Editoriale
- Mappe N°22

Annotazioni#22

Mappe °22


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Mariella e Florinda

Lontane con tante similitudini. Progetti di vita densi, estesi, l’etica e la poetica del noi, le radici e la modernità. La Signora della Sala celebrata per la grazia e lo stile dell’accoglienza; la Signora degli edifici e dei luoghi abbandonati che ritrovano la vita, il senso dello spazio, il ritmo del tempo. Le accomuna l’attenzione, la passione, la cura per l’altro. Unite dal mare.

Paesaggio 1 – Case e ville

Astronavi bianche atterrate tra le colline coltivate e le vallate ordinate – tracce e rimandi della California sull’Adriatico. Che sia l’avvento di nuove tipologie e stilemi che ridisegnano gli impianti formali e visivi? Che sia il tramonto delle Marche declinate al mattone, l’immaginario di un paesaggio a lungo celebrato? Che sia il tempo di un marcheshire dallo stile internazionale nel quale riconoscere il cambiamento, non tanto degli edifici e delle case ma dei desideri?

Paesaggio 2 – Altari irrituali

Un altare ligneo fatto di linee in sequenza che sembrano citare, come rimembranza, quelle curve di livello improvvisamente azzerate, cancellate. Che così facendo assolve ai suoi compiti liturgici mentre rinnova la permanenza dell’evento, la sua irriducibile immanenza nel culto, nella sacralità del rito, nella mente della comunità, nel paesaggio.

Paesaggio 3 – In cammino

Nel “paesaggio liturgico” delle Marche – così lo ha definito Guido Piovene – abitato da un’infrastruttura della spiritualità articolata e infinita, tra strade bianche, chiese, pievi monasteri e abbazie, spuntano ovunque le edicole sacre sui cigli delle strade, tra capannoni e ciclabili, accanto alle rotatorie, tra l’asfalto, il breccino, la natura solenne e solitaria. Sono stazioni di posta del cuore e dello spirito. E sono cammini, mappe, altre letture territoriali. Il percorso che collega il Santuario di Campocavallo di Osimo – con i Covi che celebrano la dimensione vernacolare e la devozione popolare – alla Basilica di Loreto ha nuovi contrappunti, quindi nuove appartenenze.

Paesaggio 4 – Simone Massi è “Invelle”

Il suo segno si colloca tra le narrazioni più espressive e originali, B/N radicale e personale, narrazione di un mondo che permane come matrice nella memoria collettiva. Un omaggio visivo e una parola meravigliosa e intraducibile. “Invelle” nel dialetto marchigiano significa “in nessun posto” ma il risuono semantico di questa espressione supera di gran lunga il dato descrittivo e funzionale. Si parla, e si disegna per metafore.

Paesaggio 5 – Le Marche del progetto

I 20 anni di Inarch Marche sono stati un impegno costante per la valorizzazione della qualità architettonica, fatti di eventi, premi, engagement di differente segno. E i riconoscimenti di ADI MAM – Compasso d’Oro e Menzioni d’onore – sono l’istantanea di una manifattura ad alto contenuto creativo, che ha saputo incorporare la sfida culturale e la sfida ambientale. Una metamorfosi che non smette di stupire, una prospettiva che rigenera il capitalismo in transizione di quest’area in un racconto che abita il cambiamento.

Paesaggio 6 – Piccole Capitali

Pesaro Capitale della Cultura 2024 è stata una esperienza di grande successo, tra le migliori da quando il MIC ha istituito questa iniziativa. Merito di una visione ragionata, di un palinsesto ricco puntuale e trasversale, condiviso con le comunità e i soggetti del territorio provinciale. L’offerta multidisciplinare e ben organizzata con una sapiente regia, ha tenuto insieme memorie di luogo, soggetti del territorio, ospiti e progetti internazionali. All’altezza delle aspettative,
e molto di più.

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