Nel mio ruolo di Direttore artistico di Pesaro Musei – un polo museale che comprende oltre 15 siti e destinato a crescere ulteriormente in futuro, con collezioni importanti che spaziano dall’archeologia all’arte contemporanea, passando per una delle più importanti raccolte di ceramica al mondo – ho seguito tutti gli eventi del palinsesto di Pesaro 2024 – Capitale italiana della cultura che avevano a che fare con le arti visive, interpretando le linee guida tracciate dalla direzione artistica e da tutta la produzione.
L’attuazione del programma di Pesaro 2024 è stata una vera e propria chiamata alla co-creazione progettuale. Il dossier è stato concepito come un’occasione importante per mettere in evidenza anche le fragilità di un sistema urbano e prendersene cura. Da qui il tema – la natura della cultura – che in estrema sintesi esprime la volontà di esplorare tutte quelle interazioni edite e inedite tra arte, natura e tecnologia, ovvero le principali sfide dell’attualità.
Il principio guida ha agito sulla dimensione della città che non c’è, attraverso un’operazione plurale di condivisione di desideri per costruire – proprio grazie alla cultura – la dimensione che sentivamo mancante.
La cultura nelle città contemporanee è divenuta una risorsa primaria, un ingrediente fondamentale per motivare i cittadini alla sperimentazione e all’esplorazione di nuovi modelli di sviluppo. Con questo presupposto abbiamo affrontato la progettazione di Pesaro 2024 che ha visto più di 1000 eventi in 365 giorni di programmazione, con centinaia di autori coinvolti, e si è rivelata uno strumento efficace per far crescere forme di confronto tra tutti gli attori che hanno un ruolo significativo nella trasformazione culturale della comunità pesarese e della sua Provincia. Il metodo di lavoro di Pesaro 2024, dunque, è stato un processo di condivisione e innovazione diffuse capace di integrare competenze e poetiche singole in un unico sistema organico collettivo.
Il programma era suddiviso in cinque sezioni: la natura mobile, ubiqua, imprevedibile, operosa e vivente della cultura. Molteplici i linguaggi e molteplici i contenuti proposti: ‘Kagami’ di Ryuichi Sakamoto e Tin Drum (prima nazionale), dedicato al leggendario compositore giapponese pioniere del pop computerizzato che ha lasciato in eredità questa straordinaria opera d’arte di realtà mista mai sperimentata prima; Marina Abramović e Tin Drum con la performance ‘The Life’ (prima nazionale) un incontro allo stesso tempo intimo e digitale con l’artista; ‘Ritornano le lucciole: Spark’ di Studio Roosegaarde (prima nazionale) una performance poetica in cui migliaia di piccole lucciole biodegradabili hanno richiamato temi ecologici globali; ‘Twin Color’ di Murcof e Simon Geilfus composizione musicale originale che esplora ambienti ultrarealistici e naturali nella Sonosfera®, anfiteatro tecnologico unico al mondo per l’ascolto profondo di ecosistemi e musica; ‘Remote Pesaro’ di Rimini Protokoll, una delle compagnie internazionali più influenti del teatro contemporaneo, che ci ha consentito di guardare la città con occhi nuovi, intraprendendo un ragionamento sulle decisioni collettive e sul senso di comunità.
I progetti che mi hanno visto impegnato direttamente come curatore sono stati: ‘Una questione di spazio’ la mostra personale di Leonardo Petrucci a Palazzo Mosca – Musei Civici, che ha aperto la programmazione espositiva del 2024; la personale di Numero Cromatico – Nelle regole della bellezza – e Lossy, un’installazione digitale di expanded painting, dell’artista Francesco Ciavaglioli, entrambe al Centro Arti visive Pescheria, infine un progetto molto complesso e articolato che ha coinvolto nell’arco di tutto l’anno i 12 Quartieri di Pesaro e il Municipio di Monteciccardo, sviluppando come fulcro tematico il rapporto tra le arti e lo spazio pubblico: ‘Dalle sculture nella città all’arte delle comunità’.
Marcello Smarrelli
Leonardo Petrucci
Una questione di spazio
La mostra a Palazzo Mosca – Musei Civici – a cura di Marcello Smarrelli – sintetizza la produzione artistica degli ultimi dieci anni di Leonardo Petrucci che riflettono in modo puntuale sul rapporto tra arte, natura e tecnologia, in sintonia con i temi di Pesaro 2024. Una ricerca incentrata su materie quali la geometria sacra, l’alchimia, la cabala e l’astrologia, che da sempre ci affascinano per i risvolti mistici e simbolici, cui si sovrappongono contenuti più contemporanei vicini alla scienza, alla biologia, alla fisica quantistica e all’astronomia. Installazioni multimediali che si avvalgono di antichi saperi artigianali, materiali naturali (carta, legno, lana, cemento, etc.), mixati con fotografia, video pittura tradizionale e digitale. Alchimie che trasmutano la materia attraverso creazioni di enigmi linguistici e matematici.



Biosfera
Artifact per CTE Square Pesaro
Un’installazione scultorea unica nel suo genere in Europa, 6 m di diametro e oltre 5 di altezza, con più di 2 milioni di LED e dotata di un impianto acustico spazializzato. I sensori di rilevamento della posizione ne fanno una piattaforma ideale per la creazione di opere digitali interattive. Grazie ad hardware e software avanzati, la sfera è in grado di processare e riprodurre contenuti video e audio in tempo reale, offrendo al pubblico un’esperienza immersiva a 360°. Le opere digitali che vivono in Biosfera si allineano con gli obiettivi della CTE Square Pesaro – Casa delle Tecnologie Emergenti. È anche luogo di aggregazione grazie al palcoscenico che la circonda.

Spark: ritornano le lucciole
Studio Roosegaarde
Una performance poetica di migliaia di scintille luminose biodegradabili che fluttuano nell’aria, come fuochi d’artificio organici, che ha radunato al Parco Miralfiore oltre 20mila persone in 3 serate. È la metafora pasoliniana delle lucciole – che non si oppongono all’oscurità ma alle luci abbaglianti della società dello spettacolo e della consumazione – che fa da sfondo al lavoro del designer e attivista ambientale olandese Daan Roosegaarde. Un lavoro che si è ispirato alla luce magica di questi affascinanti coleotteri e al desiderio di rendere più attuale il rituale dei fuochi d’artificio, con il doppio invito al pubblico a meravigliarsi e a riflettere.


Dalle sculture nella città all’arte delle comunità
A 50 anni dalla storica mostra di Arnaldo Pomodoro, Sculture nella città (1971), pietra miliare nel dibattito artistico e tappa fondamentale per l’identità contemporanea di Pesaro, il progetto, a cura di Marcello Smarrelli – ha indagato il ruolo attuale dell’arte nello spazio pubblico con 13 episodi: una mostra al Centro Arti Visive Pescheria e 12 opere site-specific nei Quartieri della città e nel Municipio di Monteciccardo. Attraverso la partecipazione di oltre 40 artisti e curatori, il progetto ha coinvolto i cittadini attraverso percorsi di co-progettazione e co-creazione, raccontato le micro e macro-storie dei Quartieri per dare voce anche a quello che sta fuori dal centro, attraverso un metodo per nutrire l’immaginazione, interrogandosi su cosa è Pesaro e su cosa vuole diventare.

SPAZI A TEMPO – Olivo Barbieri
SPAZI A TEMPO, il progetto espositivo ideato per i Musei Civici di Palazzo Mosca, ha presentato al pubblico una raccolta di fotografie e video della serie site specific di Olivo Barbieri (Carpi, 1954). Negli anni tra il 2003 e il 2023, Barbieri si è dedicato all’osservazione dall’alto delle città del mondo e allo studio delle possibili rappresentazioni dello spazio urbano. SPAZI A TEMPO ha ripercorso cronologicamente venti anni di ricerca sulle forme architettoniche emergenti nella trama di città come Roma e Shanghai, Las Vegas e Siviglia, Bangkok e Los Angeles, Città del Messico e Istanbul, Brasilia e Tel Aviv. La mostra, a cura di Alessandro Dandini de Sylva, ha condotto gli spettatori in un sorprendente viaggio attraverso la natura e la percezione delle città del XXI secolo ed è stata accompagnata dalla pubblicazione di TIMED SPACES, una raccolta di 145 immagini edita da Quodlibet.



The Life – Marina Abramović e Tin Drum
Nel palinsesto di Pesaro 2024, il primo evento immersivo di arte performativa in realtà mista mai concepito ideato da Marina Abramović e prodotto dallo studio specializzato in mixed reality Tin Drum con la regia del fondatore Todd Eckert. Presentato a Londra nel 2019, qui ha debuttato arricchito di costumi originali ed elementi acustici pensati per invitare a una riflessione dedicata alla natura della memoria. The Life riflette sul potere dell’arte come forza non tangibile, scaturita dall’incontro tra l’artista e l’energia collettiva delle persone coinvolte nell’opera. Abramović ed Eckert sono stati presenti in città in momenti aperti a pubblico e stampa.

Nelle regole della bellezza – Numero cromatico
Il progetto espositivo site-specific di Numero Cromatico per il Centro Arti Visive Pescheria – a cura di Marcello Smarrelli – ha dedicato un’attenta riflessione alla relazione tra esseri umani, natura e tecnologie. Avvalendosi di un approccio interdisciplinare che oscilla tra arte e neuroscienze, la mostra ha costruito una narrazione che si è dipanata attraverso due installazioni ambientali – Codice Umano e Noosfera – pensate per far immergere il visitatore in una condizione percettiva inusuale e invitarlo a esplorare il proprio modo di abitare la Terra, a partire dal rapporto natura/tecnologia. Le opere, in tutte le loro componenti (visive, tattili e sonore), sono state realizzate unendo saperi umanistici e scientifici, artigianato e tecnologie digitali.



KAGAMI – Ryuichi Sakamoto e Tin Drum
Presentato a Pesaro in anteprima nazionale, Kagami è il progetto che vede protagonista Ryuichi Sakamoto (1952-2023), tra i massimi compositori contemporanei per il grande schermo, vincitore di un Oscar e due Golden Globe. A più di un anno dalla sua morte, l’artista è tornato a suonare “dal vivo” grazie a tecnologie all’avanguardia, capaci di fondere immagini tridimensionali in movimento con l’ambiente circostante, dando vita ad un evento in realtà mista mai sperimentata prima. Definito dal Guardian “un’esperienza rivoluzionaria”, Kagami è stato realizzato prima della morte dallo stesso Sakamoto con Todd Eckert, fondatore del collettivo newyorkese Tin Drum.
Remote Pesaro – Rimini Protokoll
Il progetto indaga il rapporto tra l’intelligenza artificiale e la nostra prevedibilità. Un gruppo di 40 persone al giorno è stato coinvolto in un esperimento: passeggiare per la città indossando un paio di cuffie, guidato da una voce registrata per interrogarsi su come vengono prese le decisioni collettive. Come agisce l’essere umano quando è guidato da un algoritmo? Le persone coinvolte si osservano a vicenda, prendono decisioni individuali eppure rimangono sempre parte di un gruppo. Remote Pesaro solleva domande sull’uso dei big data e sfida a riflettere sull’interazione con le tecnologie moderne e sulle relative conseguenze sulla nostra vita quotidiana.



In Ascolto: la Sonosfera® da dentro, fuori e oltre
Il progetto nasce all’interno di ISAC-2024, seconda edizione del Concorso Internazionale di composizione elettroacustica tridimensionale per Sonosfera® ideato da David Monacchi e dedicato al M° Eugenio Giordani scomparso nel 2020 che ha diretto per 40 anni la storica Scuola di Musica Elettronica del Conservatorio Rossini. Il concorso si è avvalso della collaborazione prestigiosa di IRCAM Centre Pompidou di Parigi e funge da piattaforma per supportare le pratiche creative nella musica interamente perifonica e nella composizione di paesaggi sonori. La Sonosfera® è un anfiteatro tecnologico per l’ascolto profondo degli ecosistemi e della musica unico al mondo.

Il bosco che cammina
100 grandi vasi di alberi e arbusti che avanzano nella città per rigenerare suolo sterile per un’installazione temporanea di piante in luoghi in cui l’elemento vegetale era assente, come un’invasione verde. Il progetto vuole stimolare una rilettura dello spazio urbano occupato e insieme un ripensamento della relazione tra uomo e natura. Collocate in grandi vasi di canapa di 1 metro cubo realizzati per l’occasione, le piante hanno occupato lo spazio pubblico in diverse configurazioni partendo dalla centrale Piazza del Popolo fino alla loro collocazione finale, presso l’Istituto Alberghiero Santa Marta, dove sono state piantate a terra riqualificando la scuola.



Musicoteca dei Piccoli
A partire dall’idea che la musica è espressione artistica capace di coinvolgere tutti, il progetto è dedicato all’educazione sonora e musicale in età 0-6 anni, a disposizione di scuole, asili nido, famiglie e musicisti. La sensibilizzazione dalla primissima infanzia crea una vera e propria comunità intorno a un percorso di crescita basato sulla musica e sullo stare insieme in uno spazio inclusivo e adeguato all’utenza. La Musicoteca, progetto realizzato dall’associazione Liberamusica, è articolata in stanze che ospitano anche una biblioteca, un laboratorio di liuteria, un micro-teatro, strumenti artigianali interattivi per i piccoli, tra cui campane tubolari, percussioni ad acqua, per un mondo di suoni diversi.



La natura operosa della cultura – Blu: il colore della cuccagna
Progetto dell’artista Giovanni Gaggia
12 febbraio – 31 dicembre 2024
Il percorso si è sviluppato attorno al tema del blu, colore ricavato dalla pianta Isatis tinctoria tipica dell’area, conosciuta come “guado”. Intrecciando i saperi antichi e del presente, “Blu: il colore della cuccagna” ha esplorato il legame tra arte, tradizioni tintorie e storia per creare una visione futura e condivisa della comunità. Nucleo fondante del progetto la mostra “L’Oro Blu”, a cura di Leonardo Regano che ha messo in dialogo le collezioni del Museo dei Bronzi Dorati e della Città di Pergola con la contemporaneità.
Nel corso dell’anno, sono state proposte residenze artistiche, esposizioni, workshop, laboratori e attività nei borghi, coinvolgendo anche le scuole. In totale sono stati coinvolti 82 artisti e le attività hanno attraversato i comuni di Urbino, Pergola, Urbania, Peglio, Borgo Pace, Sant’Angelo in Vado e Pesaro, culminando con la pubblicazione di un libro, memoria viva e condivisa dell’intero viaggio.