Progetti
- Rigenerazione urbana / PNRR

METROBORGO MontaltoLab Presidato di civiltà future

Mappe °17


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foto Francesca Tilio
www.francescatilio.it


Il borgo storico del comune di Montalto delle Marche, all’interno del cratere sismico, è il progetto pilota selezionato dalla Regione Marche nell’ambito dell’investimento “Attrattività dei Borghi” – linea di azione A del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Il Ministero della Cultura finanzierà quindi con 20 milioni un complesso progetto di rigenerazione urbana che porterà nell’area una radicale trasformazione – urbana, sociale, culturale ed economica – che dovrà attuarsi entro il 2026.

Perché Montaldo

Il progetto nasce prima di tutto da una profonda osservazione dei luoghi. Montalto non è un borgo comune. Il suo sviluppo è legato alla grande storia, ai fatti di Roma nel suo periodo di massimo splendore, il Rinascimento. Il legame con la figura di Papa Sisto V, che qui ha vissuto parte della sua esistenza, è l’imprescindibile punto di partenza della strategia di rigenerazione. Sisto V ha conferito a Montalto un’impronta di unicità rispetto ad altri borghi dell’entroterra piceno e marchigiano. La “Magnifica Città” è stata da lui elevata a Diocesi e designata “Capitale del Presidato”, controllando ben 17 Comuni dal mare alla montagna, stabilendovi un governo autonomo e arrivando a battere moneta propria. Un baricentro politico, culturale, economico e relazionale, un borgo “moderno” che ha visto grandi trasformazioni urbane. Rispetto ad altri nuclei storici, oltre ad una grandiosa e “fuori scala” cattedrale, qui troviamo grandi e prestigiose costruzioni legate a un passato nobiliare ora in abbandono; manufatti che in normali condizioni di mercato non troverebbero occasioni di riconversione. Da qui la necessità di un piano di rilancio di ampio respiro, rivoluzionario nelle visioni e nelle strategie, in grado di costruire le condizioni per attrarre investimenti pubblici e privati, di richiamare a Montalto istituzioni e imprese capaci di impiantare nuove e specializzate funzioni, di creare occupazione qualificata e nuova residenzialità, infine di rilanciarne il posizionamento turistico.

La visione strategica

Nella strategia elaborata Montalto delle Marche diventa borgo vivo, animato, popolato, condiviso. Un luogo di attivazione di energie, recuperando la sua vocazione economica simbolicamente incisa sul frontone dell’ex palazzo vescovile nelle due iscrizioni ai lati dell’orologio: prega e lavora e il tempo è moneta. Non dunque il borgo del “buon ritiro”, ma uno spazio privilegiato per scoprirsi al centro di nuove connessioni, di flussi di informazioni e di scambio, coniugando i vantaggi degli ecosistemi metropolitani con la qualità di vita delle aree montane. Attraverso il progetto, Montalto recupera l’aura di “Magnifica Città” e fonda il senso della sua nuova civiltà attraverso un “patto comunitario”. Gli storici collegamenti politici e funzionali diventano innesco per reingegnerizzare nell’attualità i sistemi economici e socio-culturali verso un sistema territoriale profondamente integrato nel contesto del Piceno e delle Marche, instaurando alleanze con i comuni limitrofi e con attori pubblici e privati di primo piano. In questa nuova visione gli interventi di rigenerazione del tessuto edilizio del borgo antico e di sviluppo delle sue infrastrutture culturali e turistiche fanno da propulsore alla creazione e capitalizzazione di un “patrimonio territoriale” generativo nel contemporaneo. Attraverso l’interconnessione pubblico-privato-terzo settore, incarnata da un sistema di partenariato solido e strutturato che mette assieme istituti del Ministero, università, fondazioni bancarie, imprese sociali, aziende, associazioni culturali e artistiche, compagnie di spettacolo, la comunità viene affiancata nel processo verso una nuova maturità, per diventare sempre più in grado di innovare, organizzarsi e autogestirsi per un rafforzato benessere di territorio.

Il progetto è stato curato dallo studio Marchingegno di Ancona, coordinato da Alessandra Panzini (project manager), all’interno di un team di lavoro multidisciplinare che comprende: Alice Clementi (architetta esperta di processi partecipati), Andrea Tonelli (comunicatore storico), Fausto Fiorini (esperto per aspetti giuridico-procedurali), Elena Capodaglio (esperta in beni culturali), Ambra Federici (storica dell’arte, esperta di accessibilità culturale).

L’analisi di sostenibilità socio-culturale è stata curata da Alessandro Crociata (Gran Sasso Science Institute del Gran Sasso, Osservatorio OCU); le valutazioni di sostenibilità economica per i cantieri di progetto sono state elaborate da Valerio Temperini e Andrea Sabbatini (Dipartimento di Management dell’Università Politecnica delle Marche). Gli studi di fattibilità dei singoli cantieri di progetto sono stati elaborati dall’ufficio tecnico del Comune di Montalto delle Marche (arch. Giovanna Polimanti, arch. Monica Pomili, geom. Patrizia Ricci) con il supporto di professionisti esterni.

I cantieri di progetto

Il metro-borgo spinge verso il potenziamento di servizi essenziali e coessenziali dando vita a nove cantieri di progetto che rispondono a nove linee di funzioni urbane. Punto di partenza è un nuovo uso del patrimonio culturale materiale e immateriale, a partire dal prestigioso Archivio Storico, ripensato come neo-archivio digitale capace di agire e comunicare nel contemporaneo. Dalle memorie d’archivio prenderà vita “Borgostory”, pillole creative multimediali che si insinueranno nella scenografia del borgo. Il patrimonio immateriale diventa occasione per creare un centro di ricerca interdisciplinare, collegandosi anche alle tradizioni enogastronomiche e artigianali locali, narrandosi all’interno di spazi multimediali e attivando percorsi di alta formazione.

L’offerta culturale urbana viene ripensata nella logica del Metroborgo, collegandosi a processi di empowerment, con azioni strutturate di partecipazione comunitaria e un osservatorio permanente. Verranno attivati e rifunzionalizzati spazi per le attività culturali e creative, con un forte coinvolgimento dell’associazionismo locale, ma aprendosi anche alla contaminazione e alla dimensione internazionale. Montalto diventa finalmente anche meta di turismo, ripensando alle radici il modello della propria offerta in direzione della sostenibilità, dell’innovazione digitale e dell’intelligente adattamento alle nuove tendenze della domanda e alle esigenze di qualità dell’accoglienza.

Nove cantieri affinché il metro-borgo diventi hub civico, prima che artistico-culturale, spazio fluido di elaborazione di strategie e politiche di sviluppo e rigenerazione territoriale secondo un approccio ecosistemico, collettore di esperienze locali, nazionali e internazionali e di ispirazione per progetti replicabili.

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