fredde. Adiacenti, si trovano una sala da pranzo, un bagno e una cucina con ampie vetrate che offrono una vista mozzafiato sulla Riserva del Furlo e sulla natura incontaminata. Il design, aperto e luminoso, crea un contatto diretto tra gli spazi interni e il paesaggio esterno.</p>



<p><strong>Secondo piano</strong> La zona notte si sviluppa al piano superiore, dove sono presenti quattro camere da letto, ciascuna con il proprio bagno privato, per un totale di 8 posti letto. Il piano è stato pensato per garantire privacy e comfort agli ospiti, offrendo un ambiente intimo e accogliente per il riposo.</p>



<p><strong>Spazi esterni e area relax</strong></p>



<p>All&#8217;esterno, la struttura è circondata da un giardino riservato agli ospiti, dotato di una zona pranzo all&#8217;aperto. Durante la stagione estiva, è possibile consumare i pasti all&#8217;aperto e utilizzare il nostro Ofyr, un sistema di cottura all&#8217;aperto che consente agli ospiti di vivere esperienze culinarie indimenticabili, immersi nella natura.</p>



<p>La progettazione del giardino ha previsto anche l&#8217;inserimento di una piscina elegante e in armonia con il contesto naturale. La piscina è dotata di una scala interna in muratura per un accesso comodo e sicuro. Rivestita in PVC e completamente riservata agli ospiti della Dimora, la piscina diventa un luogo di relax esclusivo, dove poter ammirare il panorama e godere della tranquillità circostante.</p>



<p><strong>Note:</strong></p>



<p>¹ <strong>Restauro della Pieve di San Venanzio</strong> La Pieve di San Venanzio, situata all&#8217;interno del terreno dell&#8217;azienda, è una chiesa risalente all&#8217;anno 1000 ed è a tutt&#8217;oggi consacrata. Quando l&#8217;azienda fu fondata nel 2010, la Pieve era in stato di abbandono. La proprietà ha quindi intrapreso significativi lavori di restauro e recupero per restituirle il suo antico splendore, rispettando lo stile romanico semplice e lineare dell&#8217;edificio originale. Gli interventi hanno mirato a mantenere un equilibrio estetico tra l&#8217;esterno e l&#8217;interno della chiesa, preservandone l&#8217;atmosfera essenziale e spirituale.</p>



<p>² <strong>La Gola del Furlo</strong> La Gola del Furlo è una straordinaria gola situata nelle Marche, nella provincia di Pesaro e Urbino, lungo il fiume Candigliano. Questo fiume, nel corso di millenni, ha inciso profondamente il massiccio calcareo del Monte Pietralata e del Monte Paganuccio, dando origine a una delle formazioni geologiche più spettacolari della regione. La gola rappresenta un sito di grande interesse storico, geologico e naturale, con radici che risalgono all&#8217;antica Roma. Oggi la Gola del Furlo è protetta come parte del Parco Naturale Regionale della Gola del Furlo, istituito nel 2001. Il parco si estende su una vasta area che comprende anche il territorio di Fossombrone e, quindi, la Collina delle Fate.</p>



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<p><strong>La vendemmia &#8211; Il rituale della Raccolta</strong></p>



<p>Dopo la visita alla Dimora San Venanzio e alla Pieve, il percorso offerto agli ospiti prosegue verso il piazzale della sala ristorante, dove ha inizio il racconto del processo della vendemmia, un momento fondamentale nel ciclo produttivo della nostra cantina. La nostra raccolta si caratterizza per la sua tempistica anticipata: i vitigni di Chardonnay e Pinot Nero, ad esempio, vengono vendemmiati durante la prima metà di agosto. Questo approccio richiede un&#8217;attenta valutazione della maturazione, fondamentale per determinare il momento esatto in cui l&#8217;uva è pronta per dare il meglio di sé. Attraverso campionamenti regolari ogni due giorni su tutti i 20 ettari di vigne, raccogliamo informazioni preziose per stabilire il momento ideale della raccolta, arrivando persino a identificare l&#8217;ora migliore per iniziarla.</p>



<p><strong>La Raccolta notturna e il controllo delle temperature</strong><br>Il controllo delle temperature è un principio cardine per la nostra azienda, ed è per questo che preferiamo una raccolta notturna. Le uve vengono lavate con acido citrico già in campo per eliminare eventuali residui di polvere e trattamenti come il rame, che potrebbero influire negativamente sulla fermentazione. La raccolta notturna ci consente di preservare la freschezza dell&#8217;uva e di ridurre il rischio di alterazioni, garantendo così la massima qualità della materia prima. La raccolta comincia attorno al 10 agosto con l&#8217;uva destinata alla produzione di spumanti, iniziando con lo Chardonnay. La vendemmia viene effettuata esclusivamente a mano e le uve vengono raccolte in piccole cassettine da 20-25 kg, che aiutano a preservare l&#8217;integrità degli acini. La stagione estiva, con il suo clima stabile, consente alla raccolta di proseguire ininterrottamente fino all&#8217;ultimo grappolo.</p>



<p><strong>Dalla vigna alla cantina. Una lavorazione di precisione</strong><br>Il processo di vendemmia e selezione delle uve è progettato per ottenere la massima qualità possibile e per valorizzare ogni fase, dalla raccolta alla lavorazione. La cura e l&#8217;attenzione con cui monitoriamo ogni dettaglio assicurano che ogni grappolo contribuisca al meglio al nostro vino, dando origine a una produzione di eccellenza, espressione del nostro territorio e della nostra passione.</p>



<p><strong>Cantina e vinificazione</strong><br>La nostra cantina è il cuore pulsante del processo di produzione, dove tecnologia e tradizione si fondono per dare vita a vini di alta qualità. L&#8217;innovativo sistema di vinificazione è basato su tre principi fondamentali: pulizia rigorosa, controllo delle temperature e utilizzo di gas inerti. Questi principi ci permettono di mantenere un livello di qualità costante e di preservare l&#8217;integrità del vino durante ogni fase di lavorazione.</p>



<p><strong>I principi fondamentali della cantina</strong></p>



<p><br><strong>Pulizia</strong> La pulizia è un aspetto centrale che inizia dalla raccolta, con il lavaggio delle uve in campo, e prosegue su ogni tavolo di cernita e in tutta la cantina. La vinificazione avviene esclusivamente in ambienti controllati e igienicamente sicuri, per prevenire qualsiasi contaminazione.<br><strong>Controllo termico</strong> Il controllo delle temperature è un elemento essenziale del nostro processo. Le uve vengono raccolte durante le ore più fresche per evitare le alte temperature e preservare la qualità. In cantina, ogni botte è refrigerata e monitorata tramite un sistema di controllo della temperatura collegato a due schermi. Questo sistema ci consente di impostare e regolare un intervallo termico ottimale per ogni botte e intervenire in caso di variazioni, mantenendo stabile la temperatura durante l&#8217;intera fermentazione.<br><strong>Uso di gas inerti</strong> Per proteggere il vino dall&#8217;ossidazione, utilizziamo gas come CO2 e azoto (N2). La CO2 forma uno strato protettivo sulla superficie del vino, bloccando il contatto con l&#8217;ossigeno e conservando freschezza e stabilità. L&#8217;azoto è un gas inerte che non reagisce con il vino. Viene usato per riempire gli spazi vuoti nei serbatoi e per trasferire il vino senza esposizione all&#8217;ossigeno, preservandone le proprietà naturali.</p>



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		<title>Svelarsi e rivelarsi</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Sep 2025 14:02:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Mappe N°23]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel contesto articolato di Fossombrone, tra archeologia, insediamenti produttivi e paesaggio spontaneo, il rinnovato showroom Berloni Bagno ridefinisce un nuovo limite tra architettura e paesaggio.</p>
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<p>Nel contesto articolato di Fossombrone, tra archeologia, insediamenti produttivi e paesaggio spontaneo, il rinnovato showroom Berloni Bagno ridefinisce un nuovo limite tra architettura e paesaggio. La definizione del perimetro rappresenta il primo gesto progettuale, assumendo al contempo il ruolo di soglia e infrastruttura paesaggistica, capace di integrarsi con il contesto. L&#8217;accesso allo showroom si configura come un progressivo <strong>&#8220;svelarsi&#8221;</strong>, articolato attraverso percorsi non lineari che si snodano tra spazi verdi non addomesticati e luoghi di pausa e attesa. La facciata, rivestita con una texture vibrante e semitrasparente, dialoga con la luce e con le ombre generate dagli imbotti, intensificando la profondità visiva e la densità percettiva del prospetto. Gli interni, sebbene vincolati dalla struttura esistente, offrono una sequenza di volumi e quinte che si innestano nello spazio, generando percorsi eterogenei non gerarchici. In questo processo di <strong>&#8220;rivelazione&#8221;</strong> progressiva, l&#8217;estetica dell&#8217;intervento si fonda sulla valorizzazione delle qualità intrinseche dei materiali: la materia diviene medium del progetto, strumento espressivo e costruttivo al tempo stesso. La scelta di una materialità sincera assume una valenza etica: ogni superficie rimanda a valori di qualità, durevolezza e verità del costruire. L&#8217;intero progetto è caratterizzato da due operazioni complementari: giustapposizione e sottrazione. Questi strumenti compositivi rivelano situazioni spaziali aperte e permeabili, dove materia, luce e paesaggio si attivano reciprocamente, generando un nuovo racconto relazionale. Un luogo da attraversare, abitare, trasformare.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/20-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-15187" srcset="https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/20-1024x768.jpg 1024w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/20-300x225.jpg 300w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/20-768x576.jpg 768w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/20-1536x1152.jpg 1536w, https://mappelab.it/wp-content/uploads/2025/09/20.jpg 1900w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Vista dall&#8217;interno verso il giardino</figcaption></figure>



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<p></p>
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