Cristiano Toraldo di Francia

Ciao Cristiano Con Cristiano

Mappe °15


Articolo letto da 848 persone


Da buon romano, pigro e distratto, ci ho messo un bel po’ a capire la ricchezza e la complessità delle Marche, un territorio che all’inizio mi sembrava fin troppo solidamente ancorato alle sue tradizioni contadine e alla sua nuova ricchezza industriale. Non abbastanza wild come il vicino Abruzzo, né votato all’eccitazione metropolitana del leisure e dell’industria del divertimento come la confinante Romagna. Per accorgersi delle energie glocali e “non-omologate” che alimentano questa regione sottopelle c’è voluto un bel po’ di tempo e l’aiuto delle persone preziose che ho mano a mano incontrato da quando ho avuto la fortuna di cominciare a conoscere davvero questi luoghi. Tra queste un posto d’onore spetta naturalmente al gruppo che ruota intorno a questa rivista e in particolare a Cristiano Toraldo di Francia, che l’ha diretta fino a pochi mesi fa, quando ci ha molto prematuramente lasciati.

Cristiano a dire il vero lo conoscevo da molto prima che fosse coinvolto in “Mappe”. Prima, ancora studente negli anni Settanta, come protagonista di quelle esperienze radicali e dirompenti che avevano caratterizzato l’architettura italiana nella golden age ’60/’70 e che io vedevo da lontano, a una distanza (di sicurezza) definita dalla mia formazione prima romana e poi veneziana. Poi, nel mio apprendistato critico, come autore di opere architettoniche post-Superstudio che catturavano il mio interesse e miscelavano con grazia residui radicali, pragmatismo strutturale e attitudine postmoderna alla comunicazione veloce. In quella fase ci sono stati i anche primi contatti, magari grazie a qualche convegno che frequentavo con uno spirito a metà tra l’aspirante studioso e il critico young and angry o a qualche final review di studenti di scuole americane in trasferta fiorentina.

Poi finalmente i “casi della vita” hanno spinto entrambi verso questo territorio e verso la stessa neonata facoltà di architettura (oggi “scuola”) di Ascoli Piceno. Da quel momento la scuola è stata la prima di una serie di piattaforme dove sviluppare sia la nostra collaborazione che una reciproca e sostanziosa empatia umana. Dopo Ascoli ci sono stati infatti Demanio Marittimo, di cui Cristiano era un pilastro generoso e vitale, la rivista che ospita questo testo e infine il MAXXI, con la grande mostra del 2016 sul lavoro di Superstudio. In tutti questi contesti Cristiano è stato un maestro allegro e generoso, capace di esprimere allo stesso tempo autorevolezza e curiosità, profondità e leggerezza. Soprattutto a scuola il contributo di Cristiano è stato essenziale, anche perché avveniva in un momento in cui si poteva aspirare a dar vita a una piccola rivoluzione culturale e didattica, rispetto allo stato appesantito e arretrato delle facoltà di architettura italiane all’inizio degli anni Novanta. Sul piano nazionale c’era la nascita di una serie di nuove e ambiziose facoltà in concomitanza con alcune novità importanti negli ordinamenti, come i laboratori di 50 studenti e una maggiore apertura verso docenti più giovani. Ad Ascoli Piceno c’erano in particolare la volontà e la leadership di Eduardo Vittoria, che metteva tutto il suo impegno nella costruzione di un progetto didattico originale, culturalmente forte (e ancora memore dello slancio Bauhaus) e allo stesso tempo strettamente connesso alle dinamiche del territorio. Il contributo di Toraldo di Francia a questo progetto è stato sostanziale, ha lasciato tracce forti nel tessuto dei docenti come in quello degli studenti, ha contribuito a fare della scuola di Ascoli un faro piccolo ma visibile da molte parti del mondo.

Per queste e per molte altre ragioni la scomparsa di Cristiano ci ha lasciato sorpresi e scioccati, anche perché sostanzialmente non aveva età, era coetaneo di ognuno di noi, autorevole come i migliori tra i suoi colleghi, impaziente come ogni architetto in piena attività, curioso come uno studente. Cristiano era giovane per definizione e per sempre. Conserviamo la sua energia e ci sforziamo di continuare decisi nella direzione che percorrevamo insieme.

Articoli Correlati


link to page

Architettura

- Ristrutturazioni
Un cantiere di refitting per grandi yacht
link to page

Cartoline dal Supersalone 2021

Il Supersalone è ibrido

di Francesca Molteni

link to page

Arte / Culture

Pittura site–specific alla Mole e quartiere Archi
link to page

Editoriale

Mappe

di Cristiana Colli

link to page

Futuro

Buone Notizie

di Emanuele Marcotullio

link to page

Cristiano Toraldo di Francia

Ciao Cristiano

di Pippo Ciorra

link to page

Pensieri

Le mie Marche

di Enrico David

link to page

Intervista

Benvenuto

di Cristiana Colli

link to page

Città

Fabriano dal distretto industriale alla città creativa

di Vittorio Salmoni

link to page

Arte / Culture

Il CAME al Mengaroni di Pesaro

di Bruna Stefanini

link to page

Architettura

- Allestimenti
All’insegna dell’oro
link to page

Arte / Culture

La nuova Biblioteca Mozzi Borgetti

di Federica Ciavattini

Vuoi entrare nella nostra Community?