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La maglia della salute 4.0 Native to wear

Mappe °18


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L’work wear è anche moda, e vale 1 miliardo di euro, con incrementi di 7/8 punti all’anno. Diadora e Kask sono i pionieri dell’innovazione nel settore; marchi come Mont Saint Michel, Refrigiwear, Fay hanno fatto centro nel sistema moda; dagli archivi militari e industriali sono uscite tendenze, stili, modelli celebrati. Il sopra è noto, e il sotto? Il sotto parte da Monsano, dopo aver fatto il giro del mondo. Bella e utile, calda essenziale e pregiata; la tessitura unisce la lana, la seta e l’argento, senza cuciture, leggera, aderisce come una seconda pelle. Nel concept vince il monocromo – solo tinte naturali raggiunte dopo una ricerca maniacale – il blu, il grigio antracite, il beige. La indossa chi lavora nei cantieri, chi attraversa paesaggi estremi e chi presiede un consiglio di amministrazione – girocollo orecchini e blazer. Intimo tecnico, underwear per chi lavora, tutto è nobile, sostenibile, riciclabile, gentile con il pianeta, le risorse, le persone. Packaging minimal, grafica sofisticata, sito pieno di energia, tutto è in movimento.

È fatta d’argento, materia alchemica legata alla luna e alla guarigione, a ciò che è prezioso e spirituale; lana merinos, un isolante termico naturale ricavato dalla tosatura di una razza pregiatissima di pecore; seta, figlia del bozzolo e di un’Imperatrice dice la leggenda, simbolo millenario di ricchezza e nobilità. Nel logo in basso a sinistra che cita i 3 fili e l’iconografia del gomitolo, c’è un dispositivo NFC, il passaporto digitale – tutto tracciato, informazioni dettagliate su manutenzione e caratteristiche del pro-dotto. Tante cose in una maglia, ma questa storia comincia in Groenlandia. Paesaggi bianchi assoluti, luce gelata, freddo – oggi tendenza super cool oltre che nuova e promettente area di business, dall’wellness alla moda alla medicina – insieme alla curiosità per luoghi popoli e persone.

In questa storia c’è un “garage” – quello dell’invenzione geniale che qualche volta arriva troppo presto – sono impasti per la pizza, lievitazione lunga e a freddo, da tre a sette giorni così è più digeribile, un semila-vorato di qualità – si chiama Dough Lab, fornisce una catena locale Small Pizza. In mezzo nasce l’Associazione Culturale In Itinere – si occupa di sostegno, cerca di praticare la gentilezza in varie parti del mondo – nascono viaggi che sono esperienze, relazioni, progetti di vita – dalla Polverigi/Dakar all’Argentina alla Groenlandia. Là, alla fine del mondo, accade l’incontro fatale con Robert Peroni, l’atleta no limits e con il progetto Red House, un simbolo di accoglienza a cui verranno donati nel 2017 i pannelli solari per il riscaldamento. Le idee si fanno nitide e cristalline, sono le matrici di Native to wear, dove “native to” è il suffisso che precede un elenco infinito di azioni – sail, watch, dream, risk, fun, move, live, adventure….Comunque e sempre, to wear! Per il gran freddo e per il gran caldo. La storia, che promette di essere infinita, si srotola tra tralicci e binari, compound industriali e centri di controllo dei grandi impianti; telecomunicazioni, edilizia, infrastrutture, green industry, aerospazio, si-curezza e controllo, oil&gas, navigazione.

Luca Ceccarelli con Robert Peroni in Groenlandia

E poi gli sport, tutti, da quelli metropolitani a quelli estremi per condizioni ambientali e performance; e il leisure time che si fa life style, e moda – quella dall’allure sportivo chic fatto di capi sobri, tecnici e minimal. Il pensiero originario deve essere stato la maglia della salute dei nonni che lavoravano al freddo – quello vero, quando tra il petto e la maglia si mette-vano i giornali, con la lana battuta e la trama a quadrettini color panna abbinata alle lunghe mutande che arrivavano alle caviglie. Native to wear contiene quei mondi e quel rispetto, trattiene quegli immaginari ma vede il futuro, sposa l’innovazione spinta di prodotto, di processo e di servizio. Anche nella modalità di finanziamento – nasce nel 2021 come start up da progressivi equity crowdfunding su diverse piattaforme internazionali per condividere idee, finanza dal basso, azionariato diffuso come fa chi ha sguardo lungo, idee vincenti e modalità friendly.

Luca Ceccarelli, il fondatore, è l’imprenditore startupper che nonostante la giovane età, ha già percorso le molte strade che portano alla creazione del valore. Valore e valori sempre abbinati, già con l’impresa da cui tutto ha avuto origine – Lu.ce., seg-mento riqualificazione, screening e saving energetico legato ai grandi impianti, alle energie rinnovabili, alle nuove fonti di approvvigionamento – e a una infaticabile policy di ricerca e sviluppo che ha portato successi e brevetti, come quello per il pannello termosolare winter sun. Immaginare indumenti leggeri, ecosostenibili, che termoregolano significa occuparsi del corpo di chi sta fuori, spesso in condizioni ostili, ma anche in prospettiva del corpo di chi sta dentro.

Qualche grado in meno in aree di produzio-ne e servizio – dalla fabbrica alla mensa, dal ristorante ai poli logistici, dalle aree di manutenzione am-ministrazione e controllo, praticamente tutti gli ambienti di lavoro – consente di accedere ai certificati bianchi che misurano il saving energetico, riconoscono l’organizzazione virtuosa e sostenibile che si traduce in contenimento dei costi e delle risorse, in premialità. Così l’intimo tecnico, correlato alla cen-tralità del capitale umano e al benessere psico-fisico, è parte della strategia di corporate social responsability per la qualità dell’ambiente di lavoro, lo sviluppo d’impresa nelle componenti di R&D, il clima e l’ambiente interno.

La maglia della salute 4.0 – riconosciuta e certificata come dispositivo di protezione individuale – ha dato vita ad una collezione fatta di maniche corte, maniche lunghe, maschera, guanti, calze, calzamaglia, fascia, passamontagna, cappello, e chissà ancora quante sorprese arriveranno. La capsule celebra l’unione tra filo d’argento, lana merinos e poliestere in fibra cava: il risultato è un materiale che è quanto di più touch, bello da guardare e caldo da toccare, antibatterico, antiallergico e antistatico, che termoregola, con elevata elasticità e traspirabilità. Che significa stare a posto con se stessi e con gli altri. Per passione, per lavoro e per sensibilizzare alla causa ecologista, con garanzia 100 lavaggi – il doppio degli standard più esigenti. I marchi celebri dell’abbigliamento tecnico outdoor sono già partner con programmi promettenti di co-branding. Prodotto crossing per una community che cresce.

www.nativetowear.com

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