Architettura
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Casa Montessori Chiaravalle Casa, logo, progetto

Mappe °17


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Casa natale, casa museo, comunità nella comunità, virtuale e reale insieme, si espone come luogo di conoscenza ampia e non convenzionale, di raccoglimento contemplazione disseminazione. Rappresentata con strumenti e linguaggi contemporanei, la vita e l’opera di Maria Montessori sono restituiti come tracce, reperti, ispirazioni, dialoghi multiculturali tra i linguaggi e le geografie, i mondi e le discipline. Maria Montessori accoglie ogni ospite con sguardo frontale: immagine in B/N che sigilla l’icona, nessuno sfondo, nessuna distrazione. La caratterizzazione domestica dello spazio coabita con schermi e reperti, mappe e infografiche; attorno il rosa della sua torre nella progressione aritmetica, la struttura modulare che appartiene agli oggetti mentali ultraeducativi, le cosiddette astrazioni materializzate, a fondamento dell’esperienza e della conoscenza.

Dopo 151 anni Maria Montessori ritorna a casa, un ritorno al futuro. La Casa dei primi tre anni di vita – quelli decisivi secondo i suoi studi e le sue teorie educative – è la casa aumentata da un programma culturale e da un sistema di rappresentazione visiva ed espositiva che celebra la donna e con lei il Metodo per l’educazione come libera espansione dell’individualità. Allestita con criteri, comunicazione e apparati espositivi museali, mantiene l’autenticità e la verità di un luogo abitato, al primo piano di un condominio sulla piazza principale, dove le funzioni quotidiane si mescolano e si sovrappongono. Annidata in un palazzo abitato e vitale – intorno negozi, luoghi di socialità e istituzioni culturali – ha quattro finestre e cinque stanze chiamate per nome che dialogano col paesaggio urbano, guardano e si lasciano guardare lungo la scala condominiale, e rinnovano quella prossimità appartenuta al suo stile e alla sua pratica educativa.

Una luce accesa e una porta aperta che si dilata e si espande, un soggetto attivo della scena culturale e del discorso pubblico; un luogo del racconto che connette Chiaravalle al mondo, allarga le modalità di fruizione e accessibilità col superamento delle barriere architettoniche, diversifica e prolunga la dimensione esperienziale della visita. In esposizione pochi cimeli molto simbolici concessi dai discendenti – un sari regalato da uno studente indiano a Londra, l’elegante housecoat che ha accompagnato tante delle sue giornate, regali ricevuti in India – qualche reperto legato alla famiglia originaria – il ricordo stampato per la morte di Renilde – prime edizioni di pubblicazioni essenziali. Non potevano mancare le 1000 lire, stampate in due miliardi settecentoquindicimilioni ottocentocinquantamila pezzi in 8 emissioni dal 1990 al 1998 presso l’Officina della Banca d’Italia di Roma.

Dopo Giuseppe Verdi e Marco Polo, Maria Montessori è l’unica donna nella storia della Repubblica Italiana a cui sia stata dedicata una banconota come supremo riconoscimento all’ingegno e all’influenza esercitata sul suo tempo. Intorno immagini testi e video che dispiegano una vita di vite, viaggi, studi, relazioni, incontri nel passaggio dei mondi e degli orizzonti. Maria Montessori nasce alla luce delle candele e muore alla vigilia della conquista dello spazio: in mezzo l’ascesa e la caduta dei totalitarismi, l’avvento della civiltà dei consumi, due guerre mondiali, le conquiste di civilizzazione del ’900, la psicanalisi e la teoria della relatività. È tra le prime donne italiane a laurearsi in Medicina; madre sola di Mario Montesano Montessori; scienziata capace di estendere a tutto l’universo infantile le scoperte fatte con i bambini disabili; donna impegnata per l’emancipazione femminile, la parità salariale, l’affermazione dei diritti e il suffragio universale; libera pensatrice che ha rivendicato l’autonomia della conoscenza e dell’educazione rispetto a ogni forma di ideologia e totalitarismo. Piena di energia, passione e curiosità, si è prodigata per la conoscenza e l’inclusione, ha viaggiato con ogni mezzo in tutto il mondo conosciuto del suo tempo, ha costruito ponti e relazioni tra Occidente e Oriente, assorbito e fuso influenze culturali, fino a concepire il programma di una “educazione cosmica” in grado di orientare la crescita del bambino e il progresso dell’umanità.

Maria Montessori è stata una protagonista assoluta dello scenario pedagogico, scientifico e filosofico del Novecento. Le scelte esistenziali, lo sguardo multiculturale, i legami con la letteratura scientifica e gli ambienti internazionali – con speciale attenzione agli esperimenti rieducativi di Jean Marc Gaspard Itard e al lavoro di Édouard Séguin – sono all’origine del suo Metodo riconosciuto e applicato da oltre un secolo ovunque nel mondo, e in tutti i contesti di massima innovazione. Donna di visionarie preveggenze rispetto alla natura della cognizione, ai modelli di apprendimento e socializzazione, ha curato la formazione pratica e teorica delle maestre attraverso programmi e testi fondamentali che hanno favorito una diffusione capillare del Metodo in migliaia di Case dei Bambini – un format concepito per il quartiere popolare di San Lorenzo a Roma e poi esportato in tutti i continenti. Autorevole e appassionata, celebrata e ammirata da personaggi come Gandhi, Freud, Tagore, Piaget, Edison ha vissuto in Italia, Stati Uniti, Spagna, Olanda e India; ha condiviso le sue conoscenze per l’affermazione dei diritti dei bambini e lo sviluppo armonico della società, e per tre volte è stata candidata al Premio Nobel per la Pace. La Casa è l’ennesimo ritorno a casa dopo quello dell’ottobre del 1950, un anno dopo l’ultimo viaggio in India, quando – al culmine del successo – realizza il desiderio di rivedere Chiaravalle. Accolta dal Sindaco Molinelli, in una occasione memorabile e densa di commozione, le vengono tributati i più grandi onori. Dirà al figlio Mario: “Adesso sono contenta, anche se muoio ho rivisto il mio paese”. Nata sul mare Adriatico, Maria Montessori morirà sul Mare del Nord, nella casa di vacanza della famiglia Pierson a Noordwijk aan Zee, il 6 maggio 1952.

casamontessorichiaravalle.it

La Casa e le sue Stanze

Casa Montessori Chiaravalle accoglie il racconto delle tante case reali e simboliche che hanno accolto e salutato Maria Montessori: piroscafi, scuole, residenze, parlamenti, università. In quel piccolo spazio le finestre che si fanno schermo e diaframma, guardano lo spazio pubblico e la comunità originaria che custodisce le matrici di una straordinaria parabola umana, scientifica e intellettuale. La sua Casa permane come spazio di intimità pubblica, tra le citazioni di antiche partizioni, oggetti personali come segni fragili e poetici del suo passaggio, lo spettacolo dell’educazione con gli oggetti come princìpi posti a fondamento del suo metodo, e le mappe della sua esistenza – un intreccio di senso, storie e geografie.

Il progetto

Il progetto di valorizzazione e riqualificazione – curato da PLA/STUDIO – Emanuele Marcotullio, Giacomo Barchiesi, Andrea Antognozzi, Mattia Rebichini – poggia su un’equilibrata combinazione di apparati espositivi museali, dispositivi multimediali interattivi ed elementi di comunicazione tattile capaci di garantire un’immagine cosmopolita, pur rimanendo coerente con le dimensioni ridotte e la caratterizzazione “domestica” dello spazio. La scelta di organizzare tematicamente lo spazio con la categoria della stanza ha il senso della citazione e della memoria di luogo accanto ad un desiderio di fruizione intima e personale. Dispositivo di dialogo dentro/fuori, catalizzatore di temi e relazioni tra Chiaravalle e il mondo fatto di centralità dedicate ed interconnesse. Così la permanenza di Maria Montessori supera la dimensione celebrativa per diventare parte della tessitura civica e dello spazio pubblico, in un progetto integrato e intelligibile di azioni sinergiche dove tutto parla – la facciata, le finestre, il terrazzo, la scala, il marciapiede. La Casa, con i suoi apparati, è concepita per essere aperta e flessibile, scalabile, rispetto ai contenuti al racconto e alla rappresentazione.

Stanza della Mappa

Sul piano geografico la vita di Maria Montessori si dispiega su scala planetaria, e sul piano storico si colloca al centro dei processi di sviluppo e civilizzazione del Novecento. L’influenza del suo lavoro di ricerca, la varietà degli interessi e degli approdi, il Metodo e l’impegno etico, i viaggi, le relazioni e le esperienze hanno connesso luoghi e discipline, comunità, modelli sociali, culture e visioni del mondo. Maria Montessori ha vissuto i salti della storia e dello stile di vita, l’ottimismo della Belle Époque e lo sviluppo delle arti, ha conosciuto potenti e sapienti, ha viaggiato sui piroscafi, còlto la potenza visionaria e la promessa di futuro dei primi marconigramma. Per rappresentarla nella pienezza delle dimensioni e delle connessioni una mappa si fa infografica, multivisione, installazione. Il “planisfero Dymaxion”, creato nel 1946 dall’architetto statunitense Richard Buckminster Fuller è una mappa democratica, innovativa, radicale, senza gerarchie precostituite, dove la rappresentazione del globo terreste contiene meno distorsione e deformazione rispetto ad altre elaborazioni. Su questa idea di mondo si appoggia il racconto della sua vita: una vicenda umana che si colloca in un orizzonte di accadimenti eccezionali. La mappa è correlata a sei video che agiscono come criteri di interpretazione e orientamento – la vita privata, la vita pubblica, il Novecento, Chiaravalle, le Case dei Bambini, l’internazionalità del pensiero e dell’azione. Una legenda organizza i tematismi e le informazioni con forme, tracciati, codici e colori. Di fronte, oggetti che rimandano a lei, alla vita privata e pubblica, storiche edizioni di testi montessoriani, doni ricevuti nei tanti viaggi, icone che rimandano ai riconoscimenti di una vita straordinaria.

È un’immagine mitica. La demonstration classroom fu esposta alla Panama-Pacific International Exposition di San Francisco per presentare al mondo una rivoluzionaria proposta educativa. Gli ambienti allestiti dall’architetto Louise Brigham ospitavano circa trenta bambini, dai tre ai sei anni, provenienti da vari paesi e con diversi retroterra linguistici e socio-culturali, scelti in una lista di oltre duemila aspiranti. La Montessori glass classroom fu inaugurata il 6 agosto 1915, e la giornata fu proclamata “Montessori Day”: nel corso dei successivi quattro mesi un pubblico entusiasta composto di genitori e specialisti dell’educazione, provenienti da ogni angolo del mondo, poté contemplare le qualità umane superiori che si manifestavano spontaneamente nei bambini ospiti dell’aula – compostezza, precisione, attenzione prolungata, autonomia. Era lo spettacolo dell’educazione.

Stanza 3.0

Aula multimediale, storage, lab di nuove sperimentazioni legate alla conoscenza, all’apprendimento e alla produzione di contenuti. È la tecnologia che diversifica la fruizione, soli o insieme – videowall, dispositivi individuali di accesso, IPad. Un catalogo on demand costituisce il primo nucleo di approfondimenti in costante aggiornamento e produzione – podcast, filmati d’epoca, documentari, interviste audio e video, documenti d’archivio. La pluralità delle fonti è l’accesso a una conoscenza multiculturale nello spirito di curiosa attenzione alle cose del mondo, che accoglie un insegnamento prezioso di Maria Montessori.

Stanza del Metodo

Una grande istallazione accoglie l’impaginazione degli oggetti che costituiscono gli architravi essenziali del Metodo. Sulla lunga parete – speculare a quella della mappa – sono esposti i materiali di sviluppo, gli oggetti mentali ultraeducativi, le astrazioni materializzate, secondo la definizione di Maria Montessori che incorporano le leggi di organizzazione della mente umana e, nell’attività di manipolazione, traducono le relazioni astratte in percezioni dirette. La mente umana infatti, si appropria del mondo assegnandogli una struttura, e lo ordina secondo le categorie formali implicate nelle operazioni di distinzione, discriminazione, confronto, misura, classificazione, seriazione e generalizzazione.

Stanza di lettura

Per decenni archivio e centro studi, questo appartamento è riconosciuto da studiosi e appassionati come luogo di ricerca e conoscenza. Nella riqualificazione dello spazio, il mantenimento di questa dimensione assume il senso di una immersione nell’esperienza montessoriana per il tramite di alcune pubblicazioni fondamentali e prime edizioni, in dialogo permanente con nuovi contenuti e l’intero Archivio nella custodito nella Biblioteca.

Stanza verde

Una Stanza aperta, essenziale, segnata solo dal perimetro verde, dal cielo e dalle vasche con i tulipani di Maria Montessori – gli stessi che fioriscono sulla sua tomba in Olanda, un ideale raccordo tra la terra natia e la terra di adozione. È un’apertura inaspettata che segna le tante metamorfosi di un palazzo, e allo stesso tempo è un affaccio di luce, un dialogo diverso con la città.

Immagine coordinata/visual identity

di CH RO MO

Il nostro primo incontro, più o meno consapevole, con Maria Montessori è lo stesso di milioni di altri italiani: la signora anziana delle 1.000 lire che abbiamo avuto nel portafogli per anni. Con quelle 1.000 lire ci compravamo il gelato, le bibite, le cambiavamo per giocare al biliardino e, da più grandi, le abbiamo ricevute come resto per cose più costose. C’era quel volto filigranato rosso bordeaux su fondo giallino di una signora che accennava un sorriso. Era un volto misterioso e sembrava di quelli che nella vita ne hanno viste di ogni, ma comunque soddisfatto, sereno. Dall’altro lato della banconota erano invece rappresentati due ragazzini intenti a studiare. Ci sembrava quasi un monito quando la ricevevamo dalle mani dei nostri genitori sotto il nome di paghetta. Dopo questo primo incontro, alcuni di noi hanno avuto l’occasione di studiare il suo lascito scientifico e pedagogico con passione ed interesse, altri invece, dopo il passaggio all’euro, quella signora se la sono dimenticata. Per noi lavorare all’identità grafica di Maria Montessori è stata proprio l’occasione per conoscere di più la sua persona, il suo lavoro, capendone meglio le origini, le modalità in cui si è sviluppato ma anche il suo lato più umano, e a poco a poco quel volto misterioso si è disvelato raccontandoci di lei. Siamo stati molto fortunati, perché oltre a tutto il materiale bibliografico disponibile per lo studio, abbiamo potuto beneficiare dell’apporto e dell’esperienza di persone molto vicine al pensiero montessoriano. Avevamo ragione, o meglio, avevamo capito bene. Quella signora anziana delle 1.000 lire è stata pioniera e bandiera di diritti ancora oggi tabù in molti paesi. Ha rotto schemi, ha rimesso in discussione aspetti dalla portata ancora contemporanea. Non ultimo, è stata anticipatrice di quello che poi il mondo conoscerà come la disciplina del Design, nella sua attenzione alla scelta dei materiali, delle proporzioni e delle misure, del packaging, della multi-sensorialità.

L’identità grafica che abbiamo progettato parte proprio da qui, da uno dei suoi materiali iconici: la Torre rosa. Un oggetto apparentemente semplice (come tutti gli strumenti montessoriani, di fatto) capace invece di guidarti alla comprensione della complessità. Composto da 10 cubi di cui il più piccolo misura 1 cm per lato, fino al più grande di 10 cm per lato. In progressione. Solido e monolitico quando impilato, vulnerabile e creativo quando osservato nei singoli pezzi. Questo duplice aspetto ci è sembrato rispecchiasse anche le due anime di Maria, quella della persona pubblica: professionale, solida, chiara, severa, dritta per la sua strada; e quella della sua dimensione privata fatta anche di fragilità, di un amore non compiuto, di un figlio avuto fuori dal matrimonio a cui voleva un bene dell’anima, della sua famiglia d’origine, delle infinite relazioni e grandi amicizie in giro per il mondo.

La torre rosa è stata quindi la base del nostro progetto. La sua modularità ci rendeva possibili infinite combinazioni formulate sulla base di semplici regole, applicabili sia agli strumenti di comunicazione che negli allestimenti grafici della casa. La regola base è che ogni quadrato è proporzionale agli altri, si mantiene fissa la progressione dimensionale ma senza porre un limite massimo di grandezza. A completare gli elementi grafici della torre rosa, c’è il carattere tipografico GT Haptik disegnato da Reto Moser e Tobias Rechsteiner, distribuito e commercializzato dalla fonderia svizzera Grilli Type. Abbiamo scelto questo carattere per il suo disegno dalle linee pulite e nette, ma soprattutto perché anche nelle sue motivazioni progettuali c’è una vicinanza all’approccio montessoriano. Il GT Haptik è stato infatti pensato per essere quanto più possibile accessibile a tutti, anche ai non vedenti, concependo il disegno delle forme ben distinguibili anche alla lettura tattile, aumentandone quindi l’inclusività.

Pianta ante operam
Pianta dell’allestimento

Stato di fatto. Planimetrie

Il progetto della casa natale è il prodotto della fusione di due unità immobiliari contigue: la casa dove Maria Montessori trascorse i primi tre anni di vita a Chiaravalle e gli spazi dell’appartamento adiacente che da oltre dieci anni ospitavano la sede della Fondazione Maria Montessori. L’accesso all’edificio è garantito attraverso uno strettissimo corridoio di accesso compresso tra le botteghe al piano terra. Appena smarcata la scala per salire ai vari piani del condominio si apre un percorso di altezza limitata verso il retro dell’edificio. Al termine di questo cunicolo sono collocati piccoli spazi di servizio: la sola occasione per inserire un piccolo elevatore necessario per rendere la casa accessibile anche ai visitatori con disabilità. Lo stato della casa è appena migliore di quello degli spazi della fondazione: al degrado si unisce l’assenza totale di oggetti appartenuti alla scienziata. Non c’è altro che un piccolo appartamento senza qualità, vuoto. La testimonianza domestica di un passaggio in un contesto di assoluta banalità.

Stato di progetto. Planimetrie

Attraverso la semplice demolizione di poche porzioni di murature non portanti, tutti gli spazi entrano in relazione definendo una sequenza non lineare di stanze: il progetto definisce ambienti tematici autonomi organizzati in una circolarità continua che coinvolge l’interno e l’esterno della casa, il condominio, la città.

Il vano scala condominiale è recuperato eliminando tutti gli elementi di degrado, sostituendo la pavimentazione fuori contesto, eliminando tutti i vecchi impianti a vista per diventare l’incipit al percorso narrativo della casa natale. E non solo. Attraverso l’arretramento del portone di ingresso, sostituito con un infisso simile alle finestre della casa, è ribadito il rapporto tra dentro e fuori, sottolineato ancora di più, dalla pavimentazione che proietta il vano scala e l’area di rispetto dell’entrata della casa verso il giardino di Piazza Mazzini. L’attenda calibrazione delle quote di calpestio, la definizione di piccole rampe al massimo della pendenza ammissibile, la sistemazione dei sistemi di fognatura e di scarico, hanno reso utilizzabili tutti gli spazi di servizio per l’installazione di un montacarichi in un percorso comunque aperto che mette in relazione il fronte con il retro dell’edificio.

All’interno della casa, le stanze si offrono come lo sfondo neutro per ospitare gli elementi di allestimento. Il pavimento in graniglia montato sul freso, senza fughe rilegge la tradizione costruttiva e, insieme al bianco delle pareti, senza intonaci rifatti, semplicemente ripresi nelle rasature, agli infissi in legno bianco, alle tracce appena indicate delle partizioni storiche, offre un’immagine di intimità domestica, lontana dalla monumentalità del museo. Gli spazi conservano comunque quella neutralità del “white cube” necessaria per ospitare un progetto di allestimento che non può usare dispositivi narrativi fatti di cimeli e arredi storici. L’ultima stanza, green room, è una stanza ideale, un giardino in quota, uno spazio senza soffitto, con pavimento di ghiaia lavata e pareti di grigliato metallico in attesa di essere conquistate da piante rampicanti.

Elementi di allestimento. Le soglie, gli arredi, il tavolo dell’aula 3.0

Se la casa natale deve raccontare la biografia scientifica, l’importanza dei viaggi, la geografia planetaria del pensiero, la finalità umana e civile del metodo formativo montessoriano attraverso un percorso circolare tra stanze tematiche autonome, allora ha senso segnalare gli spazi di soglia con il solo materiale storico disponibile: cornici quadrate di legno di frassino vaporizzato (lo stesso dei mobili montessoriani) sottolineano gli stipiti delle porte e i varchi ospitando le foto della scienziata nella sua lunga missione formativa per il mondo. Queste cornici seguono, come tutti gli arredi pensati per la casa, la progressione geometrica che sta alla base di molti “giochi matematici” del metodo, prima fra tutti la TORRE ROSA. Scelta come matrice di modularità la torre si frammenta in tutti i suoi componenti diventando il segnale iconico che guida il percorso lungo tutti gli ambienti. Compresa l’aula 3.0 in cui tavoli cubici rosa di differenti dimensioni possono ospitare operatori di età (e altezze) differenti in una configurazione comunitaria e individuale.

Credits


Un progetto promosso dal

Comune di Chiaravalle

Sindaco

Damiano Costantini

Assessore alla Cultura, alla Pubblica Istruzione, al Turismo, alla Valorizzazione della figura e del pensiero di Maria Montessori

Francesco Favi

Assessore ai Lavori Pubblici

Andrea Alcalini

In collaborazione con

Fondazione Chiaravalle Montessori
Opera Nazionale Montessori
AMI – Association Montessori International

Con il sostegno di

Regione Marche
Fondazione Cariverona

Con il contributo di

Montessori-Pierson Publishing Company

Con il patrocinio di

Presidenza del Consiglio dei Ministri
Ministero della Cultura
Ministero dell’Istruzione
Ministero dell’Università e della Ricerca
Università degli Studi di Camerino
Università degli Studi di Macerata
Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”
Università Politecnica delle Marche
Associazione Nazionale Case della Memoria

Comitato scientifico e di progetto

Carolina Montessori – Presidente
Alfio Albani
Sofia Cecchetti
Cristiana Colli
Damiano Costantini
Francesco Favi
Rita Scocchera
Selene Paolinelli
Joke Verheul

Concept, cura e testi

Cristiana Colli

Progetto di restauro e allestimento

PLA/STUDIO
Emanuele Marcotullio
Giacomo Barchiesi
Andrea Antognozzi
Mattia Rebichini

Identità e visual design

CH RO MO
Chris Rocchegiani
Roberto Montani

Allestimento

Mancinelli Allestimenti, Pesaro

Progetto di illuminazione

vbo Civitanova Marche

Apparati didascalici e strumenti di visita

Digitall – Tecnostampa, Ostra Vetere

Produzione contenuti audio e video

Associazione Chiamale Storie
3D Produzioni, Milano

Script video Stanza della Mappa

Cristiana Colli
Carolina Montessori
Rita Scocchera
Paola Trabalzini

Consulenza alla realizzazione della Mappa

Luca Di Lorenzo Latini

Installazione multimediale Stanza della Mappa

RMAudio

Collaborazione all’ideazione e all’allestimento della Stanza del Metodo

Monia Aranci
Flora Donnarumma
Lucia Moretti
Milena Scaloni
Mariangela Scarpini
Rita Scocchera
Monica Teodoro

Partners di progetto

C&C Spa
Cerioni Benvenuto Secondo & C
Gagliardini
GAM GonzagArredi Montessori
Grandinetti
Viabizzuno

Sito web, promozione grafica e social, traduzioni, merchandising

Studio Be4

Media partner

mappelab.it

foto

Casa Montessori Chiaravalle

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