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- Mappe N°24

Stadi. Architettura e mito MAXXI Roma

Mappe °24


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Imponenti macchine urbane in grado di caratterizzare interi quartieri delle nostre città, teatro di eventi epocali, espressioni di grandi passioni individuali e collettive, oggetti identitari per la comunità e spesso anche progetti autoriali significativi, a lungo gli stadi sono state opere piuttosto trascurate dalla storia e dalla critica dell’architettura. Occuparsi oggi di questi luoghi, delle loro costanti trasformazioni fisiche, della loro fruizione e percezione nella società significa inevitabilmente occuparsi di città e di rigenerazione urbana, di antropologia sociale, di questioni politiche ed economiche e anche di espressioni artistiche e culturali. La mostra ha ripercorso i momenti storici più importanti della trasformazione degli stadi di tutto il mondo, dagli antesignani storici dell’antichità greco-romana a quelli che, dopo un ‘vuoto’ temporale di quasi quindici secoli, si sviluppano a partire dalla fine dell’Ottocento, fino ad arrivare all’oggi. Parallelamente si sono ripercorsi momenti chiave, capaci di modificare il modo di progettare e vivere questi spazi come ad esempio la prima radiocronaca nel 1928, il concerto dei Beatles del 1965 al Shea Stadium di New York, gli incidenti di Hillsborough e dell’Heysel che hanno spinto ad una profonda trasformazione degli impianti. Un tema centrale è quello della relazione con gli spettatori. La mostra ha analizzato i cambiamenti del pubblico, esplorato le emozioni e i rituali dell’esperienza dello stadio nel corso del tempo. È emersa con chiarezza una forte dimensione socio-antropologica, capace di lasciare tracce nella letteratura, nella poesia, nel cinema, nel fumetto, nella fotografia e nell’arte. All’interno di questa narrazione un approfondimento specifico è stato dedicato agli stadi italiani anche alla luce dell’acceso dibattito pubblico attuale, raccontati in mostra anche dai progetti fotografici realizzati ad hoc da Stefano Graziani e Filippo Romano. La mostra al museo MAXXI ha voluto dunque restituire per la prima volta in Italia in modo compiuto e sistemico il ruolo che lo stadio svolge nell’immaginario contemporaneo. Per dirla con le parole dell’antropologo Marc Augé lo stadio è “un luogo di senso, di controsenso e di non-senso, un simbolo di speranza, di errore o di orrore”.

Il progetto grafico — Studio Fionda

L’identità visiva della mostra nasce da una soluzione tipografica che trasforma i cinque caratteri bastoni del titolo in elementi piegati e resi in assonometria, richiamando sedute e spalti degli stadi. La loro moltiplicazione in cromie diverse evoca la dimensione corale e la moltitudine proprie di queste architetture pubbliche. Il tema dei gradini diventa così la matrice non solo del sistema espositivo ma anche di quello informativo: lunghe strisce verticali organizzano i livelli didascalici, mentre la tipografia scorre senza adattarsi alle variazioni dello “scalino”, rafforzando l’idea di continuità. Una palette di cinque colori guida e distingue i contenuti lungo il percorso, sui tavoli e sulle superfici verticali. Le infografiche trasformano infine i segni dei gradoni in unità quantitative, temporali e diagrammatiche, traducendo dati complessi in un repertorio visivo coerente che completa modelli, disegni, opere e fotografie.

Il progetto di allestimento — Lorenzo Bini, BINOCLE

Ogni mostra di architettura è una rappresentazione (e quindi una riduzione) della realtà. Gli edifici vanno infatti abitati, percorsi e attraversati, e solo così possono essere realmente compresi e vissuti, mentre la loro rappresentazione (grafica, fotografica o miniaturizzata) non riesce mai a competere con l’esperienza della realtà. Per questo abbiamo deciso, nel nostro allestimento, di ribaltare la relazione tra spettatore e spettacolo invitando i visitatori a trasformarsi in atleti e organizzando i contenuti della mostra su metaforiche tribune. Attraverso questa inversione di prospettiva e grazie ad alcuni accorgimenti scenici attentamente studiati — tra cui due video installazioni, una di Douglas Gordon e Philippe Parreno, l’altra di Yuri Ancarani — i fruitori della mostra si ritrovano a percorrere un immaginario campo da gioco, circondati da spalti gremiti di contenuti e informazioni che sembrano guardare, oltre che essere guardati.

Credits


titolo

Stadi. Architettura e mito

sede

Roma, MAXXI — Museo nazionale delle arti del XXI secolo

date

30 maggio – 9 novembre 2025

Direttrice MAXXI Architettura e Design contemporaneo

Lorenza Baroncelli

a cura di

Manuel Orazi, Fabio Salomoni, Moira Valeri

coordinamento generale

Andrea Di Nezio

assistenza curatoriale e alla ricerca:

Marzia Ortolani

progetto di allestimento

BINOCLE, Milano

progetto di allestimento realizzato in collaborazione con l'Ufficio mostre e allestimenti del MAXXI, coordinamento tecnico e direzione lavori

Benedetto Turcano

coordinatrice di dipartimento

Elena Tinacci

progetto grafico

Fionda, Torino

coordinamento illuminotecnico

Paola Mastracci

comunicazione

Prisca Cupellini, Giulia Chiapparelli, Eleonora Colizzi, Cecilia Fiorenza, Olivia Salmistrari

ufficio stampa

Flaminia Persichetti, Ilaria Mulas

traduzioni

Sara Triulzi

allestimento audio video

Mangacoop, Eidotech GmbH

con il patrocinio di: Ministro per lo Sport e i Giovani, FIGC Italia, ICSC-Istituto per il Credito Sportivo e Culturale, Sport e Salute

Main partner

ENI

foto

Jacopo La Forgia — Courtesy Fondazione MAXXI; Lorenzo Bini

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