Arte / Culture

Pittura site–specific alla Mole e quartiere Archi

Mappe °16


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Oliviero Fiorenzi

Vive e lavora a Milano. Ha sviluppato una particolare sensibilità per il tema del paesaggio e attraverso il suo vissuto personale costruisce un complesso apparato segnico figurativo con cui entra in relazione con il contesto in cui realizza installazioni pittoriche e scultoree. Ha esposto in gallerie, fondazioni e musei tra cui: The Address, Brescia, Sonnenstube, Lugano, Fondazione Feltrinelli e La Triennale a Milano, Ex-Dogana a Roma e La Mole di Ancona.

Il progetto di pittura site-specific indaga la relazione tra il quartiere degli Archi e la Mole Vanvitelliana restituendo sulla parete quanto ha acquisito durante la sua routine quotidiana di esplorazione, attraverso l’elaborazione di segni e simboli.

La Mole Vanvitelliana, storico edificio risalente al XVIII sec., sorge su un’isola artificiale all’interno del porto di Ancona. Il Lazzaretto, progettato da Luigi Vanvitelli, era collegato alla terraferma tramite tre ponti. La sua funzione era specifica: far passare un periodo di tempo, alle persone e alle merci arrivate dal mare che entravano nella città. In questa procedura il tempo era definito, oltre che dalla degenza, anche dai limiti spaziali dell’edificio.

La Mole riveste quindi una caratteristica speciale di spazio in relazione al passare del tempo e questa riflessione ha innescato in Oliviero Fiorenzi l’idea di costruire su questo concetto il progetto per la call off line. Open Signs è un progetto che nasce dall’indagine del tempo, e dei tempi, del processo creativo, possibile grazie alla costruzione di una temporalità scandita dal passare dei dieci giorni di residenza, in una routine dal respiro lento. Considerando che la Mole nel tempo ha acquisito diverse funzioni e si trova ora ad essere uno spazio pubblico aperto, l’artista ha creato un progetto che si pone l’obiettivo di formulare un dialogo diretto tra il dentro e il fuori, aperto alle tante esperienze che connotano la vita della città. La routine che Oliviero Fiorenzi ha costruito consiste quindi nel camminare nell’area urbana circostante alla Mole, nel raccogliere informazioni, immagini, memorie, simboli, segni e oggetti che raccontano la storia del luogo e anche la storia del percorso dell’artista nel luogo stesso. Camminare nel quartiere significherà vivere per assorbire e poi per restituire questa esperienza all’interno degli spazi della Mole. In seguito a questo procedimento di assorbimento ed elaborazione, Oliviero Fiorenzi dipingerà quanto tradotto sulla parete espositiva nella corte della Mole.

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