
Un’epopea, quella dell’impresa ceramica Molaroni, ancora viva a quasi 150 anni dall’apertura della fabbrica originaria, che ha creato un segno indelebile e determinante dell’identità ceramica di Pesaro storica e attuale. Lo ha dimostrato dal 16 novembre 2025 al 10 gennaio 2026, la mostra “Molaroni, il gesto fedele” allestita nella rinnovata Casa Bucci — ex storica sede dell’atelier del ceramista Franco Bucci (1933-2002), figura di spicco che con Nanni Valentini (1932-1985) aprì alla modernità del design degli anni ’60-70 la produzione della ceramica d’uso e alla sua diffusione nel mercato europeo ed extraeuropeo. Viviana Bucci, curatrice della mostra, ha messo in luce nella diversità di tempi, materiali, stili, varie connessioni con le due imprese ceramiche pesaresi. Il “Laboratorio Pesaro”, fondato nel 1961 da Franco Bucci con Nanni Valentini, Filippo Doppioni e Roberto Pieracini, aveva sede in una parte degli spazi della stessa manifattura Molaroni, in via Luca Della Robbia: questa fucina di giovani artigiani, artisti, sperimentatori vi rimase fino al 1996, testando in prime sperimentali cotture in forno a legna la produzione di oggetti realizzati in nuovi materiali ceramici come il grès e il refrattario, arricchendo di nuova linfa la storica ceramica pesarese.
Una connessione filosofico-produttiva tra le due manifatture è l’aver portato bellezza nelle case dei pesaresi mantenendo alta la qualità dell’artigianato ceramico introducendo nel mercato un prodotto che “parlasse” di cura, di tradizione e innovazione insieme. Un proposito che è stato ampiamente apprezzato, come dimostra la longevità delle due manifatture accomunate dalla “fama” di qualità e dall’appartenenza al territorio, che ora è stato raccolto dai giovani eredi delle due imprese.





Una lunga storia
Nel 1797 Vincenzo Rizzoli aprì l’attività nel porto di Pesaro. L’azienda fu poi rilevata nel 1880 da Vincenzo Molaroni che trasferì la fabbrica nel centro di Pesaro, dove ancora si trova. Appassionato di chimica e abile sia nell’arte pittorica, sia come imprenditore, in breve tempo Molaroni portò la manifattura allo stesso livello delle più prestigiose del tempo, ottenendo attestati e riconoscimenti di merito nelle principali esposizioni nazionali ed internazionali che continuarono anche nel secolo successivo. Coadiuvato da una stretta cerchia di valenti maestranze ed usando colori da sé stesso manipolati, Molaroni propose una ricca serie di decori storici quali l’Istoriato, le Grottesche, il modernissimo Liberty e motivi pittorici di sua invenzione come il caratteristico Raffaellesco blu.
Dal Novecento ad oggi
In tempi più vicini (1912), Francesco Molaroni rimise a punto la tecnica del “terzo fuoco”, ampliando la gamma delle decorazioni con i motivi della Rosa e della Margherita, tipici soggetti pesaresi del Settecento. Nel 1934 la conduzione dell’azienda passò alla moglie di Francesco, Adriana Ghiselli che aprì a nuove forme plastiche e al policromato, in un insieme di inediti motivi floreali. Dal 1952, ad Adriana fecero seguito le figlie Magda e Gabriella, abili pittrici ed aperte al modernismo che assunsero giovani seguaci del nuovo movimento artistico di Leon Lorenzo Loreti. Gabriella proseguì da sola l’attività fino al 1982, anno in cui la figlia, Marcella Molaroni, le successe continuando per quarant’anni, con passione e successo, la produzione storica introducendo nuove forme e decori. Nel 2018 l’azienda passò nelle mani dei figli Gianlorenzo e Pierleone.

La produzione attuale
La manifattura Ceramiche Artistiche Molaroni, dal 1880 produce maioliche di arredamento interamente realizzate a mano, ancora nella sede storica di Pesaro. L’eleganza delle forme e la raffinatezza dei decori esclusivi sono rimaste intatte durante tutta la storia ultra centenaria dell’azienda, una delle manifatture ceramiche più antiche del panorama internazionale. I capolavori, interamente dipinti a mano da grandi artisti, rendono unica la produzione ancora attuale di vasi, anfore, centrotavola, piatti, lampade, portagioie, e oggetti da studio.

