Arte / Culture
- Arte Report / XXI

Un’emotività carsica Edoardo Piermattei

Mappe °17


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“La regressione della linea di costa e il perdurare delle spinte orogeniche, che sollevavano gli Appennini, incrementarono l’azione erosiva dei corsi d’acqua principali, i quali ampliarono il loro bacino imbrifero attraverso catture fluviali lasciando negli alvei abbandonati valli relitte parallele.”

www.frasassi.com

Edoardo Piermattei cerca di illustrare senza sosta il pensiero verso una forma di auraticità, a cui si accompagna un recupero della techné. In questo modo l’operazione creativa è sempre un processo di perfettibilità dell’artista vicino a una forma di idolatria. L’autore sembra esigere da ogni opera l’impossibile, un miracolo, o per dirla come Bataille, un’esperienza, cioè una eccezionalità di esecutivo, degli atti e non delle stasi, dei rivelatori di stati estremi dati per silenti. In questa prospettiva l’immagine urgentemente necessaria è pertanto soprattutto una visione, data però attraverso un’opera d’arte materiale: un’icona che non prescinde dall’homo faber, cui si riagganciano punti di riferimento culturali e spirituali. “L’arte nuova prende i suoi elementi dalla natura. L’esistenza, la natura e la materia sono una novità imperfetta” dichiarava Lucio Fontana nel Manifesto Blanco del 1946. Anche gli ambienti di Piermattei, vere e proprie caverne auratiche, sono emanazioni di una natura divinizzata secondo una logica simbolica, che coinvolge il campo d’azione del sacro. L’artista sceglie pertanto campiture sovrapposte e dilatate, avvalendosi di una poetica pittorica libera da vincoli, perciò capace di riportare alla luce quelle sensazioni ineffabili secondo una teoria del piacere indagata rispetto alla natura e ai moti emozionali dell’anima. Il pensiero di un agire operativo è sempre sottotraccia: lo guida verso l’esaltazione della rappresentazione ambientale e delle illusioni che questo ecosistema induce. In questo modo registra anche un paesaggio interiore ed emotivo, dove le illusioni agiscono sull’uomo originandosi da una determinata condizione dettata dai sensi. “Concepiamo l’uomo nel suo nuovo incontro con la natura nella sua necessità di vincolarsi ad essa per trovare nuovamente l’esercizio dei suoi valori originali” aveva ancora ribadito Fontana nel suo manifesto. La conoscenza dell’infinito si sovrappone pertanto all’esercizio poetico, ponendosi oltre qualsiasi possibilità percettiva. La natura è il limite esterno, aggirato dalla forza cognitiva dell’artista che riesce a trasportarlo dove regnano gli incommensurabili spazi e le eterne profondità; la mente è ora aliena dall’umana concezione, affonda nelle immensità travolta dal fluire del tempo. Il pensiero riesce così a conquistare l’ineffabile, penetrando nell’universalità del creato, culminando in un’ascesi prima fisica e poi intellettuale, per solcare un sentiero ideato sull’asse spazio-temporale. I suoi sono quasi sedimenti gessiferi, depositati nelle sale per raffreddamento dell’acqua sulfurea, il tutto per generare meraviglia. Oltrepassare la mera visione del circostante, dirigersi romanticamente e antropologicamente nel luogo governato dalla pura immaginazione è l’esperienza suprema cui Piermattei aspira accostandosi a quell’universo dei sensi sconosciuto al creato ma non alla fantasia.

Trapasso Tropicale Agricola Bellaria, 2020 Roccabascerana Av foto Giulio Martino

“Concepiamo l’uomo nel suo nuovo incontro con la natura nella sua necessità di vincolarsi ad essa per trovare nuovamente l’esercizio dei suoi valori originali” aveva ancora ribadito Fontana nel suo manifesto. La conoscenza dell’infinito si sovrappone pertanto all’esercizio poetico, ponendosi oltre qualsiasi possibilità percettiva. La natura è il limite esterno, aggirato dalla forza cognitiva dell’artista che riesce a trasportarlo dove regnano gli incommensurabili spazi e le eterne profondità; la mente è ora aliena dall’umana concezione, affonda nelle immensità travolta dal fluire del tempo. Il pensiero riesce così a conquistare l’ineffabile, penetrando nell’universalità del creato, culminando in un’ascesi prima fisica e poi intellettuale, per solcare un sentiero ideato sull’asse spazio-temporale. I suoi sono quasi sedimenti gessiferi, depositati nelle sale per raffreddamento dell’acqua sulfurea, il tutto per generare meraviglia. Oltrepassare la mera visione del circostante, dirigersi romanticamente e antropologicamente nel luogo governato dalla pura immaginazione è l’esperienza suprema cui Piermattei aspira accostandosi a quell’universo dei sensi sconosciuto al creato ma non alla fantasia.

Una questione dominante nella storia culturale marchigiana viene così reinterpretata: il rapporto tra l’idea d’infinito come spazio e tempo assoluti e la nostra percezione pratica di tempo e spazio trovano una differente esplicazione linguistica.

Porziuncola 2016-2017, collezione privata foto spaziobuonasera
Trapasso Tropicale Agricola Bellaria, 2020 Roccabascerana Av foto Giulio Martino

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