Intervista

L’Architettura Morbida

Mappe °15


Articolo letto da 10 persone


Intervista con

Alberto Fiorenzi

i-Mesh ha sperimentato contesti differenti di ‘Architettura Morbida’. Quali concettualizzazioni fanno da sfondo allo sviluppo?
Dai negozi all’urban comfort, dalle facciate architettoniche agli arazzi d’autore, il volo pindarico è sostenuto da una materia ben lavorata, non solamente tecnica e affidabile, ma bella da vedere, tecnologia avvicinabile, prossima, touch. È il filo che lega tutto, ed è il modo in cui ogni opportunità è un progetto, ogni progetto un prototipo, ogni pattern un affondo culturale formale e progettuale. In questa versatilità del materiale, nei suoi limiti e allo stesso tempo nella sua infinità applicabilità, ha origine il concetto di Architettura Morbida. Per Dior – come per Natuzzi e Walter Knoll – l’esperienza della merce e del lusso collegato allo shop come luogo espositivo e progettuale, la morbidezza assume molti aspetti.Innanzi tutto il comfort: forse è proprio nel negozio, che la centralità del fruitore è massima, e chiede seduzione e cura insieme. Ma anche la bellezza, l’eleganza che sempre più spesso – soprattutto per i grandi marchi del luxury – significa attenzione e accoglienza, in un concetto capacità di mettere a proprio agio le persone. E poi la versatilità: i-Mesh per le caratteristiche intrinseche può modificare la configurazione e la percezione dello spazio senza incorrere nell’obsolescenza e nella ripetizione. Da ultimo l’identità ecosostenibile e a basso impatto di i-Mesh lo rendono un prodotto ma anche un progetto davvero dentro lo spirito del tempo.

Lo shop contemporaneo per i confini che sperimenta e le contaminazioni tra arte design e architettura si caratterizza come laboratorio. Come interpreta i-Mesh questa opportunità?
i-Mesh è nella galleria d’arte quando è un prodotto d’artista, è nello shop quando l’oggetto si offre all’esperienza, è un elemento architetturale quando diventa facciata o copertura. Ogni installazione è sempre e comunque un’opportunità, una nuova piccola o grande sfida.

Quali sono le specificità dell’esperienza con Dior a Parigi?
Se è vero per ogni oggetto, per Dior le soluzioni non sono mai solo tecniche ma sono simboliche, prossime ai significati che quegli stessi manufatti rappresentano negli immaginari. Quindi la qualità del sistema espositivo è altissima, e la Maison ha un vero studio di architettura, con cui condividiamo il linguaggio e la sperimentazione. Cannage, che noi chiamiamo ‘Paglia di Vienna’, è un pattern che con loro abbiamo declinato in molte forme e scale, mettendo in atto un protocollo che non attuiamo in modo puntuale e affidabile con aziende e clienti di tutto il mondo. La complessità di questo tipo di progetti riguarda il rapporto con i progettisti e anche con gli installatori/costruttori: i pannelli realizzati su disegno e su misura non hanno né sfridi né tollerano errore di montaggio. Per questo la costruzione deve essere realizzata perfettamente e nel massimo rispetto del disegno – quello tecnico, quello creativo/progettuale.

Quali saranno i prossimi appuntamenti per i-Mesh, sul fronte della ricerca tecnologica, formale e anche espositiva?
Quali i segmenti di progetto e di mercato più promettenti? Tra qualche mese consegnamo le coperture dei camminamenti per Expo 2020 a Dubai. Sono coperture dinamiche, un segno rispetto alla texture che prevede una seria e difficile strategia per il comfort ambientale dell’area espositiva. Abbiamo utilizzato materiali molto performanti – sia quelli riflettenti i raggi solari, sia quelli che garantiscono resistenza e durata. Lo scopo è creare comfort durante il giorno, e accoglienza durante la notte.

Questo progetto di Werner Sobek è un manifesto di sostenibilità, e rappresenta un esempio di come potrà essere gestito il comfort in città dove la temperatura eccessiva obbliga a creare dispositivi intelligenti ed efficaci per proteggere dall’eccessivo calore. Senza limitarsi però ad un solo approccio funzionale ma con il valore aggiunto del linguaggio e del filo, della trama e delle trasparenze, una sintesi fatta di eleganza ed efficienza strutturale.

Continueremo ad arricchire negozi con i nostri pattern ed a seguire i tanti progetti così eterogenei che ci vengono proposti quotidianamente da tutto il mondo, ma certamente il nostro fuoco è sul comfort outdoor, sul risparmio enegetico degli edifici, sui controsoffitti e sull’espressione artistica.

Vuoi entrare nella nostra Community?