Imprese

Dalla strada alla strada Roy Rebel

Mappe °16


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Tanti i rimandi – l’epopea della strada, i cellotex di Alberto Burri, la fabbrica dove il lavoro è fatto di mani operose, macchine dedicate, intuizioni innovative. Tra chimica e meccanica, ecco la gomma che nasce rinasce e si rigenera, dallo scarto al riciclo al design. È la cultura dell’economia circolare. Per ogni mescola una ricetta – dice il fondatore – come si fa con il pane – saggezza antica e visione contemporanea.

La colonna sonora è il rombo dei motori; il paesaggio è quello del cinema e della letteratura on the road; la divisa è il chiodo – quello in cuoio, quello ultratecnologico fatto con meravigliosi materiali ultra performanti; l’immaginario è l’asfalto, bello da guardare bello da percorrere, nastro assolato che si srotola tra natura, new jersey, righe di mezzeria, segnali di orientamento. Il colore è il nero pieno, talvolta il nero mixato che incontra i segni, i graffiti, le immagini colorate e acide, reminiscenza di periferie metropolitane, di muri che parlano e raccontano. La materia è spiazzante e mutevole – liscia ma granulosa, densa, screziata da sembrare dipinta; è morbida, viene piegata in fogli pesanti, avvolta in rotoli o accumulata in pezze, lievi come tessuti in cotone.

Questo intreccio di immaginari è tra le colline verdi e coltivate della Vallesina, dove la manifattura sposa le idee e la conoscenza profonda dei materiali, in un compound produttivo tra applicazioni tradizionali che affiancano le evoluzioni delle forme e dei significati. L’incipit di questa storia è il mitico Istituto Montani di Fermo, un tempio della formazione, un incubatore di cervelli, una scuola di eccellenza nazionale dal 1854. Sarà lì che Elio Baioni – l’ottantottenne fondatore che ancora consiglia i figli Gabriele e Gianluca – all’indomani del diploma di perito industriale, tra le nove lettere di ingaggio del gotha dell’industria chimica nazionale e internazionale ne sceglierà una, quella che segnerà il suo destino personale e imprenditoriale. Pirelli, Milano, reparto mescole.

Scarti di gomma vergine

Una scelta che rimanda all’origine di tanta storia economica italiana fatta di intuizioni, ricerca e innovazione in due settori che naturalmente stanno insieme, la chimica e la meccanica. Sono anni di sviluppo economico impetuoso, e le Marche con i suoi distretti sono un laboratorio a cielo aperto, un ecosistema di sperimentazioni infinite – dal bianco al complemento alle calzature – settore legato alle suole, ai fondi, alla ricerca sui materiali nella dimensione estetica funzionale e produttiva. L’esperienza in Pirelli sarà un atout imprescindibile per il signor Elio, ritornato nelle Marche, insieme alla conoscenza dei materiali, alle relazioni pregiate, ai contatti con tutti i grandi player della produzione di pneumatici. Così dopo consulenze ed esperienze in vari settori industriali, nel 1984 nasce Center Gomma con una vocazione e una missione precise – recuperare, lavorare e rigenerare lo scarto vergine della gomma utilizzata nella produzione di pneumatici, con l’obiettivo di creare nuove mescole per differenti utilizzi.

Lo scarto vergine è una specie di paradosso che non rimanda al fine vita – macinato e granulato per realizzare gomma vulcanizzata – ma all’esito della produzione ordinaria, cioè al massimo pregio. La storia è tutta qui, ma è tanta storia. Grande capacità di lavorare mescole pregiate e sofisticate, visione sulle possibili applicazioni, cultura del riciclo e dell’economia circolare cui si aggiunge l’abilità nello stampaggio della gomma. È curioso, ma quella abilità ha qualcosa di infantile, un ricordo che ritorna visitando gli spazi produttivi immersi nei continui e piccoli scoppi – la madeleine delle impertinenze dei bambini fatte con i palloncini delle chewing gum.

Tra quelle campate industriali si custodisce un processo virtuoso che ha dato vita ad un centro ricerca e sviluppo capace di censire ogni tipo di mescola con le relative schede tecniche, e soprattutto la ricetta, capace di concepire e realizzare la trasformazione chimica dello scarto vergine in nuovi materiali ad alta prestazione e specializzazione, pronte per scarpe, nastri, rivestimenti, pneumatici adatti a mezzi speciali. Ricette, esperienza, temperatura e tempo sono gli elementi che determinano la reazione.

Le regole stringenti della segretezza industriale – i confidentiality agreement – sono stati nel tempo un patto di fiducia e reputazione onorato con i clienti di tutto il mondo – Pirelli, Goodyear, Michelin – in ambiti di informazione sensibile. La gomma è un mondo affascinante e complesso che va da quella naturale – il caucciù – a quella sintetica derivata dal petrolio. E i polimeri sono creature alchemiche molto contemporanee con nomi fatti di sigle, come il polimero SBR che definisce una tipologia di gomma di alta qualità. Ricerca, alta qualità dei materiali e macchine costruite appositamente sono alla base del processo industriale. “La gomma è un materiale nobile, vivo e versatile che isola, resiste all’acqua, aderisce come grip, è apparentemente sempre uguale eppure è capace di infinite trasformazioni – spiega Gianluca Baioni. Per questo vogliamo aprirci a nuove applicazioni legate al design, alla cultura, fino all’interior inteso come arredo, carta da parati, complemento.

Fasi di lavorazione nello stabilimento di Jesi

Per ora nelle collezioni Roy Rebel ci sono scarpe, borse, zaini, accessori, una linea motorbike-lifestyle. I fogli in gomma dipinti sono pezzi unici, esperienze estetiche e visive con in più i valori tecnici della gomma”.

Apparentemente sempre uguale, la gomma è un mondo di idee, una sfida ecologica e sostenibile, una stratificazione di immaginari, una materia prima affascinante in tutte le sue configurazioni e dimensioni – in blocchi, in lastre, in banda, in foglio come fosse un tessuto. Ha un’intelligenza originaria trattenuta nella matrice della mescola ad alto contenuto tecnico; è capace di rigenerarsi e dispiegare un potenziale infinito di recupero e riciclo; ha una memoria meccanica che si apre a progressive manipolazioni simboliche e destinazioni d’uso. Con Cummis – una mescola brevettata – Roy Rebel si apre al design e alla comunicazione, e mostra come le catene del valore siano sempre esperienze di ibridazione creativa tra materie e funzioni, conoscenza, tecnica dei materiali e cultura contemporanea. La gomma nata per la strada riprende la strada, si rimette in cammino, sempre in movimento, sempre in metamorfosi.

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